santi… e indignati!

la difesa della memoria dei santi non passa dal prendersela come ogni anno con Halloween il 31 di ottobre, ma prendendo la loro strada nella vita di tutti i 365 giorni dell’anno.
Personalmente l’annuale crociata anti-Halloween, supportata da studi e articoli che in tutti i modi ne vorrebbero amplificare il pericolo, è assai lontana da come la vivono in realtà la maggior parte della gente e dei giovani in particolare.
Ho visto ieri sera un rapido passaggio della trasmissione “Report” che cercava di dimostrare come l’attuale crisi economica che terrorizza (in questo caso per davvero e non per scherzo…) le famiglie è tutta finanziaria, pilotata da forze (umane) oscure che cancellano la vera ricchezza materiale del lavoro con giochi di finanza…
Secondo me i santi in cielo sono indignati anche loro di tutto questo e ci spingono a non rimanere passivi e con false preoccupazioni. Ci vogliono pronti a dire la nostra e a non stare zitti… perchè quello che sta accadendo a livello mondiale è ben più grave del “dolcetto o scherzetto” nella notte prima di Ognissanti.

Giovanni don

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  1. Luca
    ottobre 31st, 2011 at 17:33 | #1

    Sminuire i rischi legati ad halloween non aiuterà le famiglie terrorizzate dalla crisi. Personalmente penso che occorra darsi da fare su entrambi i fronti (halloween e crisi), incondizionatamente, perchè hanno una risposta in comune che è pacifica e sicura: riportare il Vangelo al centro delle nostre vite, sull’esempio dei Santi, come dici giustamente anche tu.
    Secondo me, infatti, indignarsi non serve a molto: di “indignati” ce ne sono già molti in giro di questi tempi e presto i poteri forti cavalcheranno l’onda di questi movimenti che stanno nascendo per fare ancora i propri interessi. Se siamo davvero cristiani, sarà il nostro esempio “a dire la nostra” e ci permetterà di non essere confusi da un mondo che ci vuole storditi e omologati.

  2. Stelucky
    ottobre 31st, 2011 at 17:37 | #2

    Grande don!!! Pienamente d’accordo, sarebbe bene indignarsi per le cose serie…

  3. Sole Raggiante
    ottobre 31st, 2011 at 18:29 | #3

    Non ho capito il confronto-paragone con la crisi economica, ma posso dire che vedere la gente vogliosa di dipingersi sangue come divertimento nel tempo di Halloween è come voler vedere Gesù tutto sangue. Ed è terribile da digerire questa cosa.
    Comunque non solo i cattolici sono contro Halloween, ma anche gli evangelisti, i testimoni di Geova, i musulmani.
    Quindi meglio dire “cristiani” che cattolici.

  4. claudia pili
    ottobre 31st, 2011 at 19:19 | #4

    quoto in pieno! grande riflessione, finalmente un po’ di buon senso :))

  5. Dele
    novembre 1st, 2011 at 08:04 | #5

    Halloween vs Ognissanti…..chi la scamperà?
    Perdonatemi, ma come genitore di 2 ragazzini posso dire che la festa pagana ha decisamente soppiantato la festività cristiana…..ma si può restare stupiti? Divertimento contro austerità, allegria contro solennità, libertà contro precetto…….

  6. enza
    novembre 1st, 2011 at 08:42 | #6

    halloween festa dei mostri e delle zucche vuote di gente che ha vuota di valori la vita stessa. In questi tempi, in cui si rincorrono i fantasmi e in cui la società appare evanescente dove tutto sembra non avere basi solide,il Signore ci chiama a guardare ai grandi della storia cristiana volgendo lo sguardo in basso verso i poveri verso i bisognosi di affetto di giustizia di amore di pace …inoltre penso che questa festa per ogni cristiano debba passare inosservata, anche l’indignazione ne da rilevanza …l’indifferenza la uccide.

  7. iesse
    novembre 1st, 2011 at 08:48 | #7

    Secondo me si fanno battaglie esagerate nei confronti di usanze anti-cristiane dimenticando che è stato così da sempre. Solo che poi i cristiani ne hanno tratto i loro significati. Vedi le calze dei morti, la befana in Epifania, il carnevale prima della quaresima… certo questa di halloween è una festa basata su personaggi oscuri o cruenti, basta spiegare a ragazzi e adulti che il profano non deve sostituire il sacro in questi giorni di festa.
    Poi chi ci guadagna veramente in tutto questo è il commercio!

  8. Piraffa
    novembre 1st, 2011 at 08:51 | #8

    Halloween è una carnevalata, purtroppo c’è sicuramente chi la strumentalizza e magari il giorno che ci accorgeremo che probabilmente è la stessa gente che specula su di noi a livello economico potremo fare un’indignata sintesi.

  9. antonello
    novembre 1st, 2011 at 10:02 | #9

    spesso l’ipocrisia nasce dall’incapacità di incarnare i propri valori. Questo rende incapaci di dare il giusto peso alle cose.
    Di raffronti tra la “leggerezza” del “culto” di Hallowen (ma non è tale, si tratta solo di moda consumistica)e la gravità dell’indifferenza dei cristiani (ed ancor più dei cattolici) di fronte alla REALE SOFFERENZA dei propri simili ce ne sarebbero tantissimi; ad esempio il moltiplicarsi di “battaglie” in difesa…degli embrioni (cosa, comunque legittima) e la scarsa attenzione (…dovremmo vestire sempre a lutto!) alla morte giornaliera PER FAME di nostri fratelli. Anche l’investimento in nuove mura di oratori e di templi e l’ostilità verso chi ci chiede aiuto o anche elemosina è assordante.
    Certo la Chiesa non ha la perfezione del Cristo, ma è dolorosa l’ostilità o la lontananza di certi presunti credenti verso chi il Vangelo lo testimonia in frontiera.
    Quando il profumo della “Primavera della Chiesa” ritornerà a diffondersi, quando i tanti testimoni e profeti dei nostri tempi o della seconda metà dello scorso secolo (Primo Mazzolari, Lorenzo Milani, Raoul Follereau, ma anche MArio Borrelli, Zeno Saltini) troveranno il giusto spazio anche nei media e nelle omelie dei nostri sacerdoti, allora forse Hallowen ci farà solo sorridere.

  10. Tonio
    novembre 1st, 2011 at 10:43 | #10

    Bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare ma, sopratutto a Dio quello che è di Dio.

  11. Dario
    novembre 1st, 2011 at 11:22 | #11

    Se il significato vero coincidesse sempre con quello che ognuno dà alle cose, non sarebbe nemmeno successo che ci sia una “… secolarizzazione strisciante anche nella Chiesa…”. Il problema secondo me non è tanto che si festeggi Halloween, è che lo si festeggi senza sapere che cosa significhi, o, peggio, dando a questa festa il proprio significato. Il relativismo di Halloween specchio del relativismo religioso in generale e cristiano-cattolico in particolare.

  12. carmelo
    novembre 1st, 2011 at 16:40 | #12

    SALVE HO LETTO LA RIFLESSIONE SANTI E INDIGNATI–CONCORDO PIENAMENTE ODIO QUESTA FESTA CHE E’ CONTRO LE NOSTRE TRADIZIONI -DA ITALIANI CI FA SENTIRE SOTTOSVILUPPATI, UN POPOLO COME IL NOSTRO VA AD ATTINGERE UNA FESTA DAGLI AMERICANI (POPOLO SENZA STORIA)-IL BRUTTO E’ CHE QUESTA FESTA PROVOCA UNO SPERPERO DI DENARO INCALCOLABILE -ED APPUNTO LA CHIESA E LO STATO X QUESTA FESTA RELIGIOSA DOVREBBE ATTIVARSI A FARSI CHE DIVENTI LA FESTA DELLA SOLIDARIETA’ X I PIU’ BISOGNOSI –GRAZIE A TUTTI CIAO

  13. francesco
    novembre 1st, 2011 at 23:44 | #13

    Se il teologo non accetta i dogmi della fede cattolica e si adopera piuttosto per ri-formularli, cambiarne il senso o addirittura negarli apertamente, allora egli abusa del suo titolo scientifico, la sua non è vera teologia. Chiunque può liberamente esporre le sue teorie su Dio e sulla religione, ma se uno non assume i dogmi come verità rivelata, non si deve presentare come un teologo ma come un filosofo: non si devono trarre in inganno i fedeli, che dai teologi si aspettano giustamente di essere confermati nella loro fede, non di esserne distolti. Nel mio libro faccio molti esempi di “falsa teologia”, e faccio anche dei nomi, come Teilhard de Chardin, Karl Rahner, Hans Küng e Klaus Hemmerle; alla fine, tra gli italiani, cito un disceppolo di Hemmerle, Piero Coda, che si rifà alla filosofia religiosa di Hegel per re-interpretare la dottrina cattolica sulla Trinità e sull’Incarnazione con le categorie concettuali della dialettica idealistica. Il metodo di reinterpetazone del dogma insegnato da Coda è stato ripreso da molti suoi scolari, tra i quali Vito Mancuso, docente di Teologia moderna e contemporanea all’Università San Raffaele di Milano.

    Da http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-mancuso-il-falso-teologo-3498.htm

  14. francesco
    novembre 1st, 2011 at 23:49 | #14

    È innegabile che hallowen sia portatore di una cultura anticattolica camuffata da carnevalata. E come ci testimonia Dele le uove generazioni ne sono molto affascinata e molti cattolici tiepidi che vivono un cristianesimo superficiale e buonista non sanno come rispondere ( per non parlare di chi le approva!!!!)

    Ed ecco che entra in gioco l’articolo che citavo prima: impariamo a riconoscere la cultura anti cattolica.

    Mancuso parla e scrive di teologia, e i suoi libri hano avuto in Italia una vasta e chiaramente interessata eco nei mass media di orientamento laicistico: evidentemente, alla cultura anti-cattolica non può che far piacere che un autore che si proclama cattolico e teologo demolisca uno per uno tutti i dogmi della fede cattolica (era già successo anni or sono con i libri di Hans Küng

  15. Stelucky
    novembre 2nd, 2011 at 08:22 | #15

    @carmelo, mi sa che non hai capito il senso… la festa è una festa, non credo che don Giovanni voglia schierarsi contro di essa, ma far capire che è una questione di scarsa importanza di fronte a tanti problemi veri del nostro paese… quindi invece di perdere tempo a sbandierare le nostre tradizioni offese, o a bandire crociate contro una semplice occasione di divertimento, sarebbe bene impegnarsi su altri fronti ben più seri ed urgenti.
    @Francesco… non puoi sostenere che un teologo è tale solo se conferma e si sottomette ai dogmi creati dalla religione (cattolica). Così annulli la sua funzione, diventa un semplice pappagallo che ripete e riformula gli stessi concetti… e annulli la sua ragione, la sua coscienza, la possibilità di fare ermeneutica, che sono le basi della comprensione del Vangelo.
    Tu ti attieni alla figura del teologo che la gerarchia vorrebbe, obbediente e pronto a confermare tutto quello che lei dice… mi dispiace, ma non funziona così, ed è scritto chiaramente nei documenti del Concilio… e, se è per questo, anche nel Vangelo, che invita le persone a PENSARE CON LA PROPRIA TESTA e non ad obbedire. Ed è il compito dei teologi ma anche di ogni credente, quello di pensare, riflettere, discutere e nel caso protestare!
    La Dignitatish Humanae dice che “ognuno ha il dovere e quindi il diritto di cercare la verità in materia religiosa, utilizzando mezzi idonei per formarsi giudizi di coscienza retti e veri secondo prudenza.
    La verità, però, va cercata in modo rispondente alla dignità della persona umana e alla sua natura sociale: e cioè con una ricerca condotta liberamente, con l’aiuto dell’insegnamento o dell’educazione, per mezzo dello scambio e del dialogo con cui, allo scopo di aiutarsi vicendevolmente nella ricerca, gli uni rivelano agli altri la verità che hanno scoperta o che ritengono di avere scoperta; inoltre, una volta conosciuta la verità, occorre aderirvi fermamente con assenso personale.”

    Il tuo è l’atteggiamento che ha portato tanto male nella storia, e che ha portato oggi il cristianesimo ad una crisi profonda di significato e contenuti che potrebbe condurlo a sparire, se non inizia a cambiare qualcosa…

  16. Dele
    novembre 2nd, 2011 at 13:52 | #16

    @francesco
    Mi dispiace leggere tante stupidaggini, ma come fai a pensare certe cose?

    Magistero e teologia non sono la stessa cosa, ma hanno compiti diversi: la teologia cerca innanzitutto l’intelligenza della fede, mira a conoscere scientificamente il peso di verità delle affermazioni tradizionali, valuta il contenuto delle dottrine e delle proposizioni dei fede; il magistero mira soprattutto a ricordare, conoscere e trasmettere ciò che la chiesa crede.
    Il magistero della gerarchia assicura innanzitutto la tradizione, la coerenza dell’atteggiamento odierno nella chiesa con la testimonianza apostolica. La regolazione ecclesiale della fede deve avvenire sulla base di dati e criteri oggettivi quali principalmente la Sacra Scrittura, e qui entrano in gioco esegesi e teologia, il magistero gerarchico ed il senso della fede dei credenti. Ho letto che un certo cardinale Newman, alla fine del 1800, insistette più di ogni altro sulla necessità di consultare i fedeli da parte della gerarchia, facendo notare che la verità va trovata mediante una convergenza tra fedeli e pastori.
    Siccome nella chiesa non esiste un solo carisma, cioè quello del magistero, ma una comunione di carismi, è auspicabile che il magistero si pronunci dopo un processo di consultazioni e di dialogo aperto che consenta alla verità di emergere in tutti i suoi aspetti. E’ vero che possono nascere tensioni o conflitti, essi però fanno parte del normale processo che porta alla scoperta della verità. E’ stato fatto notare che nella chiesa ci deve essere una vera comunicazione prima della comunione.

    La docilità al magistero è un atteggiamento che deriva dalla fede, ma che deve fare i conti con l’intelligenza perché, come mi pare di avere già detto in un atro post, come dice sant’Agostino la fede dev’essere una fede pensata.

    Alla teologia è chiesto di dare risposte oneste, argomentate, pacate, oltre ogni ideologia. Lealtà al magistero si richiede, ma anche verso i credenti i quali, nella loro vita quotidiana, che vogliono ispirata alla fede e agli insegnamenti del magistero, vengono a trovarsi non di rado in situazioni conflittuali. E’ perciò necessario che il magistero, i teologi e tutti i membri del popolo di Dio entrino in dialogo costruttivo, teologicamente e storicamente informato.

    E’ una stupidaggine accusare di falsa teologia teologi del calibro di Rahner o di Kung, ma che ti frulla per la testa? Penso anche io come Steluky che il tuo sia un atteggiamento sbagliato, forse deriva da malinformazione e preconcetti, ma devi “convertirti”.

  17. Francesco
    novembre 2nd, 2011 at 15:42 | #17

    @Stelucky, fai a staffetta con Daniele? Argomentazioni molto deboli da essere quasi tenere.

    “non puoi sostenere che un teologo è tale solo se conferma e si sottomette ai dogmi creati dalla religione (cattolica)”

    E perchè non potrei?
    Lo dici tu?

    E’ come se dicessi:
    “non puoi sostenere che un Juventino è tale solo se tifa Juve”.
    Ma uno che tifa Milan sarà un vero Juventino?
    🙂

    Se è un Teologo della religione cattolica mi aspetto che segua quella religione.
    Se è un teologo mussulmano mi aspetto altrettanto.

    Ergo, se un teologo cattolico non segue la religione cattolica non è un teologo.
    Sarà un fantastico showman o uno scrittore di successo, organizzerà seminari e riempirà i blog di suoi seguaci.
    Ma non è un teologo cattolico.

    Questa è pura logica.
    Non ci vuole nessuna fede per capire ciò. Basta usare la ragione.

    La cosa tenera è che poi mi parli di “e annulli la sua ragione” …
    Proprio perché ragiono (o come mi scrivi tu in maiuscolo “PENSARE CON LA PROPRIA TESTA”) capisco ciò!
    🙂

    Per non parlare che gratuitamente aggiungi:
    “Il tuo è l’atteggiamento che ha portato tanto male nella storia”
    Pensare con la propria testa ha portato tanto male?
    Forse c’è qualcosa che ti è sfuggito.
    🙂

    Mentre, proseguendo il ragionamento le tue parole sono azzeccatissime (ma, ormai con una certa costanza, per il senso opposto a quello che volevi dire 🙂
    “… e che ha portato oggi il cristianesimo ad una crisi profonda di significato e contenuti”.

    VERO, VERISSIMO!
    Infatti se un falso teologo viene preso per vero, questo non potrà che disseminare concetti errati (come quelli che vedo che esprimete allegramente) e generare “una crisi profonda di significato e contenuti”.

    Ed anche a questa considerazione si giunge non per fede ma per pura logica matematica.
    Ah l’uso della ragione, che mondi meravigliosi che apre!
    Non trovate che usando la ragione tutto torna e vi sia molta più chiarezza?!

    Per questo auspico che usando la ragione si faccia chiarezza su chi sono oggi i falsi teologie e come dici tu si “inizi a cambiare qualcosa”

    Francesco

  18. laura
    novembre 2nd, 2011 at 15:54 | #18

    Perché si celebrava Halloween?

    Adesso arriva la verità shock che ci spiega il perché veniva festeggiata questa festa!
    Ecco qui i fatti fedelmente riportati così come sono scritti nel Libro di Halloween a pagina 10, da Ruth Kelley: Il sacerdote Druido insegnava l’immortalità dell’anima, che passa da un corpo all’altra una volta che la persona muore…l’ultima notte dell’anno antico (31 Ottobre) il signore della morte riuniva insieme le anime di coloro che erano morti nell’anno passato e che erano stati condannati a vivere nei corpi degli animali, per decretare loro sotto quali forme avrebbero dovuto abitare durante i 12 mesi successivi. Tramite delle moine particolare, preghiere e doni, egli avrebbe potuto decretare a queste anime già tormentate una sentenza più leggera.
    L’anno nuovo, essendo I loro peccati espiati, venivano liberati per andare nel cielo dei Cielo Druido. (Halloween Through Twenty Centuries, p.5).
    Halloween veniva celebrato per persuadere le menti delle persone con la falsa dottrina dell’ immortalità dell’anima – intesa nel senso che i morti non sono realmente morti. Quasi tutte le nazioni pagane hanno giorni che vengono dedicati ai defunti – giorni originalmente istituiti per commemorare la morte di Nimrod (Genesi 10:8-10) di cui la moglie Semiramis, attestava egli fosse ancora in vita.
    Adesso cerchiamo di capire il termine “Halloween.” È la serata di Allhallows o Hallowmas cioè la vigilia di Ognissanti e rappresenta una delle festività più solenni della Chiesa Cattolica Romana (Da pag. 3 di Linton’s Halloween Through Twenty Centuries.).
    Halloween è la serata di Allhallows (tutto santo) o come già detto di Ognissanti, che cade l’1 Novembre. Sin dai tempi antichi i giorni venivano considerati tali dal sorgere del sole in poi, Halloween era meramente la celebrazione della sera che anticipava il grande giorno, l’1 Novembre, dedicato al signore della morte!

  19. laura
    novembre 2nd, 2011 at 15:55 | #19

    non me lo sono inventata ma ho riportato ciò che è scritto su un sito che parla della Sacra Bibbia.

  20. Esaki
    novembre 3rd, 2011 at 09:16 | #20

    Trattasi di una delle tante affermazioni del commercio, che progressivamente pervade in modo capillare il nostro stile di vita ed anche la cultura (occidentale contemporanea). Stessa genesi anche per altre “feste” mondane (festa della mamma etc.). Questo è ben appunto il “riflesso di quella cultura relativista…” Notevole che i benpensanti di avanguardia, quelli anti-consumismo, non sembrino reagire e neppure pare che si interroghino in proposito. Invece dovrebbero farlo – tale silenzio è assordante. Sta di fatto che le festività tradizionali di antica origine erano tutte connesse al calendario della fede. Hanno poi fatto breccia festività connesse alla celebrazione di eventi di politica nazionale. Oggi la tendenza pare indirizzarci verso un progressivo abbandono delle celebrazioni di origine religiosa, a favore di quelle “sintetiche” studiate nei pragmatici pensatoi del marketing. Su questo terreno si appiattiscono passivamente e pacificamente destre, sinistre e quant’altri: trionfo del relativismo ?

  21. Stelucky
    novembre 4th, 2011 at 10:55 | #21

    Francesco, è incredibile come riesci a racchiudere una tale quantità di incoerenze in un’unico post!
    Forse non hai chiare le definizioni, ma un teologo è uno che dovrebbe aiutare la Chiesa a capire e a trovare la strada giusta, non un soldatino ubbidiente… quindi non deve piegare e prostituire la propria ragione a dogmi e dottrine che, dai suoi studi e dalle sue riflessioni, risultino non validi, ma deve suscitare e stimolare il dialogo. E’ suo preciso compito, come lo è anche per tutti i fedeli che hanno il diritto ed il dovere di esprimere dubbi e di ribellarsi se ritengono che alcune cose siano sbagliate! Se leggi anche i documenti del Vaticano II, oltre che il Concilio di Nicea, magari anche a te sarà chiara questa cosa 🙂
    Non puoi sostenere che “pensare con la propria testa” corrisponda ad “adueguarsi supinamente agli insegnamenti imposti da altri”, e non puoi davvero pensare che la “ragione” consista in questo…
    Mi dispiace, ma la tua assoluta convinzione di possedere, TUTTA E SOLA, la verità, rende inutile questo dialogo (o dovrei dire questo tuo tentativo di convertirci)

  22. Francesco
    novembre 7th, 2011 at 09:46 | #22

    Io ho solo usato la ragione, la logica.
    Un teologo che non dice cose cattoliche non è un teologo cattolico.

    Eppure vengo attaccato con la sola motivazione di “dire incoerenze” oppure Dele addirittura di dire “stupidaggini”.

    Devo però dire ad onore del vero che il resto del post di Dele mi trova d’accordo.
    Solo che, quello che scrive, non contraddice di una virgola il principio che un teologo cattolico (o che si dichiara tale) non dovrebbe attaccare o screditare le verità rivelate dai Padri della Chiesa!

    Come infatti ci ricorda il Magistero che S. ci riporta La Dignitatish Humanae dice: “…una volta conosciuta la verità, occorre aderirvi fermamente con assenso personale.”””

    S. ma leggi ciò che riporti?!

    Senza appellarmi a concetti di fede, ma con il solo uso della ragione è facile distingue i veri dai falsi maestri.
    Come ho appena dimostrato, non sono quindi, io a poter essere tacciato di incoerenza.

    Il mio Maestro e Signore una volta disse:
    “Se ho parlato male, dimostraMi che è male; ma se ho parlato bene, perché Mi percuoti?””

  23. Stelucky
    novembre 7th, 2011 at 11:05 | #23

    Visto che don Giovanni ha chiesto di limitare i “dibattiti” che impediscono a tutti di seguire facilmente e di esprimere opinioni, ma di limitarsi a commenti, direi di finirla qui… Tanto mi pare ovvio che Francesco non abbia la minima intenzione di mettere in dubbio la propria Verità assoluta, o la propria capacità di definire senza dubbi cosa è cattolico, cosa è cristiano e cosa è giusto…

    Spero che comunque, col tempo, abbandonerà un po’ di sicurezze e si farà qualche domanda in più

  24. Francesco
    novembre 7th, 2011 at 15:45 | #24

    @Stelucky, richiami i limiti ma non li rispetti.
    Anche tu hai una sola sicurezza granitica che nemmeno la luce della ragione espressa in modo logico, quasi matematico, riescono a scalfire:
    Che io sbagli.

    Ebbene: Si, la mia fede è costruita sulla roccia e nulla potrà portarla via, non certo i venti passeggeri delle ideologie relativiste di questo secolo.
    Che hanno come unica forza, il fatto di ripetere come un mantra, contro ogni logicità, che la verità (e quindi Gesù) non esiste e che l’unica verità è il dubbio.

    Io, tra la fede in Gesù e la fede che la verità si trova solo nei dubbi, non ho dubbi su cosa scegliere.

    Uso parole tue per farti comprendere il mio Augurio di bene e di speranza che ho per te:

    Spero che comunque, col tempo, abbandonerai un po’ di sicurezze nei tuoi dubbi o nelle dottrine relativiste dei falsi teologi e inizierai ad usare la luce della ragione sostenuta dalla luce della fede.

    Buon cammino.
    Francesco

  25. novembre 8th, 2011 at 08:30 | #25

    Sarà pure che i “dibattiti” sono meno facili da gestire, rispetto ai “commenti”… esprimere opinioni significherebbe quindi limitarsi a “Mi piace”, o “Grande GioBa!”? Spero proprio per “Gioba” che le cose non stiano così, e in fondo ne sono persuaso.
    Perché in fondo spesso è chi dà risposte nette e chiare che s’è veramente fatto un sacco di domande (siamo fatti anche per trovare, mica solo per cercare!), mentre chi mitraglia dubbî e “interminabili questioni” (eh, le lettere apostoliche…) può non avere un’intenzione seria e retta di cercare. Quindi i santi dicono che “ai loro tempi” ci s’indignava per cose serie e non per feste neopagane? Ci si dovrebbe ricordare di sant’Ambrogio, che batteva i pugni contro Teodosio per la tassazione cui sottoponeva i cristiani di Tessalonica al fine di ricostruire la sinagoga da loro repentinamente assalita e bruciata (e qui “il santo” aveva pure evidentemente torto!); ci si dovrebbe ricordare di san Possidio, che ha quasi scatenato una carneficina per il fatto che i durante una festa pagana erano state insultate le insegne ecclesiastiche; ci si dovrebbe ricordare san Gregorio I, che mandava sant’Agostino di Canterbury a evangelizzare l’Inghilterra e gli raccomandava di usare l’acqua benedetta per “disinfestare” i luoghi contaminati da culti pagani…
    Ci si potrebbe ricordare di tutte queste cose, sì, se si fosse investito del tempo per studiarle: così non si andrebbe più in giro ad ammannire la solita (vecchia) favola della chiesa “di una volta” (ma poi quando?!), tutta buona e tutta sociale contro il cristianesimo flaccido e incoerente “di oggi”.
    Personalmente non m’interessa Halloween, e concordo in pieno con quanto è stato scritto in proposito da noi: non sto a fare crociate contro questa o quella carnevalata, ma se gli argomenti dei crociati sono insussistenti (ammesso e non concesso), questo va provato a colpi di argomenti, e non di luoghi comuni.
    Stalucky, molte delle cose che Francesco ha scritto sono ragionevoli, chiare e – in ultima analisi – vere (ma pure l’intervento di Dele e di altri). Prova a farti venire il dubbio che non ci sia verità più assoluta e inespugnabile di quella che respinge ogni “verità assoluta”. Per quanto mi riguarda il Concilio di Nicea non vale più del Vaticano II, ma neanche meno.

  26. Dario
    novembre 9th, 2011 at 08:26 | #26

    @Francesco
    …e permettimi di aggiungere. Cos’è la roccia su cui poggia la fede.

    http://it.gloria.tv/?media=158050

    Don Salvatore Vitiello in questa conferenza paragona il cammino del cristiano ad una imbarcazione. Come un bel motore fuori bordo, la fede ti fa viaggiare veloce e sicuro verso la meta. Ma la legge impone che le imbarcazioni siano anche dotati di remi perchè se il motore si ferma devi poter proseguire con le tue forze. I remi sono la ragione. (Fine citazione)

    Allora! La fede che si appoggia alla ragione è più, oserei dire, solida.

    Don Vitiello dice pure che la ragione senza fede è razionalismo, la fede senza ragione è fideismo. (Fine citazione).

    Quando si riconosce in sè un certo fideismo lo si vuole contrastare, e giustamente, ma si può cadere nel razionalismo.
    Alla domanda che mi è stata rivolta (se scoprissi che Cristo non ha un corpo, cosa faresti?), mi viene spontaneo pensare che ci sono modi di credere che si pongono nei confronti di Cristo (1), (PERDONAMI L’ESAGERAZIONE ma, non vedendoti, non conoscendoti, ecc. ho bisogno di “esagerare” per spiegarmi) come si pongono nei confronti di credere o non credere alla befana.

    (1) Volutamente ho scritto Cristo e non Dio, perchè Cristo è stato visto qui, Dio non lo ha veduto ancora nessuno, … , qui!

    Concordo con l’affermazione di Giovanni sul rapporto tra concilio di Nicea e Vaticano II. D’altronde mi pare simile all’isegnamento che ho ricevuto da Padre Abate Zielinski in una conferenza sull’arte sacra: andare incontro alla Tradizione, non fuggire da essa.

    Infine vorrei manifestare che non sto leggendo gli atti del Sinodo Itereparchiale di Grottaferrata per “acculturarmi” sulla fede, ma per motivi di lavoro.
    Penso invece di non imbarcarmi in una lettura personale della Bibbia pretendendo di capirla razionalmente e criticamente, ma “ascoltandola” spiritualmente nelle liturgie che sto vivendo da due, tre anni a questa parte e meditandola con il tempo, calandola nella realtà della mia vita, da poco tempo “nuova”.

    Dario

  27. Francesco
    novembre 9th, 2011 at 13:42 | #27

    Fa sempre piacere vedere commenti di gente nuova.

    Giovanni cita alcuni fatti, non certo edificanti, di alcuni Santi.
    Ho provato a controllare ciò che ci ha detto.

    Su Sant’Ambrogio
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/25500
    http://it.cathopedia.org/wiki/Ambrogio

    Nel 390 richiamò severamente l’imperatore, che aveva ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica, rea di aver linciato il capo del presidio romano della città. In tre ore di carneficina erano state assassinate migliaia di persone. Ambrogio impose all’imperatore una “penitenza pubblica”, cioè l’esclusione dalla partecipazione ai riti sacri. Teodosio accettò il castigo ecclesiale. Nel Natale di quell’anno l’imperatore venne assolto e riammesso ai sacramenti.

    Su San Possidio
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/90177

    Leggo solo “Basterà ricordare la sua partecipazione ai Concili antidonatisti di Cartagine del 403 e 407 e, soprattutto, alla grande conferenza tenuta nel 411 sempre a Cartagine fra cattolici e donatisti. Particolarmente inviso a questi, fu da loro sottoposto a gravi violenze, mentre per dei contrasti sorti a Calama corse dei rischi anche da parte dei pagani.”

    Su San Gregorio I,
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/24350

    Il Papa ci ricorda che:
    “Abbiamo celebrato ieri la memoria liturgica di sant’Agostino di Canterbury, il capo di un gruppo di monaci incaricati da Gregorio di andare in Britannia per evangelizzare l’Inghilterra.”

    Almeno io ho queste fonti.
    Giovanni, … a te.

    Francesco

  28. Dario
    novembre 10th, 2011 at 06:41 | #28

    @Giovanni
    A proposito del rapporto tra la chiesa di una volta e quella di oggi, tra Concilio di Nicea e Vaticano II, vorrei sottoporti questa riflessione.
    Nella liturgia di oggi.
    Dal Libro della Sapienza: “[La Sapienza] Sebbene unica, può tutto; pur rimanendo se stessa, tutto rinnova e attraverso i secoli, passando nelle anime sante, prepara amici di Dio e profeti.”
    Io penso che questo lo si possa applicare anche alla liturgia ed all’architettura delle chiese: Il rinnovamento che modifica il “rimaner se stessi” non è sapiente.

  29. Dele
    novembre 10th, 2011 at 19:53 | #29

    @Francesco
    Francesco, tu non usi la ragione, e neppure la logica, altrimenti non potresti arrivare a certe conclusioni.
    Tensioni e conflitti che fanno parte del normale processo che porta alla verità, come ho scritto, da dove vengono se non da diverse idee dei teologi?
    Certo che la chiesa primitiva ha fatto un bel casino fin dall’inizio , ha scelto come canonici 4 vangeli, diversi tra loro, manco quelli andavano d’accordo!! te li immagini…le beatitudini Gesù le ha dette su un monte….nò dice l’altro, le ha pronunciate in pianura….all’ultima cena Gesù ha detto così….no ha detto così….e poi ce ne voleva uno che ha messo una cosa del tutto diversa dagli altri 3…..poi grandi concetti basilari del cristianesimo, come della dottrina trinitaria, concetti prima condannati, poi accolti….il concetto di persona, quel termine centrale, homousios, che nel IV secolo sarebbe diventato il baluardo dell’ortodossia, era stato condannato nel III sec….il numero dei sacramenti……
    In tutto questo è lampante il fatto che le diverse idee sono servite nel tempo per costruire la verità, verità che non ci è stata data come qualcosa di fatto e finito, verità che non è stata data neppure agli apostoli in modo definitivo, ma una verità che possiamo soltanto balbettare e vivere, guidati dallo Spirito.

  30. novembre 18th, 2011 at 16:20 | #30

    Mi sembra chiaro che alla fine i commenti sono andati OT dal bel post settimanale.

  31. ottobre 31st, 2012 at 16:00 | #31

    un grande modo di festeggiare il 1 novembre,festa di tutti i Santi

    http://showerofroses.blogspot.com/2012/10/our-parish-all-saints-party-and-costume.html

  32. homer
    novembre 3rd, 2012 at 14:06 | #32

    Ma di queste tematiche non se ne dovrebbero occupare le politiche sociale e e i sindacati ? Chiesa Kattolica non mi risulta facente parte di società adatte a tale scopo ahimè malamente interpretato dai soggetti di cui sopra. Le anime hanno forse le tute blue !?

  33. Francesco B
    novembre 5th, 2012 at 09:08 | #33

    @Piraffa
    Hai colto nel centro!
    C’ è un legame tra hallowen e la crisi finanziaria: ed è la crisi (mancanza) di valori che incidano e comportino delle scelte (anche rinuncie) nella propria vita!

    Condivido che Hallowen non è la causa di tutti i mali ma è un bel segnale che ci fa capire quanto Dio sia importante e decisivo per le giovani generazioni (come ci racconta Dele dei suoi figli).

    Se Dio è una cosa tra le tante, se prima del pensiero a Dio ed ai sui Santi viene il divertimento per la carnevalata…

    Quando questa giovane generazione, anche “formalmente” cristiana, crescerà, studierà ed avrà l’occasione di poter fare molti $$$ sulle spalle della povera gente.
    Cosa farà?
    – Si ricorderà di un Dio che ha già messo dietro ad una carnevalata (perché così fan tutti i miei amici) quando escogiterà nuovi mezzi per far felice il suo capo e rendere più ricca l’azienda per la quale lavora?
    – Rinuncerà alla sua carriera di manager finanziario ed al proprio lauto stipendio per Amore di Dio e della giustizia … anche ben sapendo che se non lo farà lui lo farà il suo amico/collega
    ?
    – Siamo sicuri che non piegherà a suo piacere la “Verità” che è Cristo, per auto giustificare il suo comportamento … visto che ora il relativismo imperante sostiene che la verità è ciò noi balbettiamo?

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