paura di aver paura

domenica 22 giugno 2008

clandestini-colored.jpg

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
(dal Vangelo di Matteo 10,26-33)

Per ben 3 volte Gesù in questo passo del Vangelo invita i suoi discepoli a non aver paura, e ho letto in un commentario che questo invito nei Vangeli si ritrova per ben 366 volte (una per ogni giorno dell’anno!).
Aver paura fa parte della nostra vita e molte paure sono spesso indispensabili alla sopravvivenza. Senza paure infatti non avremmo quei freni che ci salvano in tante situazioni pericolose. Non possiamo però vivere facendoci guidare da tutte le paure: la paura dei giudizi degli altri, la paura di non farcela in una responsabilità, la paura di perdere privilegi e soldi, la paura dello straniero e del diverso, la paura di sbagliare, la paura di invecchiare e di ammalarci… e magari qualcuno ha anche la paura di Dio e del peccato.
Quante paure tendono a paralizzarci e a condizionare la nostra vita! Ci condizionano nelle relazioni con gli altri e ci bloccano nello slancio a dare qualcosa a chi ci sta vicino, ci bloccano nel fare scelte forti nel lavoro, nella vita personale e di fede.
Ho visto proprio l’altra sera al cinema un film molto particolare e intenso: “E venne il giorno” (The Happening) di M. Night Shyamalan. Racconta di un immaginario fatto terrificante che avviene in una vasta zona degli Stati Uniti. Improvvisamente, a causa di una misteriosa tossina nell’aria, le persone iniziano a morire. Il film narra l’evento dal punto di vista di una piccola famiglia che insieme a tutte le altre persone inizia a scappare da questo pericolo che insegue e colpisce tutti in maniera indiscriminata. Nel corso del racconto cinematografico la grande paura comune (che è impalpabile e misteriosa anche alla stessa scienza) mette allo scoperto le singole paure dei protagonisti e l’effetto devastante che hanno sulla vita dei singoli quando si lasciano guidare da esse. La soluzione arriva non tanto sconfiggendo il pericolo, ma affrontandolo senza farsi ingabbiare, incominciando dalle piccole paure fino alle più grandi.
Gesù non promette ai suoi una vita facile e la soluzione a tutti i problemi. Anzi mette davanti a loro la cosa di cui avere veramente paura, cioè la perdita della sua amicizia e la possibilità di non conoscere Dio.

    Se Dio ha cura di due piccoli uccelli e persino di una cosa così piccola e insignificante come un capello, posso davvero sentirmi sicuro che la mia vita e le cose a cui tengo sono importanti anche per Lui.
    E questo invito a non avere paura dovrebbe, secondo me, rimbalzare dalle labbra di Gesù alle mie labbra. Sento che una parte importante della mia missione cristiana è nel “fare coraggio” a chi si sente a volte bloccato dalle proprie paure e dai propri fallimenti (fallimenti nella vita e nella fede). Fare coraggio significa star vicino, non criticare arrivando anche a condividere le proprie paure e fallimenti, con la consapevolezza che tutti siamo peccatori (come ci ricorda San Paolo nella lettera ai Romani), cioè tutti cadiamo in errore e siamo vittime di qualcosa di negativo.

Giovanni don

  1. marian
    giugno 20th, 2008 at 12:59 | #1

    D’accordo con te. Condividere le proprie paure e i propri fallimenti, infonde coraggio. Tutti ugualmene uomini e tutti ugualmente amati.

  2. lorenzo
    giugno 20th, 2008 at 19:15 | #2

    Caro don Giovanni, questa volta sono d’accordo con te . Soprattutto dobbiamo capire che il non abbiate paura riguarda anche il non aver paura di fare fatica: chi mi ama prenda la sua croce e mi segue ha detto Gesù. Ci consola il fatto che non veniamo lasciati da soli nella prova e nella fatica, che Dio ci accompagna e non permette che ci vengano date delle prove che non siamo in grado di superare.
    … Comunque la paura del peccato è molto salutare visto che, fino a prova contraria chi muore nel peccato mortale finisce all’inferno.
    E’ sempre valido questo vero ?

  3. Didier
    giugno 21st, 2008 at 09:57 | #3

    Caro don,
    Bello il suo commento.
    Bisogna solo verificare se i 366 volte di “non abbiate paura” sono in tutta la bibbia (dalla genesi all’apocalisse) o soltanto nei vangeli (come ha scritto lei)!
    Grazie mille e buona domenica!
    Didier

  4. marian
    giugno 21st, 2008 at 13:18 | #4

    Dimenticavo.
    Anche condividere le gioie fa bene, quindi: BENTORNATO!

  5. Luizia
    giugno 22nd, 2008 at 06:35 | #5

    Io mi ero fermata a considerare l’ultimo versetto: Chiunque mi riconoscerà, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre, chiunque mi rinnegherà, anch’io… e penso a quando qualcuno mi presenta una persone: “Questa è mia moglie” e subito quella persona mi sembra più familiare, quasi già conosciuta. Da laica di formazione, ma veramente in ricerca per conoscere Cristo e il Vangelo, non mi metto a ri-conoscerlo, cioè a nominarlo, a parlarne ad ogni occasione. Ho patito a volte la preoccupazione-paura di non essere la persona giusta, di non essere nel luogo o momento giusto, ecc. Però io ci tengo ad essere presentata da Cristo al Padre, ad essere ri-conosciuta e chiamata per nome… e so che lo sta facendo. Credo che Pietro si sia accorto di aver fatto un bello sbaglio nel non riconoscere Cristo dopo aver condiviso con lui tanto. Ma sappiamo com’è andata. Ora Pietro è un nostro riferimento forte. La paura del peccato se ci prende non ci fa bene, credo che anzi ci renda succubi di riti, regole, riparazioni, quando abbiamo parecchio altro di cui occuparci. Non credo che quando moriremo saremo presentati al Padre bene o male a seconda dell’ultimo peccato che abbiamo fatto… è proprio Pietro che ha le chiavi del resto…

  6. marian
    giugno 24th, 2008 at 10:21 | #6

    Ho pensato un po’ prima di scrivere questo commento, ma anche il Web può servire per testimoniare.
    Non so cosa intenda Giovanni don per “paura del peccato”… ma io l’ho provata ed è paralizzante perché stravolge i rapporti con Dio.
    Buona vita a tutti, nell’abbraccio misericordioso di papà Dio!

  7. Dina
    marzo 6th, 2018 at 23:18 | #7

    Dio perdomani aiutami a non aver paura e di avere più fede e pregare di più e avvicinarmi sempre più a te gesiu ti prego dammi forza psicofisica e sia fatta la tua volontà ma proteggi mio figlio e tutto il mondo

  1. No trackbacks yet.

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

*