{"id":1112,"date":"2011-04-01T15:24:25","date_gmt":"2011-04-01T15:24:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1112"},"modified":"2011-04-01T15:24:25","modified_gmt":"2011-04-01T15:24:25","slug":"un-cieco-rompiscatole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2011\/04\/01\/un-cieco-rompiscatole\/","title":{"rendered":"un cieco rompiscatole"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1113\" rel=\"attachment wp-att-1113\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/cieco-non-soddisfatto-colored.jpg\" alt=\"\" title=\"cieco non soddisfatto (colored)\" width=\"590\" height=\"428\" class=\"alignleft size-full wp-image-1113\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Quarta DOMENICA di Quaresima<br \/>\n3 aprile 2011<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: \u00abRabb\u00ec, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perch\u00e8 sia nato cieco?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abN\u00e8 lui ha peccato n\u00e8 i suoi genitori, ma \u00e8 perch\u00e8 in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finch\u00e8 \u00e8 giorno; poi viene la notte, quando nessuno pu\u00f2 agire. Finch\u00e8 io sono nel mondo, sono la luce del mondo\u00bb.<br \/>\nDetto questo, sput\u00f2 per terra, fece del fango con la saliva, spalm\u00f2 il fango sugli occhi del cieco e gli disse: \u00abVa&#8217; a lavarti nella piscina di S\u00ecloe\u00bb, che significa &#8220;Inviato&#8221;. Quegli and\u00f2, si lav\u00f2 e torn\u00f2 che ci vedeva.<br \/>\nAllora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perch\u00e8 era un mendicante, dicevano: \u00abNon \u00e8 lui quello che stava seduto a chiedere l&#8217;elemosina?\u00bb. Alcuni dicevano: \u00abE&#8217; lui\u00bb; altri dicevano: \u00abNo, ma \u00e8 uno che gli assomiglia\u00bb. Ed egli diceva: \u00abSono io!\u00bb. Allora gli domandarono: \u00abIn che modo ti sono stati aperti gli occhi?\u00bb. Egli rispose: \u00abL&#8217;uomo che si chiama Ges\u00f9 ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: &#8220;Va&#8217; a S\u00ecloe e l\u00e0\u00a0vati!&#8221;. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista\u00bb. Gli dissero: \u00abDov&#8217;\u00e8 costui?\u00bb. Rispose: \u00abNon lo so\u00bb.<br \/>\nCondussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Ges\u00f9 aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: \u00abMi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo\u00bb. Allora alcuni dei farisei dicevano: \u00abQuest&#8217;uomo non viene da Dio, perch\u00e8 non osserva il sabato\u00bb. Altri invece dicevano: \u00abCome pu\u00f2 un peccatore compiere segni di questo genere?\u00bb. E c&#8217;era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: \u00abTu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?\u00bb. Egli rispose: \u00abE&#8217; un profeta!\u00bb. Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finch\u00e8 non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: \u00abE&#8217; questo il vostro figlio, che voi dite essere! nato cieco? Come mai ora ci vede?\u00bb. I genitori di lui risposero: \u00abSappiamo che questo \u00e8 nostro figlio e che \u00e8 nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l&#8217;et\u00e0\u00a0, parler\u00e0\u00a0 lui di s\u00e8\u00bb. Questo dissero i suoi genitori, perch\u00e8 avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano gi\u00e0\u00a0 stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: \u00abHa l&#8217;et\u00e0\u00a0: chiedetelo a lui!\u00bb.<br \/>\nAllora chiamarono di nuovo l&#8217;uomo che era stato cieco e gli dissero: \u00abDa&#8217; gloria a Dio! Noi sappiamo che quest&#8217;uomo \u00e8 un peccatore\u00bb. Quello rispose: \u00abSe sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo\u00bb. Allora gli dissero: \u00abChe cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?\u00bb. Rispose loro: \u00abVe l&#8217;ho gi\u00e0\u00a0 detto e non avete ascoltato; perch\u00e8 volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?\u00bb. Lo insultarono e dissero: \u00abSuo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mos\u00e8! Noi sappiamo che a Mos\u00e8 ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia\u00bb. Rispose loro quell&#8217;uomo: \u00abProprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volont\u00e0\u00a0, egli lo ascolta. Da che mondo \u00e8 mondo, non si &#038;egra! ve; mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla\u00bb. Gli replicarono: \u00abSei nato tutto nei peccati e insegni a noi?\u00bb. E lo cacciarono fuori.<br \/>\nGes\u00f9 seppe che l&#8217;avevano cacciato fuori; quando lo trov\u00f2, gli disse: \u00abTu, credi nel Figlio dell&#8217;uomo?\u00bb. Egli rispose: \u00abE chi \u00e8, Signore, perch\u00e8 io creda in lui?\u00bb. Gli disse Ges\u00f9: \u00abLo hai visto: \u00e8 colui che parla con te\u00bb. Ed egli disse: \u00abCredo, Signore!\u00bb. E si prostr\u00f2 dinanzi a lui. Ges\u00f9 allora disse: \u00abE&#8217; per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perch\u00e8 coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi\u00bb. Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: \u00abSiamo ciechi anche noi?\u00bb. Ges\u00f9 rispose loro: \u00abSe foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: &#8220;Noi vediamo&#8221;, il vostro peccato rimane\u00bb.<br \/>\n(Dal Vangelo di Giovanni 9, 1-41)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Eccolo di nuovo qui che si fa vedere il cieco del vangelo di Giovanni. Ogni tanto (per la precisione ogni tre anni, cio\u00e8 quando viene letto la quarta domenica di quaresima, nell&#8217;anno A del tempo liturgico) ci viene a tormentare con i suoi ragionamenti su questo Ges\u00f9 che l&#8217;ha guarito. Questo cieco \u00e8 qui per farci notare anche quanto poco ci vediamo noi, quanto siamo pi\u00f9 ciechi di lui!<br \/>\nVoglio leggere questo racconto mettendomi dalla scomoda parte dei vari accusatori che appaiono sulla scena del brano evangelico: i vicini di casa, i farisei e anche i suoi genitori&#8230;<br \/>\nTutti gli danno contro, e in un modo o nell&#8217;altro vogliono mettere in ombra questa sua testimonianza. I vicini non vogliono vedere il cambiamento di vita di questo cieco, ma vogliono vederlo solo cieco e povero, e quindi peccatore secondo la mentalit\u00e0\u00a0 dell&#8217;epoca. I vicini non sono abituati ai cambiamenti e a percepire qualcosa di nuovo che li metta faticosamente in discussione. Ecco allora che lo trascinano dai farisei, autorit\u00e0\u00a0 pi\u00f9 grande, che pu\u00f2 dir loro quello che \u00e8 vero e quello che \u00e8 sbagliato (anche quando l&#8217;evidenza \u00e8 sotto i loro occhi!). In questo modo rinunciano a prendere una posizione autonoma e responsabile&#8230;<br \/>\nI  farisei appaiono disorientati da questa guarigione operata da uno che da sempre vedono come nemico e peccatore, Ges\u00f9. Questi religiosissimi fedeli alla Legge non sono disposti a cambiare prospettiva. Le leggi e le consuetudini religiose non possono essere cambiate&#8230; nemmeno da Dio stesso!<br \/>\nAnche i genitori del cieco, che per il legame speciale che hanno con lui, dovrebbero esser i primi ad accogliere il cambiamento, sono impauriti: non vedono il loro figlio guarito, vedono solo la prospettiva di esser anche loro accusati.<br \/>\nEccomi qui anche io. Sono anch&#8217;io in mezzo a questi personaggi che ci vedono bene con gli occhi del corpo ma hanno il cuore nella tenebra pi\u00f9 assoluta. Ammetto che tante volte anche io sono reso cieco dalle abitudini e non riesco a vedere il cambiamento delle persone che mi stanno vicine. I simpatici sono sempre simpatici e gli antipatici sono sempre antipatici. Non sono disposto a vedere cambiamenti che mi costringerebbero a ri-vedere il mio rapporto con le persone.<br \/>\nSono anche io come questi religiosissimi farisei che vedono solo le regole e le tradizioni religiose che danno molta sicurezza, ma arrivano per\u00f2 a &#8220;ridurre&#8221;  e &#8220;ingabbiare&#8221; Dio. Non sono disposto ad avere lo sguardo pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 ampio che mi permetterebbe di vedere Dio all&#8217;opera anche l\u00e0\u00a0 dove non penso e anche in persone nelle quali prima non vedevo nulla di buono.<br \/>\nE sono anche io come questi genitori resi ciechi dalla paura. Sono cieco quando la paura di esser giudicato mi porta a non vedere che posso cambiare, migliorare e fare scelte diverse nella vita. La paura di esser escluso dal gruppo di amici, di colleghi, di parenti e persino della comunit\u00e0\u00a0, accorcia il mio sguardo, arrivando a non dire quello che realmente penso e che veramente ho visto&#8230; ma mi accodo passivamente al pensiero e al giudizio della massa.<br \/>\nMeno male che questo cieco \u00e8 tornato anche quest&#8217;anno a rompermi le scatole. E&#8217; stato inviato da Ges\u00f9 come discepolo di luce. Il cieco sanato inizialmente negli occhi, inizia il suo cammino di testimonianza che lo rende davvero coraggioso. Alla fine ritrova Ges\u00f9 che gli fa il dono definitivo della fede, rivelandosi ai suoi occhi per quello che \u00e8 veramente (\u00abTu, credi nel Figlio dell&#8217;uomo?\u00bb. Egli rispose: \u00abE chi \u00e8, Signore, perch\u00e8 io creda in lui?\u00bb. Gli disse Ges\u00f9: \u00abLo hai visto: \u00e8 colui che parla con te\u00bb).<\/p>\n<ul>\nLa storia di questo cieco rompiscatole \u00e8 un vero itinerario di fede. Non una fede basata su ragionamenti astratti. E&#8217; una fede che nasce da una esperienza concreta di guarigione, e che viene poi provata dallo scontro e dalle tensioni della vita, e infine arriva alla professione di fede (Ed egli disse: \u00abCredo, Signore!\u00bb)<br \/>\nForse in questo cieco posso vedere un po&#8217; di me stesso. In questo cieco vedo il mio cammino di cristiano. Mi vedo nella mia ricerca continua di fare esperienza concreta di Dio e di sentire davvero il suo amore. Vedo in questo cieco che &#8220;lotta&#8221; con i suoi avversari (pi\u00f9 ciechi di lui!) la mia lotta quotidiana per tenere salda la fede che ho ricevuto.<br \/>\nVedo in questo cieco che incontra di nuovo Ges\u00f9, il mio desiderio di dire &#8220;io credo&#8221; non in modo formale e &#8220;di facciata&#8221;, ma in modo vero e profondo.<br \/>\nSolo cos\u00ec, come questo cieco, divento una luce accesa che riesce ad illuminare chi si avvicina a me.<br \/>\n&#8220;Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perci\u00f2 come figli della luce&#8230;&#8221; (San Paolo agli Efesini, capitolo 5)<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quarta DOMENICA di Quaresima 3 aprile 2011 In quel tempo, Ges\u00f9 passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: \u00abRabb\u00ec, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perch\u00e8 sia nato cieco?\u00bb. 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