{"id":1284,"date":"2011-09-16T15:58:16","date_gmt":"2011-09-16T15:58:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1284"},"modified":"2011-09-16T15:58:17","modified_gmt":"2011-09-16T15:58:17","slug":"dio-buono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2011\/09\/16\/dio-buono\/","title":{"rendered":"Dio buono!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1285\" rel=\"attachment wp-att-1285\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/economia-senza-Dio-colored-big.jpg\" alt=\"\" title=\"economia senza Dio (colored-big)\" width=\"590\" height=\"411\" class=\"alignleft size-full wp-image-1285\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 18 settembre 2011<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola:<br \/>\n\u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all&#8217;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: &#8220;Andate anche voi nella vigna; quello che \u00e8 giusto ve lo dar\u00f2&#8221;. Ed essi andarono. Usc\u00ec di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l\u00ec e disse loro: &#8220;Perch\u00e8 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?&#8221;. Gli risposero: &#8220;Perch\u00e8 nessuno ci ha presi a giornata&#8221;. Ed egli disse loro: &#8220;Andate anche voi nella vigna&#8221;.<br \/>\nQuando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: &#8220;Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi&#8221;. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi\u00f9. Ma anch&#8217;essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per\u00f2, mormoravano contro il padrone dicendo: &#8220;Questi ultimi hanno lavorato un&#8217;ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo&#8221;.<br \/>\nMa il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: &#8220;Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest&#8217;ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch\u00e8 io sono buono?&#8221;. Cos\u00ec gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 20,1-16)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Quante volte durante il giorno sentiamo questa esclamazione: &#8220;Dio buono&#8221;? E&#8217; vero, ne sentiamo tante altre di simili e purtroppo non sempre piacevolissime. Tante volte mi viene chiesto quando una esclamazione con &#8220;Dio&#8221;, come prima parola, diventa una vera e propria bestemmia. E&#8217; difficile dare una risposta precisa, e parlare di bestemmie oggi sembra un discorso di altri tempi.<br \/>\nLa Bibbia, nell&#8217;Antico Testamento, espressamente vieta di nominare il nome di Dio direttamente, come segno di rispetto e per rimarcare la distanza tra l&#8217;uomo e il suo Creatore e Signore. Mos\u00e8 addirittura si copre il volto quando gli appare Dio, sapendo che anche il solo guardare Dio per l&#8217;uomo \u00e8 fatale. Nella morale cristiana \u00e8 rimasta questa legge del &#8220;non nominare il nome di Dio invano&#8221;, come chiaro invito a non bestemmiare. Mi chiedo se non sia una bestemmia anche dire  con superficialit\u00e0\u00a0 &#8220;Dio mio&#8221;, oppure &#8220;Dio santo, o anche &#8220;oh mio Dio&#8221;. Anche in questi casi si nomina in modo inutile Dio come fosse un semplice intercalare&#8230; Ma non voglio addentrarmi in questioni di parole, ma cogliere il messaggio della pagina del Vangelo di questa domenica.<br \/>\nGes\u00f9, attraverso la parabola di questo padrone che chiama a diversi orari gli operai, parla di Dio e del suo rapporto con gli uomini. E&#8217; lo stesso padrone che alla fine riassume il suo comportamento nell&#8217;espressione &#8220;&#8230;io sono buono&#8221;. E&#8217; questa bont\u00e0\u00a0 di fondo che pu\u00f2 spiegare da sola tutto quello che fa il padrone. Sembra che le questioni della vigna e del guadagno siano davvero secondarie rispetto al desiderio di dare a tutti qualcosa e di non lasciare nessuno escluso e povero.<br \/>\nSe fosse un padrone attento all&#8217;economia della sua azienda non darebbe a tutti la stessa paga e forse non chiamerebbe quelli dell&#8217;ultima ora, che in fondo fanno solamente un lavoro simbolico. Non si metterebbe a cercare i lavoratori quasi fosse un assistente sociale e non uno che vuole guadagno. Se fosse un padrone &#8220;normale&#8221; darebbe ragione a chi gli contesta che la paga dei primi non pu\u00f2 essere come quella degli ultimi: ci perde lui in fondo per primo.<br \/>\nCome sempre accade la parabola vuole sconcertare chi l&#8217;ascolta e forse sollevare qualche protesta (magari avvenisse anche nelle nostre spesso sonnecchianti assemblee&#8230;!!). Ges\u00f9 ci parla di Dio, e vuole convertire il nostro modo di pensarlo e di rapportarci a lui.<br \/>\nSe \u00e8 una bestemmia nominarlo invano e magari accostare al suo nome espressioni volgari, forse \u00e8 una bestemmia ancor pi\u00f9 grave non conoscerlo e continuare a considerarlo come giudice implacabile e padrone esigente di risultati concreti. In fondo in fondo, \u00e8 pi\u00f9 facile per noi pensare a Dio come uno che d\u00e0\u00a0 a chi si merita e punisce chi \u00e8 stato pigro e mancante nell&#8217;eseguire i suoi ordini. E c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che sa esattamente cosa vuole Dio e ce lo ricorda, minacciando castighi e punizioni.<\/p>\n<ul>\nMa Dio \u00e8 buono. Lo \u00e8 in modo a volte incomprensibile e disarmante. Lui \u00e8 buono e lo siamo in fondo anche noi.  Noi siamo fatti a sua immagine, e Ges\u00f9 ce lo ha riproposto con la sua bont\u00e0\u00a0 e il suo stile di vita.<br \/>\nE&#8217; la bont\u00e0\u00a0 di dare sempre opportunit\u00e0\u00a0 anche a chi arriva ultimo. E&#8217; la bont\u00e0\u00a0 di non cedere alla logica del guadagno nelle relazioni umane (&#8220;io ti do se tu mi dai&#8221;). E&#8217; la bont\u00e0\u00a0 di chi crede che tutti possono dare qualcosa e fare qualcosa di positivo, disinnescando le invidie e le lotte tra persone che portano a divisioni e contrapposizioni violente.<br \/>\nQuando qualcuno dice &#8220;Dio buono&#8221; come esclamazione ( e spero sempre che non scappi anche a me) vorrei tanto che dalle labbra scendesse nel cuore, perch\u00e8 non rimanga una vuota espressione ma un dato di fede e di forza interiore.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 18 settembre 2011 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola: \u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all&#8217;alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. 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