{"id":1571,"date":"2012-06-15T15:27:36","date_gmt":"2012-06-15T15:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1571"},"modified":"2012-06-15T15:27:36","modified_gmt":"2012-06-15T15:27:36","slug":"vangelo-o-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2012\/06\/15\/vangelo-o-chiesa\/","title":{"rendered":"Vangelo o Chiesa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1572\" rel=\"attachment wp-att-1572\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/piccolo-seme-colored.jpg\" alt=\"\" title=\"piccolo seme (colored)\" width=\"590\" height=\"410\" class=\"alignleft size-full wp-image-1572\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 17 giugno 2012<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 diceva : \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto \u00e8 maturo, subito egli manda la falce, perch\u00e8 \u00e8 arrivata la mietitura\u00bb.<br \/>\nDiceva: \u00abA che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? E&#8217; come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, \u00e8 il pi\u00f9 piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa pi\u00f9 grande di tutte le piante dell&#8217;orto e fa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb.<br \/>\nCon molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.<br \/>\n(dal Vangelo di Marco 4,26-34)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Una delle tante critiche che si fa al cristianesimo \u00e8 questa: Ges\u00f9 ha predicato il Regno di Dio, gli apostoli per\u00f2 hanno fatto nascere la Chiesa. Detta in altre parole, Ges\u00f9 voleva parlare di Dio e del mondo rinnovato con la sua presenza e invece i primi cristiani hanno messo in piedi una organizzazione religiosa che nel corso della storia ha sempre pi\u00f9 &#8220;tradito&#8221; le intenzioni di Ges\u00f9, che non aveva in mente alcuna nuova religione.<br \/>\nE&#8217; una critica molto forte e dura, che non va snobbata troppo velocemente, ma al contrario va ascoltata e discussa.<br \/>\nNel racconto del Vangelo \u00e8 indubbio che Ges\u00f9 ha uno stile spesso &#8220;dissacrante&#8221; nei confronti delle tante regole e rigidismi rituali della religione ebraica alla quale appartiene lui e i suoi discepoli. Ges\u00f9 ha a cuore il recupero dello spirito originario delle Scritture antiche, mentre critica pi\u00f9 volte i responsabili religiosi del suo tempo perch\u00e8 con la loro pratica e insegnamento hanno &#8220;ucciso&#8221; la fede e il legame con Dio.<br \/>\nMa non ci si pu\u00f2 per\u00f2 dimenticare che noi abbiamo le parole e la vita stessa di Ges\u00f9 proprio attraverso la memoria e la testimonianza della primissima comunit\u00e0\u00a0 cristiana. Senza la prima Chiesa noi non avremmo nessuna memoria di Ges\u00f9. L&#8217;evangelista Marco infatti (come gli altri) scrive da cristiano, inserito in una comunit\u00e0\u00a0 che ricorda e celebra il Signore Risorto.<br \/>\nE&#8217; dunque ingiusto dire che la prima Chiesa tradisce la libert\u00e0\u00a0 che Ges\u00f9 ha introdotto con le sue parole e con la sua testimonianza.<br \/>\nEcco che le parole del Vangelo di questa domenica, ci testimoniano che la volont\u00e0\u00a0 della Chiesa fin dal suo inizio, \u00e8 quella di vivere nelle parole e soprattutto nello stile di Ges\u00f9.<br \/>\nGes\u00f9 appare qui profondamente ottimista nei confronti della vita e della forza della sua parola.<br \/>\nGes\u00f9 usa l&#8217;immagine di un piccolo seme per dire quale forza di vita ha, anche se \u00e8 piccolo e anche se non si sa bene come cresca e come passi da piccolo seme a grande albero. Ges\u00f9 sa che le sue parole, pronunciate a volte ad un piccolo gruppo di discepoli nemmeno tanto istruiti e certamente non ricchi e potenti, avranno un futuro e non saranno disperse. E infatti queste sue parole arrivano fino a noi oggi e nel corso dei secoli hanno illuminato intere generazioni di cristiani, e attraverso loro hanno cambiato il mondo.<br \/>\nLe domande da farci come Chiesa sono: &#8220;abbiamo anche noi la stessa fiducia di Ges\u00f9?&#8221; &#8220;Crediamo anche noi nella potenza del Vangelo per cambiare il mondo?&#8221;<br \/>\nForse nel corso della storia la Chiesa non sempre ha brillato di testimonianza evangelica, testimoniando pi\u00f9 di credere della potenza del denaro e a volte persino delle armi. Ma nonostante questo, la comunit\u00e0\u00a0 dei cristiani rimane ancora il veicolo principale (non l&#8217;unico certamente&#8230; ) perch\u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9 entri nella storia umana. E la Chiesa siamo noi, ogni battezzato che ha il compito nel piccolo terreno della propria vita di gettare il piccolo seme di Ges\u00f9. E&#8217; cos\u00ec che il Regno di Dio (cio\u00e8 la presenza di Dio nella storia) cresce e si allarga.<br \/>\nIl Regno di Dio ha bisogno della nostra fiducia e del nostro ottimismo, come lo aveva Ges\u00f9 e anche i primi cristiani, che erano consapevoli all&#8217;inizio di essere pochi e non sempre amati, ma che hanno lo stesso creduto e testimoniato Ges\u00f9. Grazie al loro ottimismo e fiducia noi oggi possiamo conoscere, amare e vivere il Vangelo, e con esso possiamo fare del mondo un posto migliore.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 17 giugno 2012 In quel tempo, Ges\u00f9 diceva : \u00abCos\u00ec \u00e8 il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 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