{"id":1652,"date":"2012-11-17T09:04:28","date_gmt":"2012-11-17T09:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1652"},"modified":"2012-11-17T09:06:44","modified_gmt":"2012-11-17T09:06:44","slug":"puo-finire-la-religione-ma-non-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2012\/11\/17\/puo-finire-la-religione-ma-non-dio\/","title":{"rendered":"pu\u00f2 finire la religione ma non Dio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1654\" rel=\"attachment wp-att-1654\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fine-del-mondo-colored.jpg\" alt=\"\" title=\"fine del mondo (colored)\" width=\"590\" height=\"435\" class=\"alignright size-full wp-image-1654\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 18 novembre 2012<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:<br \/>\n\u00abIn quei giorni, dopo quella tribolazione,<br \/>\nil sole si oscurer\u00e0\u00a0,<br \/>\nla luna non dar\u00e0\u00a0 pi\u00f9 la sua luce,<br \/>\nle stelle cadranno dal cielo<br \/>\ne le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.<br \/>\nAllora vedranno il Figlio dell&#8217;uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli mander\u00e0\u00a0 gli angeli e raduner\u00e0\u00a0 i suoi eletti dai quattro venti, dall&#8217;estremit\u00e0\u00a0 della terra fino all&#8217;estremit\u00e0\u00a0 del cielo.<br \/>\nDalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l&#8217;estate \u00e8 vicina. Cos\u00ec anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli \u00e8 vicino, \u00e8 alle porte.<br \/>\nIn verit\u00e0\u00a0 io vi dico: non passer\u00e0\u00a0 questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.<br \/>\nQuanto per\u00f2 a quel giorno o a quell&#8217;ora, nessuno lo sa, n\u00e8 gli angeli nel cielo n\u00e8 il Figlio, eccetto il Padre\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Marco 13,24-32)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Dove Ges\u00f9 pronuncia queste parole? Non \u00e8 affatto secondario sapere il luogo di questo dialogo con i discepoli&#8230;<br \/>\nSiamo davanti al Tempio di Gerusalemme, il luogo che per gli ebrei \u00e8 il pi\u00f9 sacro e che domina la citt\u00e0\u00a0. L&#8217;evangelista Marco indica esattamente da quale prospettiva Ges\u00f9 sta guardando il Tempio con i suoi discepoli, \u00e8 dal monte degli Ulivi. Da li si vede molto bene il maestoso terrapieno e la muraglia costruita da Erode il Grande che sorregge tutto lo spazio fatto di portici, portali, scalinate e cortili, e infine il tempio vero e proprio che sta nel mezzo della vastissima spianata. Quando sono stato con i giovani questa estate a Gerusalemme, la guida ci ha fatto fermare per osservare quel che rimane del tempio proprio dal monte degli Ulivi, al di la della valle del Cedron. Del favoloso e sacro Tempio ebraico non \u00e8 rimasta che la spianata e parte dei contrafforti e mura che sorreggevano la parte superiore che \u00e8 stata sostituita dalle grandi moschee islamiche. Guardando oggi viene proprio da dire che Ges\u00f9 aveva ragione quando all&#8217;inizio di questo capitolo 13 del Vangelo di Marco, mentre tutti guardano al Tempio e sono affascinati dalla sua bellezza e grandezza, lui ne preannuncia la profanazione e completa distruzione.<\/p>\n<p><figure id=\"attachment_1656\" aria-describedby=\"caption-attachment-1656\" style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1656\" rel=\"attachment wp-att-1656\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/gerusalemme1.jpg\" alt=\"\" title=\"gerusalemme\" width=\"570\" height=\"195\" class=\"size-full wp-image-1656\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1656\" class=\"wp-caption-text\">visione di Gerusalemme dal monte degli Ulivi. in primo piano la spianata del Tempio con le due moschee al posto del Tempio distrutto<\/figcaption><\/figure><br \/>\nNelle parole del Vangelo di oggi Ges\u00f9 continua annunciando la fine di ogni idolatria e potenza umana. Il sole e la luna che si spengono, le stelle che cadono e le potenze del cielo sconvolte, sono un riferimento a tutte le forme religiose idolatriche del suo tempo. Per Ges\u00f9 tutto \u00e8 destinato a spegnersi e cadere, a cominciare proprio dal centro della religione a cui lui stesso appartiene insieme ai suoi discepoli. E la precariet\u00e0\u00a0 e limite coinvolgono tutte le altre forme religiose e potenze umane.<br \/>\nA duemila anni di distanza e conoscendo un po&#8217; la storia, possiamo dire che Ges\u00f9 aveva visto bene. Sono tanti gli sconvolgimenti religiosi e politici che hanno portato nel corso dei secoli al rovesciamento e alla fine di molte strutture e civilt\u00e0\u00a0 umane. E anche oggi abbiamo noi stessi la sensazione di una grande precariet\u00e0\u00a0 e limite della nostra stessa societ\u00e0\u00a0 e persino della nostra stessa religione.<br \/>\nLa nostra tradizione cristiana la avvertiamo minacciata e in pericolo di estinzione: la pratica dei sacramenti diminuisce sempre pi\u00f9, calano le vocazioni sacerdotali e religiose, chiudono conventi e parrocchie, e i luoghi della fede che un tempo erano frequentati e pieni di vita religiosa sono ridotti a vuoti musei.<br \/>\nAbbiamo anche la sensazione che la nostra stessa vita di fede personale si riduca sempre pi\u00f9, e attorno a noi troviamo sempre meno aiuti e sostegni per evitare questo, perch\u00e8 anche gli altri sono in crisi come noi.<br \/>\nE&#8217; la fine di tutto? Dobbiamo avere paura e perdere la speranza? Come fuggire da tutto questo degrado e fine?<br \/>\nLe parole che Ges\u00f9 pronuncia ai suoi discepoli davanti al Tempio di Gerusalemme, non sono affatto parole di pessimismo e paura. Sono tutto l&#8217;opposto. Ges\u00f9 invita alla speranza e conseguentemente a non fuggire. Ges\u00f9 chiaramente annuncia che mentre tutte le cose umane sono precarie e finiscono, il &#8220;Figlio dell&#8217;uomo&#8221;, cio\u00e8 Ges\u00f9, viene con potenza e gloria, e opera un grande raduno. Ges\u00f9 non viene a distruggere e disperdere, ma a costruire e creare una nuova unit\u00e0\u00a0 umana.<br \/>\nNon siamo abbandonati, e anche se le tradizioni e consuetudini religiose pi\u00f9 radicate finiscono, non finisce la presenza di Dio nella storia umana. Tutto passa e finisce, potenze umane, religioni e tradizioni&#8230; ma non passano e finiscono le sue parole e la sua stessa presenza nel mondo.<br \/>\nIn altre parole, non devo fermarmi a rimpiangere il passato e magari a una vita religiosa un tempo pi\u00f9 forte e ricca di manifestazioni. Non devo aver paura se chiudono parrocchie e conventi e non si fanno pi\u00f9 le processioni e le tante messe di una volta. Non devo temere se la societ\u00e0\u00a0 cambia e sembra avere sempre meno riferimenti espliciti alla fede cristiana&#8230; Tutto passa e cambia, ma non la presenza di Dio e l&#8217;azione di Ges\u00f9 con la potenza dello Spirito!<br \/>\nGes\u00f9 mi invita alla speranza anche quando le stesse certezze di vita concreta sono precarie e in pericolo. Penso alle difficolt\u00e0\u00a0 economiche personali e collettive di questo periodo che evidenziano il crollo di un sistema di benessere che credevamo inarrestabile (proprio come gli ebrei credevano incrollabile il loro magnifico Tempio). Anche in questo caso, pur vivendo per molti nella sofferenza e preoccupazione immediata, Ges\u00f9 invita a non avere paura e a credere nella sua presenza che rinnova il mondo.<br \/>\nTra cristiani allora abbiamo il compito di aiutarci a non dimenticare le sue parole e a sostenerci nella precariet\u00e0\u00a0 di vita. E la nostra missione nel mondo non \u00e8 quella di difenderci ma di annunciare con nostre parole e gesti la sua presenza e le sue parole.<br \/>\nGes\u00f9 ci invita ad aguzzare la vista spirituale e a guardare i piccoli segni che il mondo, pur nella sofferenza e limite, non \u00e8 finito, ma \u00e8 destinato ad una eterna primavera. I segni che Dio \u00e8 presente a volte sono piccoli come le piccole gemme sui rametti degli alberi apparentemente morti con il gelo dell&#8217;inverno&#8230; Le gemme ci dicono che la primavera e l&#8217;estate sono vicini. E allora, anche se immersi nel freddo, vedendo questi piccoli segni, riprendiamo calore interiore e speranza.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 18 novembre 2012 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abIn quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurer\u00e0\u00a0, la luna non dar\u00e0\u00a0 pi\u00f9 la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell&#8217;uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli mander\u00e0\u00a0 gli angeli e raduner\u00e0\u00a0 i suoi eletti dai quattro venti, dall&#8217;estremit\u00e0\u00a0 della terra fino all&#8217;estremit\u00e0\u00a0 del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l&#8217;estate \u00e8 vicina. 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