{"id":1690,"date":"2012-12-14T18:01:38","date_gmt":"2012-12-14T18:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1690"},"modified":"2012-12-14T18:03:17","modified_gmt":"2012-12-14T18:03:17","slug":"teletrasporto-smarrito-sul-pianeta-del-lutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2012\/12\/14\/teletrasporto-smarrito-sul-pianeta-del-lutto\/","title":{"rendered":"Teletrasporto: smarrito sul pianeta del lutto"},"content":{"rendered":"<ul>\n<em>Stavolta non una riflessione sul vangelo della domenica, ma una riflessione sul lutto che ha colpito me e la nostra comunit\u00e0\u00a0: la morte di un caro amico prete<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1691\" rel=\"attachment wp-att-1691\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Teletrasporto-2012.jpg\" alt=\"\" title=\"Teletrasporto 2012\" width=\"590\" height=\"399\" class=\"alignright size-full wp-image-1691\" \/><\/a><\/ul>\n<blockquote><p>Cristo, pur essendo di natura divina,<br \/>\nnon consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;<br \/>\nma spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo<br \/>\ne divenendo simile agli uomini.<br \/>\nApparso in forma umana,<br \/>\numili\u00f2 se stesso facendosi obbediente<br \/>\nfino alla morte e alla morte di croce.<br \/>\nPer questo Dio l&#8217;ha esaltato e gli ha dato il nome<br \/>\nche \u00e8 al di sopra di ogni altro nome;<br \/>\nperch\u00e8 nel nome di Ges\u00f9 ogni ginocchio si pieghi<br \/>\nnei cieli, sulla terra e sotto terra;e ogni lingua proclami<br \/>\nche Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Signore, a gloria di Dio Padre.<br \/>\n(dalla lettera di San Paolo ai Filippesi 2,6-11)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Data terrestre 8 e 32 minuti del 12 dicembre 2012<br \/>\nRicevo un sms da un amico seminarista che mi chiede &#8220;Hai sentito di d.Fabiano? Sai qualcosa di preciso?&#8230;&#8221;<br \/>\nNella mia testa iniziano a girare mille pensieri e sento un disagio profondo, come quando sei su un aereo che sta per decollare e ti viene un po&#8217; di paura e vorresti fermare tutto, ma ovviamente non puoi.<br \/>\nCerco e trovo subito il numero di Fabiano (tra amici il &#8220;don&#8221; scompare) e chiamo.<br \/>\nMi risponde una voce femminile.<br \/>\nIn un istante il disagio aumenta del doppio.<br \/>\nAlla voce femminile rispondo dicendo chi sono, e chiedo di Fabiano.<br \/>\nLa voce dal tono &#8220;sgradevolmente&#8221; commosso mi dice: &#8220;E&#8217; successa una cosa terribile&#8230;.&#8221;<br \/>\nFabiano \u00e8 morto.<br \/>\nTeletrasporto!<br \/>\nIn un attimo mi ritrovo su un altro pianeta<br \/>\nFabiano se ne \u00e8 andato, ma anche io. Lui se ne \u00e8 andato&#8230; ma anche io mi ritrovo altrove.<br \/>\nNon sono pi\u00f9 nel mio solito mondo.<br \/>\nTutto attorno a me, ad iniziare dalla macchina dove mi trovo ferma davanti alla chiesa, assume un&#8217;altra luce e mi sento davvero strano. Il tempo cambia improvvisamente anche sull&#8217;orologio. Non sento dolore ma smarrimento&#8230;<br \/>\nMetto in moto la macchina e inizio la strada verso Erbezzo, dove abita la famiglia di Fabiano e dove lui \u00e8 morto nel sonno per un imprevedibile arresto cardiaco a 35 anni.<br \/>\nLa morte \u00e8 davvero una esperienza forte e definitiva, non solo per chi la affronta per se stesso, ma anche per chi ne \u00e8 toccato da vicino.<br \/>\nLa morte di Fabiano mi ha dato la netta sensazione di cambiare mondo e di ritrovarmi in un luogo, che  all&#8217;apparenza sembra quello solito, ma non lo \u00e8. Non \u00e8 pi\u00f9 il mondo che abitavo prima insieme a questo caro amico. Questo nuovo mondo dove mi sono trovato improvvisamente  \u00e8 privo di Fabiano.<br \/>\nMolti mi hanno chiesto come sto, conoscendo il legame forte che avevo con lui, come prete e come amico, e anch&#8217;io ho chiesto a me stesso in questi due giorni come sto. Se devo trovare una immagine per descrivere le sensazioni ed emozioni cos\u00ec forti, la trovo proprio in questa immagine fantascientifica del teletrasporto.<br \/>\nLa frase &#8220;Fabiano \u00e8 morto&#8221;, e la consapevolezza immediata che era una cosa reale, mi hanno catapultato lontano dalla normalit\u00e0\u00a0 che stavo vivendo fino a pochi istanti prima.<br \/>\nAvevo visto Fabiano due giorni prima nel suo ufficio in parrocchia per quel nostro solito mix di organizzazione pastorale e chiacchiere tra amici. Mi aveva comunicato in modo solennemente scherzoso il cambio del gestore di telefonia mobile, e cos\u00ec abbiamo iniziato a parlare di come fare per comunicarlo a tutti i suoi vecchi contatti telefonici. Secondo lui io ero il super esperto di informatica e di cellulari. E io volentieri lo consigliavo e aiutavo anche in questo. Verso la fine del nostro ultimo incontro abbiamo fatto un paio di ipotesi su come fare per la preghiera dei giovani in vista del Natale. E uscendo ci siamo dati appuntamento per il gioved\u00ec&#8230;<br \/>\nPoi tutto \u00e8 cambiato e io non sono pi\u00f9 in quel mondo che ha &#8220;quel gioved\u00ec&#8221;&#8230;  e non ci posso pi\u00f9 tornare.<br \/>\nIn questi due giorni, dal momento che l&#8217;annuncio della morte mi ha teletrasportato sul pianeta del lutto, tutto mi sembra profondamente diverso. E quando incrocio con lo sguardo qualcosa che riguarda Fabiano e me (un appuntamento segnato sull&#8217;agenda, i luoghi dove siamo stati, le foto&#8230;) mi sembra davvero di non trovarmi a casa.<br \/>\nI primi momenti non ho fatto una lacrima, ma cercavo solo di guardarmi attorno, cercando di capire dove mi trovavo e se posso abituarmi a questo nuovo pianeta. Ma poi, come spesso accade anche a chi come me (e anche Fabiano) ama viaggiare, sale dentro la nostalgia di casa e la voglia di tornare il pi\u00f9 presto possibile alla normalit\u00e0\u00a0 e alla sicurezza di prima.<br \/>\nMa purtroppo non \u00e8 possibile.<br \/>\nIl teletrasporto della morte non prevede il ritorno.<br \/>\nAttorno a me vedo altri teletrasportati dallo stesso lutto: la sua famiglia, gli altri amici preti, i giovani e tanti amici comuni a me e lui.<br \/>\nSiamo tutti cacciati via d&#8217;improvviso dal nostro tranquillo mondo, fatto di gioie vissute con Fabiano e fatto di problemi che affrontavamo insieme con lui. Questa comunanza e condivisione di esilio improvviso \u00e8 la prima consolazione che mi sostiene e sostiene tutti. Succede proprio come quando si va turisti in uno stato straniero e sconosciuto, dove magari non conosciamo nemmeno la lingua: trovare qualche altro turista della nostra stessa nazione che parla la nostra lingua, crea subito un moto di unione e sostegno reciproco, e ci si sente meno persi.<br \/>\nSiamo alle soglie del Natale, un Natale quest&#8217;anno assai diverso per me e per molti&#8230;<br \/>\nHo pensato a Ges\u00f9, che ha scelto di cambiare pianeta per amore. Dal &#8220;mondo di Dio&#8221; \u00e8 sceso nel &#8220;mondo degli uomini&#8221;.<br \/>\nSento in questo un gran senso di condivisione e comunione. Anche Lui si \u00e8 trovato, con la nascita, a vivere in un mondo senza Dio Padre, senza l&#8217;eternit\u00e0\u00a0 dell&#8217;amore e la pace. Ges\u00f9 ha pian piano imparato a vivere in questo nostro mondo cos\u00ec diverso e duro. E ha subito incontrato quella parte di umanit\u00e0\u00a0 che come lui sentiva il peso della solitudine e il bisogno di trovare casa nel cuore di qualcuno.<br \/>\nPenso che sar\u00e0\u00a0 con questo sguardo che guarder\u00f2 al bambin  Ges\u00f9 nella culla di Betlemme. So che lui mi capisce bene nel mio lutto e soprattutto nel mio smarrimento.<br \/>\nVorrei tanto ritornare nel mio mondo dov&#8217;ero prima, abitato dall&#8217;amico Fabiano, e la nostalgia a tratti \u00e8 cos\u00ec forte e improvvisa che si trasforma in lacrime tristi che mi spengono il sorriso.<br \/>\nMi consola la parola del Vangelo che mi racconta di questo viaggio di Ges\u00f9, con la differenza non piccola che poi alla fine Ges\u00f9 \u00e8 riuscito a tornare nel suo mondo e ritrovare cos\u00ec tutto quello che aveva prima di scendere tra di noi. La fede quindi mi riapre la speranza vera e profonda che \u00e8 possibile superare lo smarrimento e la solitudine, che sono forti in momenti come questo.<br \/>\nE anche Fabiano, che l&#8217;infarto ha teletrasportato via dal suo mondo e dal mio, ora si ritrova con Ges\u00f9 nel vero mondo, dove non solo c&#8217;\u00e8 l&#8217;eternit\u00e0\u00a0, ma non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 lo smarrimento, la nostalgia, e la sensazione di solitudine che invece caratterizzano tutti noi ora.<br \/>\nSto cercando ancora di abituarmi al luogo dove la morte di Fabiano mi ha portato.<br \/>\nDietro la sensazione di sentirmi perso e  dietro le lacrime, sento per\u00f2 una pace profonda e il desiderio di aumentare la comunicazione con Dio. Attraverso di Lui, coloro che sono nel Suo mondo, posso sentirli ancora vivi e vicini, anche se non nel modo solito della relazione umana.<br \/>\nLa fede e la preghiera, sono il teletrasporto spirituale di ritorno, che mi fa sentire ancora vera e forte l&#8217;amicizia con Fabiano.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<br \/>\n15 dicembre 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavolta non una riflessione sul vangelo della domenica, ma una riflessione sul lutto che ha colpito me e la nostra comunit\u00e0\u00a0: la morte di un caro amico prete Cristo, pur essendo di natura divina, non consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini. Apparso in forma umana, umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. 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