{"id":1695,"date":"2012-12-22T08:35:19","date_gmt":"2012-12-22T08:35:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1695"},"modified":"2012-12-22T08:35:19","modified_gmt":"2012-12-22T08:35:19","slug":"la-chiesa-nella-casa-di-elisabetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2012\/12\/22\/la-chiesa-nella-casa-di-elisabetta\/","title":{"rendered":"La Chiesa nella casa di Elisabetta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1696\" rel=\"attachment wp-att-1696\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/fine-del-mondo-e-Dio-colored.jpg\" alt=\"fine del mondo e Dio (colored)\" width=\"590\" height=\"417\" class=\"alignright size-full wp-image-1696\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 23 dicembre 2012<br \/>\nQuarta di Avvento<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0\u00a0 di Giuda.<br \/>\nEntrata nella casa di Zaccar\u00eca, salut\u00f2 Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclam\u00f2 a gran voce: \u00abBenedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto \u00e8 giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell&#8217;adempimento di ci\u00f2 che il Signore le ha detto\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 1,39-45)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Un amico qualche giorno fa si \u00e8 un po&#8217; sfogato con me e mi ha detto: &#8220;A Natale non ci vado a Messa!&#8230; non mi riconosco nella Chiesa e posso vivere il mio rapporto con Dio anche fuori&#8221;.<br \/>\nDa quel che mi ha spiegato la sua \u00e8 una vera e propria protesta perch\u00e8 non si sente d&#8217;accordo con quel che viene detto specialmente dai suoi vertici, ma anche dai suoi rappresentanti locali, in parrocchia.<br \/>\nLa prima cosa che mi \u00e8 venuta da dirgli non \u00e8 stato certo un &#8220;no, non devi!&#8221;, ma un sincero &#8220;mi dispiace&#8230;&#8221;, e poi abbiamo parlato un po&#8217; di questo suo disagio. Penso che in questa condivisione libera e sincera di esperienze abbiamo fatto comunque una bella esperienza di comunit\u00e0\u00a0.<br \/>\nNon so se andr\u00e0\u00a0 a messa, non solo a Natale ma anche le altre domeniche, e se dunque porter\u00e0\u00a0 a compimento il suo desiderio di uscita, certo \u00e8 che la cosa mi ha fatto pensare alla luce della scena descritta da Luca nel suo Vangelo.<br \/>\nNon siamo certo dentro la storia della prima comunit\u00e0\u00a0 cristiana, anche perch\u00e8 Ges\u00f9 deve ancora nascere, morire e risorgere, e manca ancora l&#8217;effusione dello Spirito Santo sugli apostoli nel cenacolo.<br \/>\nEppure la prima comunit\u00e0\u00a0 cristiana che sente questo racconto della visitazione pu\u00f2 specchiarsi e vedere la propria esperienza.<br \/>\nDue donne raggiunte in modo speciale e unico da Dio, si ritrovano insieme nella normalit\u00e0\u00a0 della loro vita. Non sono nel Tempio, ma in casa, e fanno quello che \u00e8 normale per due parenti che si ritrovano a farsi visita: il saluto, l&#8217;accoglienza in casa e il dialogo.<br \/>\nDa lontano un passante distratto non vedrebbe nulla di insolito che possa attirare la sua attenzione e stupirlo. Ma l&#8217;evangelista Luca ci fa avvicinare e ci fa ascoltare il dialogo tra Maria ed Elisabetta.<br \/>\nSi stanno reciprocamente comunicando l&#8217;esperienza di Dio. Elisabetta con le sue parole piene di entusiasmo e con un moto di slancio che l&#8217;evangelista pennella benissimo con il suo scritto, da&#8217; a Maria un secondo annuncio di quel che le sta accadendo. Se l&#8217;esperienza dell&#8217;Annunciazione dell&#8217;angelo \u00e8 stato un momento personalissimo e privato di Maria, ora qui diventa esperienza e conferma comunitaria. Elisabetta conferma quel che Gabriele ha detto alla giovane di Nazareth: lei sar\u00e0\u00a0 madre del Signore ed Elisabetta ha ricevuto il dono della maternit\u00e0\u00a0 anche se tutti la dicevano sterile. Davvero nulla \u00e8 impossibile a Dio!<\/p>\n<ul>\nIl brano riportato oggi dalla liturgia non riporta le parole di Maria immediatamente successive, che sono il cantico del Magnificat, ma possiamo vedere nella preghiera di Maria ricolta a Dio una risposta per Elisabetta. Maria ed Elisabetta si sintonizzano in breve tempo su Dio che per entrambe ha avuto uno sguardo speciale. Queste due donne insieme in quella normalissima casa, nella regione montuosa fuori di Gerusalemme, fanno esperienza di comunit\u00e0\u00a0 vera.<br \/>\nLa conferma pi\u00f9 evidente che stanno facendo esperienza di Dio \u00e8 proprio la gioia profonda che pervade la scena e nasce da dentro le due protagoniste. Elisabetta sente addirittura il bambino nel grembo che sussulta di gioia al solo suono della voce di Maria. Questa gioia profonda nasce e rimane in quella piccola casa tra quelle due donne che saranno chiamate a sfide e sofferenze non piccole nel loro futuro e nel futuro dei loro figli.<br \/>\nEcco quindi la Chiesa: una comunit\u00e0\u00a0 che si ritrova nella normalit\u00e0\u00a0 della vita. I primi cristiani, specialmente fuori dal mondo ebraico,  si radunavano infatti nelle case e non nei sontuosi e solitari templi pagani. L&#8217;esperienza della fede \u00e8 rafforzata e confermata dalla  condivisione, con il proposito di non giudicarsi mai, ma nel &#8220;gareggiare nella stima reciproca&#8221; (come dice San Paolo). La comunit\u00e0\u00a0 ha il compito di confermare l&#8217;esperienza personale di fede. Senza comunit\u00e0\u00a0 c&#8217;\u00e8 il rischio forte di disperdere e di non trovare il senso di quello che Dio in modo misterioso comunica. La fede non si pu\u00f2 che vivere nella comunit\u00e0\u00a0, e questa non deve schiacciare e limitare il singolo, ma aiutarlo ad armonizzarsi con gli altri, rimanendo se stesso e mai &#8220;incasellato&#8221; come fosse una truppa di militari.<br \/>\nLa gioia profonda \u00e8 la conferma che la comunit\u00e0\u00a0 funziona e sostiene i singoli che la compongono. Una gioia che qualche volta sale in superfice ed \u00e8 fatta di canto, festa e allegria, ma che anche nel dolore e nelle difficolt\u00e0\u00a0 rimane nel profondo come senso di appartenenza a Dio e senso della sua presenza in ogni situazione. Una comunit\u00e0\u00a0 che non comunica questa gioia \u00e8 una comunit\u00e0\u00a0 che si sfalda e addirittura porta lontano da Dio.<br \/>\nQuesto mio amico, come tanti altri che conosco, sentono la Chiesa non pi\u00f9 come una comunit\u00e0\u00a0 dove sentirsi accolti nella loro esperienza di fede, e invece del clima di gioia sentono un clima di giudizio. In altre parole sentono che la Chiesa non ha il clima della casa di Elisabetta. A me dispiace questo, perch\u00e8 personalmente sento che la mia esperienza di Chiesa \u00e8 invece proprio quella descritta da Luca. Sento anzi che il mio compito (che \u00e8 in fondo di ogni cristiano) \u00e8 di collaborare perch\u00e8 la comunit\u00e0\u00a0 dei credenti costruisca una comunit\u00e0\u00a0 cos\u00ec, dove la porta \u00e8 sempre aperta senza paure ed esclusivismi, e dove lo stare insieme promuove la fede di ciascuno nella gioia.<\/strong><\/ul>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 23 dicembre 2012 Quarta di Avvento In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa, in una citt\u00e0\u00a0 di Giuda. Entrata nella casa di Zaccar\u00eca, salut\u00f2 Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. 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