{"id":1802,"date":"2013-05-10T14:01:39","date_gmt":"2013-05-10T14:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1802"},"modified":"2013-05-10T14:09:35","modified_gmt":"2013-05-10T14:09:35","slug":"ascensione-un-finale-con-il-punto-di-domanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2013\/05\/10\/ascensione-un-finale-con-il-punto-di-domanda\/","title":{"rendered":"Ascensione, un finale con il punto di domanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1803\" rel=\"attachment wp-att-1803\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/suore-madri-zitelle-colored.jpg\" alt=\"suore madri zitelle (colored)\" width=\"590\" height=\"413\" class=\"alignright size-full wp-image-1803\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>DOMENICA 12 maggio 2013<br \/>\nAscensione del Signore<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abCos\u00ec sta scritto: il Cristo patir\u00e0\u00a0 e risorger\u00e0\u00a0 dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in citt\u00e0\u00a0, finch\u00e8 non siate rivestiti di potenza dall&#8217;alto\u00bb.<br \/>\nPoi li condusse fuori verso Bet\u00e0\u00a0nia e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si stacc\u00f2 da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.<br \/>\n(dal vangelo di Luca 24,46-53)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ricordo un film, &#8220;Flash Gordon&#8221; del 1980, che si concludeva in un modo molto semplice quanto originale. Nell&#8217;ultimissima inquadratura, dopo che tutto sembra felicemente concluso con la vittoria dei buoni sui cattivi, una mano nera in primissimo piano ruba l&#8217;anello del potere appena caduto al cattivo sconfitto, l&#8217;imperatore Ming. E allora accanto alla scritta &#8220;the end&#8221; appare un punto di domanda, seguito dai titoli di coda. Un espediente cinematografico che tiene in sospeso lo spettatore e che apre ad un sequel di tutta la storia (un sequel che poi in realt\u00e0\u00a0 non c&#8217;\u00e8 stato visto lo scarso successo della pellicola&#8230;).<br \/>\nLuca conclude il racconto del suo Vangelo con questo episodio dell&#8217;Ascensione: Ges\u00f9 dopo aver dato le ultime istruzioni ai suoi, li porta in un luogo prestabilito (che in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 volutamente tenuto un po&#8217; vago, &#8220;verso Betania&#8221;) e qui si stacca e viene portato verso il cielo.<br \/>\nE&#8217; finito tutto? Si volta pagina?<br \/>\nI dettagli del racconto ci fanno intravedere un bel punto di domanda accanto alla parola &#8220;fine&#8221; che saremmo tentati di mettere. Si intravede nel racconto un sequel che non \u00e8 separabile da tutto quello che fino adesso \u00e8 stato raccontato. E infatti lo stesso Luca scriver\u00e0\u00a0 il racconto dei primi passi della Chiesa proprio a partire da questo racconto della Ascensione di Ges\u00f9 al cielo, ripresa nel capitolo primo del libro degli Atti deli Apostoli.<br \/>\nGes\u00f9 sembra andarsene ma in realt\u00e0\u00a0 non \u00e8 affatto cos\u00ec. L&#8217;andare in cielo non \u00e8 da interpretare come una nuova collocazione spaziale del Maestro. In realt\u00e0\u00a0 questo episodio racconta la nuova consapevolezza che i suoi discepoli hanno di Ges\u00f9: ora i discepoli hanno capito che Ges\u00f9 \u00e8 di natura divina e non un semplice eroico maestro simile a tanti altri prima di lui. Il cielo nella mentalit\u00e0\u00a0 del tempo\u00e8 il luogo di Dio. Dire che Ges\u00f9 sale al cielo, significa comprendere che Ges\u00f9 \u00e8 proprio Dio, e in questa identit\u00e0\u00a0 profonda va intesa ogni sua parola e ogni suo gesto. Tutto quello che segue nella vita dei suoi amici e discepoli ha un riferimento fondamentale nella sua divinit\u00e0\u00a0. Ma bisogner\u00e0\u00a0 che proprio dal cielo, cio\u00e8 da Dio venga anche la potenza che sar\u00e0\u00a0 la forza della Chiesa, cio\u00e8 lo Spirito Santo (&#8220;io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in citt\u00e0\u00a0, finch\u00e8 non siate rivestiti di potenza dall&#8217;alto&#8221;), che \u00e8 l&#8217;Amore di Dio che rinnova e dona coraggio.<br \/>\nI discepoli quindi non sono li a vedere Ges\u00f9 che se ne va dopo che ha fatto tutto quel che doveva fare, e che li lascia soli in modo che si arrangino armati solo della loro buona volont\u00e0\u00a0. Al contrario capiscono che il loro Maestro e Signore continua a vivere e operare in loro proprio perch\u00e8 Dio. Per questo l&#8217;evangelista racconta che subito dopo averlo visto salire in cielo, i discepoli tornano a Gerusalemme pieni di gioia. E&#8217; la gioia profonda di chi ha capito che non \u00e8 stato abbandonato da Dio, e che nulla, nemmeno i propri limiti e debolezze, potr\u00e0\u00a0 sconfiggere la forza della loro testimonianza.<\/p>\n<ul>\nQuando noi partecipiamo alla messa o viviamo qualche celebrazione, siamo tentati di mettere, pi\u00f9 o meno con senso di sollievo, la parola &#8220;the end&#8221; alla fine, specialmente quando il canto finale ci &#8220;libera&#8221; dell&#8217;impegno domenicale. Siamo stati bravi e volenterosi, abbiamo fatto il nostro dovere e forse ci siamo guadagnati un po&#8217; di punteggio da impiegare poi in eventuali richieste da inoltrare all&#8217;Altissimo.<br \/>\nMa \u00e8 questo il modo corretto di relazionarsi con Dio? Penso che il modo migliore di vivere la nostra preghiera e la nostra partecipazione alla messa domenicale, sia quello di mettere sempre un bel punto interrogativo alla parola fine, sentendo la conclusione della preghiera liturgica (sia quella comunitaria che quella che possiamo fare personalmente) come in realt\u00e0\u00a0 il &#8220;primo tempo&#8221; della nostra relazione con Dio nella vita ordinaria fuori di chiesa e dopo la preghiera. Non siamo saliti un attimo da Dio in cielo con il nostro spirito per poi ridiscendere e fare dell&#8217;altro o sentirci soli. In realt\u00e0\u00a0 la preghiera e l&#8217;incontro con Ges\u00f9 nella celebrazione comunitaria domenicale sono il modo per ricordarci che Ges\u00f9 \u00e8 il nostro Dio sempre, e che le sue parole, se le ascoltiamo realmente, hanno una forza incredibile in ogni istante di quel che viviamo. Ges\u00f9 non si stacca mai da noi, ma vive nella sua comunit\u00e0\u00a0 e dentro la nostra stessa vita, nei nostri gesti e parole, anche quando questi non sembrano cos\u00ec perfetti e ci accorgiamo del nostro limite.<br \/>\nUna fede matura non \u00e8 quella senza dubbi e granitica (le statue di granito sono infatti solide ma morte), ma \u00e8 quella che mette sempre il punto interrogativo anche quando ci sentiamo lontani da Dio o sentiamo Lui lontano, e ci verrebbe la voglia di mettere in discussione tutto. L&#8217;ascensione \u00e8 un invito a sentire il cielo, cio\u00e8 Dio, sempre aperto verso di noi. Anche quando avvertiamo forte la distanza tra noi e Dio, il Vangelo ci ricorda che sar\u00e0\u00a0 sempre Dio a scendere con il suo amore verso di noi, in qualsiasi bassezza ci troviamo.<br \/>\nDomenica prossima infatti ricorderemo che solo quando riceveranno il dono dello Spirito, i discepoli saranno capaci di aprirsi al mondo e a diventare veri testimoni.<\/strong><\/ul>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 12 maggio 2013 Ascensione del Signore In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abCos\u00ec sta scritto: il Cristo patir\u00e0\u00a0 e risorger\u00e0\u00a0 dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in citt\u00e0\u00a0, finch\u00e8 non siate rivestiti di potenza dall&#8217;alto\u00bb. 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