{"id":1877,"date":"2013-09-28T19:44:52","date_gmt":"2013-09-28T19:44:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1877"},"modified":"2013-09-28T19:46:42","modified_gmt":"2013-09-28T19:46:42","slug":"il-nome-del-ricco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2013\/09\/28\/il-nome-del-ricco\/","title":{"rendered":"Il nome del ricco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1878\" rel=\"attachment wp-att-1878\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/ricco-epulone-oggi-colored.jpg\" alt=\"ricco epulone oggi (colored)\" width=\"590\" height=\"415\" class=\"alignright size-full wp-image-1878\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 29 settembre 2013<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai farisei:<br \/>\n\u00abC&#8217;era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.<br \/>\nUn giorno il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor\u00ec anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: &#8220;Padre Abramo, abbi piet\u00e0\u00a0 di me e manda Lazzaro a intingere nell&#8217;acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perch\u00e8 soffro terribilmente in questa fiamma&#8221;.<br \/>\nMa Abramo rispose: &#8220;Figlio, ric\u00f2rdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui \u00e8 consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di pi\u00f9, tra noi e voi \u00e8 stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n\u00e8 di l\u00ec possono giungere fino a noi&#8221;.<br \/>\nE quello replic\u00f2: &#8220;Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perch\u00e8 ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perch\u00e8 non vengano anch&#8217;essi in questo luogo di tormento&#8221;. Ma Abramo rispose: &#8220;Hanno Mos\u00e8 e i Profeti; ascoltino loro&#8221;. E lui replic\u00f2: &#8220;No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andr\u00e0\u00a0 da loro, si convertiranno&#8221;. Abramo rispose: &#8220;Se non ascoltano Mos\u00e8 e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti&#8221;\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 16,19-31)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Qualche giorno fa sono stato in visita a Pompei, la famosa citt\u00e0\u00a0 romana sepolta improvvisamente dalla cenere del Vesuvio nell&#8217;eruzione nel 79 d.C.<br \/>\nGirare per le strade di Pompei \u00e8 un&#8217;esperienza incredibile pensando soprattutto al fatto che nel tempo di una notte una citt\u00e0\u00a0 ricca e grande \u00e8 improvvisamente scomparsa con molti anche dei suoi abitanti. Sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo entrando in negozi, taverne, luoghi di culto e case di duemila anni fa, che se anche sono state travolti da un cataclisma impressionante, conservano intatto e facilmente comprensibile il loro utilizzo.<br \/>\nMi hanno colpito soprattutto le case e le ville che si aprono lungo le strade, e che sono riconoscibili dai colonnati interni, le stanze e sale affrescate. Molte delle ville pi\u00f9 grandi conservano i segni di una ricchezza che l&#8217;eruzione ha fissato per l&#8217;eternit\u00e0\u00a0. Di molti edifici non si quasi nulla dei loro abitanti, e le case sono spesso indicate non dal nome del proprietario sconosciuto ma da qualche elemento architettonico che gli archeologi hanno trovato e che \u00e8 singolare e unico  (Villa dei Misteri, Casa del Fauno&#8230;). I ricchi proprietari della casa sono stati dimenticati, e di loro non rimane che quello che hanno costruito e abitato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1881\" rel=\"attachment wp-att-1881\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/2493357399_925d4f90b61.jpg\" alt=\"2493357399_925d4f90b6\" width=\"300\" height=\"305\" class=\"alignright size-full wp-image-1881\" \/><\/a><br \/>\nSembra proprio la stessa sorte riservata al ricco che Ges\u00f9 mette come protagonista della parabola che racconta ai farisei. Questo uomo \u00e8 identificato non dal nome proprio, ma dal fatto che banchetta lautamente e veste di porpora (colore preziosissimo all&#8217;epoca) e di lino finissimo.<br \/>\nLazzaro, il povero che sta sotto la mensa del ricco senza nome, non ha altro che la sua povert\u00e0\u00a0 e quel nome che indica la persona e non quello che ha o non ha&#8230;<br \/>\nIl ricco, pieno di beni ma povero di nome, finisce in un tormento eterno che non viene da quello che aveva, ma dal fatto che non l&#8217;ha saluto condividere, ignorando completamente il povero che aveva ai piedi. Le ricchezze sono diventate una prigione per il ricco, e gli hanno impedito di vedere la ricchezza vera che aveva sotto il naso, cio\u00e8 l&#8217;uomo Lazzaro, nel quale Ges\u00f9 si identifica.<br \/>\nInfatti \u00e8 proprio Ges\u00f9 quel povero. Il Maestro sta parlando ai farisei, cos\u00ec ricchi di se stessi e delle loro sicurezze  da non accorgersi di chi hanno davanti, cio\u00e8 Ges\u00f9, il Figlio di Dio che da ricco che era in modo infinito, si \u00e8 fatto povero per i poveri, ricco solamente di un amore infinito.<br \/>\nIo che leggo e medito questa parabola, la sento davvero una provocazione per me. Sento che \u00e8 un forte avvertimento a stare attento alle ricchezze di cui mi circondo come sicurezza ma che posso diventare come una muraglia, che non solo mi identifica e mi toglie la mia identit\u00e0\u00a0 vera, ma mi impedisce anche di vedere e incontrare il povero che mi sta accanto. Le ricchezze rischiano alla fin fine di impedirmi di vedere e incontrare anche Ges\u00f9 stesso.<br \/>\nPompei \u00e8 davvero unica e affascinante, ma rimane comunque sempre una citt\u00e0\u00a0 morta con i riflessi di una ricchezza antica. La comunit\u00e0\u00a0 cristiana \u00e8 chiamata invece a diventare una citt\u00e0\u00a0 viva, dove le opere per cui essere ricordati nel tempo non possono essere i monumenti e le grandi costruzioni, ma la carit\u00e0\u00a0 e la condivisione.<br \/>\nNei secoli come cristiani abbiamo edificato cose meravigliose, capolavori di architettura e arte che superano i secoli. Ma non sono queste le cose per cui siamo nati e che rendono vera testimonianza. I veri capolavori immortali della fede sono per esempio i tanti santi che nei secoli hanno lasciato segni indistruttibili di Vangelo vissuto.<br \/>\nVorrei anche io essere come loro, ricordato non per quel poco o tanto che possiedo materialmente, ma per l&#8217;amore e la fedelt\u00e0\u00a0 al Vangelo che sono capace di vivere.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 29 settembre 2013 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai farisei: \u00abC&#8217;era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor\u00ec anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide di lontano Abramo,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-1877","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1877","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1877"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1877\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1882,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1877\/revisions\/1882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}