{"id":1939,"date":"2013-12-24T13:12:34","date_gmt":"2013-12-24T13:12:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1939"},"modified":"2013-12-24T13:12:34","modified_gmt":"2013-12-24T13:12:34","slug":"la-culla-vuota","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2013\/12\/24\/la-culla-vuota\/","title":{"rendered":"La culla vuota"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1940\" rel=\"attachment wp-att-1940\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Natale-2013-di-crisi-colored.jpg\" alt=\"Natale 2013 di crisi (colored)\" width=\"590\" height=\"439\" class=\"alignleft size-full wp-image-1940\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Mercoled\u00ec 25 dicembre 2013<br \/>\nNatale del Signore<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordin\u00f2 che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria citt\u00e0\u00a0.<br \/>\nAnche Giuseppe, dalla Galilea, dalla citt\u00e0\u00a0 di N\u00e0\u00a0zaret, sal\u00ec in Giudea alla citt\u00e0\u00a0 di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.<br \/>\nMentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perch\u00e8 per loro non c&#8217;era posto nell&#8217;alloggio.<br \/>\nC&#8217;erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all&#8217;aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si present\u00f2 a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l&#8217;angelo disse loro: \u00abNon temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sar\u00e0\u00a0 di tutto il popolo: oggi, nella citt\u00e0\u00a0 di Davide, \u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia\u00bb.<br \/>\nE subito apparve con l&#8217;angelo una moltitudine dell&#8217;esercito celeste, che lodava Dio e diceva:<br \/>\n\u00abGloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli<br \/>\ne sulla terra pace agli uomini, che egli ama\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 2,1-14)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Questa mattina mentre rientravo in sagrestia dopo il tempo dedicato alle confessioni natalizie, mi sono soffermato un attimo davanti alla scena di Natale che i nostri presepisti hanno preparato, come tradizione da alcuni anni, davanti all&#8217;altare. E&#8217; la classica scena formata dalle grandi statue di Maria e Giuseppe, alcune pecorelle e un fondale di finte pietre con paglia e muschio. Al centro \u00e8 pronta la mangiatoia che questa notte accoglier\u00e0\u00a0, all&#8217;inizio della Messa, l&#8217;immagine di Ges\u00f9 bambino. Tutto secondo tradizione&#8230;<br \/>\nGuardavo la culla vuota e pensavo che in fondo nessun presepe, per quanto fatto con arte, pu\u00f2 raccontare fino in fondo ci\u00f2 che \u00e8 successo in quella notte di Bethleem. E nessuna statua del bambino messa in quella culla mi sapr\u00e0\u00a0 restituire il vero volto del Salvatore, chi \u00e8 per me e per il mondo&#8230;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1941\" rel=\"attachment wp-att-1941\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20131224_105246-300x187.jpg\" alt=\"20131224_105246\" width=\"300\" height=\"187\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1941\" \/><\/a><br \/>\nIl racconto dell&#8217;evangelista Luca \u00e8 talmente noto alla nostra tradizione religiosa che rischia di non avere pi\u00f9 quella carica di novit\u00e0\u00a0 che voleva invece trasmettere.<br \/>\nDio ha rotto tutti gli schemi comunicativi del passato e della mentalit\u00e0\u00a0 religiosa di allora (e sicuramente anche quella di oggi).  Dio si mette a comunicare con dei pastori, cio\u00e8 ad una categoria di persone certamente la meno adatta a capire le parole stesse che vengono pronunciate &#8220;&#8230;\u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 Cristo Signore&#8230;&#8221;. Non sono dei teologi e nemmeno degli esperti del sacro, non sono suore o preti, come diremmo noi oggi. Eppure proprio a loro per primi viene proclamata la Buona Notizia, il Vangelo, e sono chiamati a diffondere quello che hanno visto.<br \/>\nE in quale modalit\u00e0\u00a0 concreta si comunica Dio per salvare l&#8217;umanit\u00e0\u00a0? Sceglie un bambino appena partorito, la situazione di maggiore fragilit\u00e0\u00a0 nella quale si pu\u00f2 trovare un essere umano.<br \/>\nQuesto \u00e8 Dio! Ammetto che se mi siedo e ci penso davvero un po&#8217; non posso non provare un certo senso di paura&#8230; Sarebbe questo il salvatore del mondo? Sarebbero questi ignoranti pastori i suoi primi testimoni scelti? Assomigliano pi\u00f9 a quello che non vorrei essere, alle mie ignoranze e peccati, pi\u00f9 che all&#8217;ideale del buon cristiano&#8230;<br \/>\nL&#8217;angelo del Signore pronuncia le parole anche per i miei orecchi spirituali e il mio cuore: &#8220;non temete&#8230;&#8221;, non temere, non avere paura. Questo \u00e8 davvero Dio, e questo \u00e8 davvero il modo con il quale Dio comunica con l&#8217;uomo e a me!<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un bel film di qualche anno fa, dal titolo &#8220;un ponte per Terabithia&#8221;, tratto dal romanzo di Katherine Paterson, che narra dell&#8217;amicizia tra due ragazzi, Jess e Leslie, che con l&#8217;aiuto della fantasia costruiscono un mondo di giochi fantastico dove imparano per\u00f2 a vedere in modo diverso la dura realt\u00e0\u00a0 famigliare e sociale nelle quali sono inseriti.<br \/>\n&#8220;Chiudi gli occhi e apri bene la mente&#8221;, \u00e8 l&#8217;insegnamento che d\u00e0\u00a0 la giovane Leslie all&#8217;amico Jess quando iniziano a giocare. E facendo cos\u00ec riescono pian piano a vedere dentro le persone e le loro storie, non fermandosi alle apparenze e alla superfice spesso ingannatoria.<br \/>\nE&#8217; quello che ci insegna Dio a Natale, quando invita i pastori e anche noi a guardare il cielo e la terra con una mente rinnovata e un cuore aperto.<br \/>\nSi, in quel bambino fragile e poveramente adagiato in una mangiatoia c&#8217;\u00e8 il Salvatore del mondo! E i pastori, con tutti i loro limiti e povert\u00e0\u00a0, possono benissimo diventarne i primi testimoni, come lo sono stati la giovanissima madre Maria con Giuseppe il suo sposo sognatore.<br \/>\nE lo posso essere anche io, anche tutti noi. Possiamo essere testimoni che il mondo non \u00e8 lasciato solo nelle sue crisi di tutti i tipi, economiche, sociali, di guerra e fame. Il mondo \u00e8 quella culla che Dio ha scelto di abitare per portare un messaggio di salvezza.<br \/>\nMi piacerebbe quindi lasciare vuota quella culla sotto l&#8217;altare, con le sole statue di Maria e Giuseppe e le pecorelle a ricordarci che stiamo parlando di Natale. Una culla vuota allo sguardo fisico ma non-vuota nello sguardo dello spirito. Chi ci vedo dentro?<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 25 dicembre 2013 Natale del Signore In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordin\u00f2 che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria citt\u00e0\u00a0. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla citt\u00e0\u00a0 di N\u00e0\u00a0zaret, sal\u00ec in Giudea alla citt\u00e0\u00a0 di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 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