{"id":1968,"date":"2014-02-01T14:08:02","date_gmt":"2014-02-01T14:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=1968"},"modified":"2014-02-01T14:08:02","modified_gmt":"2014-02-01T14:08:02","slug":"dal-rito-inutile-allincontro-con-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2014\/02\/01\/dal-rito-inutile-allincontro-con-dio\/","title":{"rendered":"dal rito inutile all&#8217;incontro con Dio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1969\" rel=\"attachment wp-att-1969\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Ges\u00f9-uomo-colored.jpg\" alt=\"Ges\u00f9 uomo (colored)\" width=\"590\" height=\"406\" class=\"alignleft size-full wp-image-1969\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 2 febbraio 2014<br \/>\nPresentazione di Ges\u00f9 al Tempio<br \/>\nGiornata per la vita<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mos\u00e8, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore &#8211; come \u00e8 scritto nella legge del Signore: \u00abOgni maschio primogenito sar\u00e0\u00a0 sacro al Signore\u00bb &#8211; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.<br \/>\nOra a Gerusalemme c&#8217;era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d&#8217;Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.<br \/>\nMosso dallo Spirito, si rec\u00f2 al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Ges\u00f9 per fare ci\u00f2 che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch&#8217;egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:<br \/>\n\u00abOra puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo<br \/>\nvada in pace, secondo la tua parola,<br \/>\nperch\u00e8 i miei occhi hanno visto la tua salvezza,<br \/>\npreparata da te davanti a tutti i popoli:<br \/>\nluce per rivelarti alle genti<br \/>\ne gloria del tuo popolo, Israele\u00bb.<br \/>\nIl padre e la madre di Ges\u00f9 si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: \u00abEcco, egli \u00e8 qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione &#8211; e anche a te una spada trafigger\u00e0\u00a0 l&#8217;anima -, affinch\u00e8 siano svelati i pensieri di molti cuori\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 1,22-33)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>In questi giorni su una pagina di Facebook dedicata al mio paese di origine, Bussolengo, molti stanno mettendo una serie di brevi post, nella maggior parte ironici e leggeri, che in qualche modo raccontano la storia del paese e le sue peculiarit\u00e0\u00a0 che con il tempo si sono modificate, ma che nella memoria di molti rimangono caratteristiche tipiche ed esperienze comuni.<br \/>\nMi ha colpito uno che ha scritto pi\u00f9 o meno cos\u00ec: &#8220;si andava a messa dai frati perch\u00e8 la messa durava meno&#8230;&#8221;. E&#8217; vero! Da piccolo ricordo che questa era la convinzione di molti, anche se non sempre era vero, che le messe del santuario al centro del paese durassero molto meno di quelle in parrocchia. Sono cresciuto con questa cosa che mi girava in testa, cio\u00e8 che la messa \u00e8 bella se dura meno&#8230;<br \/>\nSono diventato prete 20 anni fa, e fin da subito mi sono &#8220;scontrato&#8221; con l&#8217; idea della celebrazione, che &#8220;meno dura meglio \u00e8&#8221;, e che rischia di diventare una strategia per avere pi\u00f9 persone che vengono in chiesa la domenica e fermare l&#8217;esodo di tanti che pian piano smettono di partecipare.<br \/>\nPerch\u00e8 l&#8217;incontro domenicale dei fedeli attorno alla Parola e all&#8217;Eucarestia \u00e8 avvertito da molti solamente come un rito da compiere per dovere e per &#8220;legge divina&#8221; da non trasgredire?<br \/>\nIl Vangelo di questa domenica, ci presenta Maria e Giuseppe che con Ges\u00f9 si recano al Tempio, per compiere un rito di purificazione e di riscatto del primogenito. La legge rituale prevedeva questo, cio\u00e8 che la madre venisse purificata e che il primo nato venisse &#8220;pagato&#8221; con delle offerte.<br \/>\nNon ci viene detto nulla dei sentimenti e pensieri profondi che animano i genitori di Ges\u00f9 in questa loro azione di culto, ma sicuramente sono in linea con la maggioranza del popolo che viveva dentro queste tradizioni secolari e che vedeva in esse il modo pi\u00f9 corretto per rendere culto a Dio. Eppure Maria e Giuseppe hanno gi\u00e0\u00a0 fatto esperienza di una novit\u00e0\u00a0 nella loro vita di fede, con una maternit\u00e0\u00a0 inaspettata per entrambi, e con segni che dicono che Dio sta cambiando la storia. Ma ugualmente sono qui al Tempio con le loro due colombe (o tortore)&#8230;<br \/>\nE proprio nel luogo pi\u00f9 alto e significativo della tradizione religiosa del popolo di Israele, irrompe un segno di novit\u00e0\u00a0 che profetizza la missione futura di questo bambino. Simeone, mosso dallo Spirito di Dio (la cosa \u00e8 ripetuta dall&#8217;evangelista per 3 volte) arriva al tempio per rompere il cerimoniale e spezzare il corso del rito che la famiglia di Nazareth sta compiendo.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 rivelato come colui che porta novit\u00e0\u00a0 profonda nel popolo di Israele, e diventa una luce per ogni uomo della terra. Simeone che da una vita cercava un segno della consolazione di Dio, lo trova finalmente in questo bambino come tanti altri, in questa normalissima famiglia che viene da uno dei territori a nord e fuori dal centro religioso. Simeone profetizza, usando l&#8217;immagine simbolica della spada che trafigge, che Maria stessa \u00e8 chiamata a lasciarsi penetrare dalla novit\u00e0\u00a0 della azione di Dio e della sua Parola. Anche Maria \u00e8 chiamata a continuare il doloroso e difficile cammino di conversione interiore dal rito all&#8217;incontro con la novit\u00e0\u00a0 di Dio!<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 li nel Tempio per scardinare tutto e distruggere il Tempio stesso con la sua visione di Dio ristretta ad un luogo e imprigionato in riti antichi. Nel Vangelo di Luca infatti Ges\u00f9 viene presentato poche altre volte nel Tempio, e tutte in un crescendo di polemica e scontro con l&#8217;istituzione e i suoi sacerdoti. Ges\u00f9 infatti non nega il culto in se stesso e il valore storico del Tempio, ma denuncia il fatto che la religione del suo tempo si \u00e8 pian piano svuotata di Dio e i riti sono diventati un vuoto ripetersi di gesti privi di fede a tal punto da diventare disumani.<br \/>\nQuesto passo ci lascia intravedere la gioia profonda e la carica di fede che sono in questo vecchio Simeone, che \u00e8 pronto anche a morire ora che finalmente ha incontrato la risposta a tutte le sue attese (&#8220;i miei occhi hanno visto la tua salvezza&#8230;&#8221;)<br \/>\nTornando alle messe corte o lunghe di oggi, mi domando se davvero la soluzione alla sempre pi\u00f9 bassa partecipazione alla messa domenicale sia da trovare nella velocit\u00e0\u00a0 del rito o anche dal fatto che sia pi\u00f9 o meno animato bene. E&#8217; vero che una liturgia va curata e fatta bene, ma il problema rimane.<br \/>\nForse la soluzione \u00e8 pensare che davvero Ges\u00f9 e la sua presenza vanno ben oltre il rito domenicale e ogni altro rito e momento organizzato di culto che possiamo fare.<\/p>\n<ul>\nLa forza rinnovatrice della Parola di Dio non sono racchiusi in un luogo e in alcuni gesti rituali, come non lo erano nei culti e nelle pareti del Tempio di Gerusalemme. Ges\u00f9 \u00e8 nella vita, perch\u00e8 \u00e8 lui stesso vita!<br \/>\nAndare a messa domenicale quindi non serve a rendere culto a Dio e incontrarlo come se lui fosse solo li in quei gesti e parole. La messa domenicale \u00e8 il momento nel quale impariamo a riconoscere Ges\u00f9 e a riconoscerci l&#8217;un l&#8217;altro come parte del Suo corpo e della sua presenza. Nella messa, attraverso gesti antichi in parte rinnovati e resi pi\u00f9 comprensibili, celebriamo la vita umana che \u00e8 toccata e unita alla vita divina.<br \/>\nSe non avr\u00f2 cercato, amato e seguito Ges\u00f9 nella vita di ogni giorno, quel rito domenicale, corto o lungo che sia, non sar\u00e0\u00a0 servito a nulla. Penso che il pensiero pi\u00f9 corretto quando siamo usciamo dalla messa non sia &#8220;ho incontrato il Signore&#8230; e fino alla prossima messa sono a posto&#8221;, ma &#8220;adesso ho voglia di incontrare ancora il Signore della vita, che mi aspetta nelle persone, nelle loro storie e nella vita di tutti i giorni che \u00e8 piena della sua presenza!&#8221;<\/strong><\/ul>\n<p>Giovanni don<\/p>\n<p><em>Un caro amico prete don Emanuele Previdi ha scritto a tal proposito un testo che mi piace molto e che secondo me pu\u00f2 essere un buon aiuto a vivere la preghiera come incontro con Dio e non solo riti e parole&#8230;<br \/>\nIl libro ha un titolo significativo e provocatorio: <strong>&#8220;Dalle preghiere inutili all&#8217;amicizia con Dio&#8221;<\/strong> con il sottotitolo altrettanto provocatorio <strong>&#8220;o la preghiera trasforma la vita, o la vita eliminer\u00e0\u00a0 la preghiera&#8221;<\/em><\/strong><br \/>\n<em>(Gabrielli editori)<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=1970\" rel=\"attachment wp-att-1970\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/libro-emanuele-2-300x215.jpg\" alt=\"libro emanuele (2)\" width=\"300\" height=\"215\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1970\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 2 febbraio 2014 Presentazione di Ges\u00f9 al Tempio Giornata per la vita Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mos\u00e8, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore &#8211; come \u00e8 scritto nella legge del Signore: \u00abOgni maschio primogenito sar\u00e0\u00a0 sacro al Signore\u00bb &#8211; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 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