{"id":2061,"date":"2014-11-15T12:56:49","date_gmt":"2014-11-15T12:56:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2061"},"modified":"2014-11-15T13:02:31","modified_gmt":"2014-11-15T13:02:31","slug":"una-fede-da-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2014\/11\/15\/una-fede-da-paura\/","title":{"rendered":"una fede da paura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=2062\" rel=\"attachment wp-att-2062\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/talenti-in-paradiso-colored.jpg\" alt=\"talenti in paradiso (colored)\" width=\"590\" height=\"401\" class=\"alignleft size-full wp-image-2062\" \/><\/a><br \/>\n<strong>DOMENICA 16 novembre 2014<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola:<br \/>\n\u00abAvverr\u00e0\u00a0 come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiam\u00f2 i suoi servi e consegn\u00f2 loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacit\u00e0\u00a0 di ciascuno; poi part\u00ec.<br \/>\nSubito colui che aveva ricevuto cinque talenti and\u00f2 a impiegarli, e ne guadagn\u00f2 altri cinque. Cos\u00ec anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagn\u00f2 altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, and\u00f2 a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.<br \/>\nDopo molto tempo il padrone di quei servi torn\u00f2 e volle regolare i conti con loro.<br \/>\nSi present\u00f2 colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne port\u00f2 altri cinque, dicendo: &#8220;Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque&#8221;. &#8220;Bene, servo buono e fedele &#8211; gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti dar\u00f2 potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone&#8221;.<br \/>\nSi present\u00f2 poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: &#8220;Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due&#8221;. &#8220;Bene, servo buono e fedele &#8211; gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti dar\u00f2 potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone&#8221;.<br \/>\nSi present\u00f2 infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: &#8220;Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ci\u00f2 che \u00e8 tuo&#8221;.<br \/>\nIl padrone gli rispose: &#8220;Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cos\u00ec, ritornando, avrei ritirato il mio con l&#8217;interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perch\u00e8 a chiunque ha, verr\u00e0\u00a0 dato e sar\u00e0\u00a0 nell&#8217;abbondanza; ma a chi non ha, verr\u00e0\u00a0 tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; l\u00e0\u00a0 sar\u00e0\u00a0 pianto e stridore di denti&#8221;\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 25,14-30)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La paura \u00e8 un sentimento che accomuna tutti gli esseri umani. La paura sembra qualcosa di negativo, ma in realt\u00e0\u00a0 ha profondi aspetti positivi per la sopravvivenza. Se non avessimo incisa nel profondo del nostro istinto la paura della morte non avremmo quelle reazioni automatiche, sia fisiche che psicologiche, che ci portano ad autopreservarci difronte ad un pericolo. La paura quindi \u00e8 normale e &#8220;buona&#8221; se non arriva per\u00f2 a paralizzarci e a chiuderci in noi stessi anche in situazioni pi\u00f9 normali e positive. Allora diventa fobia e panico.<br \/>\nNella parabola del vangelo, \u00e8 la paura-fobia del padrone che porta il terzo servo a nascondere sottoterra l&#8217;enorme fortuna che ha ricevuto con quel talento. Un talento, nella misurazione ai tempi di Ges\u00f9, equivaleva a pi\u00f9 di 30 kg d&#8217;oro. I tre servi ricevono tutti, anche se in misure diverse, una fortuna immensa, segno di una grandissima fiducia e generosit\u00e0\u00a0 da parte del padrone.<br \/>\nFacendo bene attenzione al racconto di Ges\u00f9, non viene c&#8217;\u00e8 accenno di alcuna minaccia di punizione se i beni consegnati non verranno fatti fruttare e non viene nemmeno detto che quei talenti devono essere riconsegnati alla fine. Semplicemente il padrone consegna i talenti, parte  per il suo viaggio e poi ritorna per vedere cosa ne \u00e8 stato di quel che con fiducia ha dato. I primi due servi mostrano quel che \u00e8 stato guadagnato ed entrano nella gioia del padrone, segno di una ulteriore vicinanza e sintonia con questo padrone. Il terzo invece \u00e8 bloccato fin da subito dalla paura di una punizione che non era minacciata, ma era solo nella sua testa fin da subito. La paura in questo caso diventa fobia, inculcata nella sua mente chiss\u00e0\u00a0 come e da chi. Certo \u00e8 che la sua azione \u00e8 quella di dimenticare persino la fortuna che ha tra le mani e che gli altri hanno saputo invece vivere e persino far fruttare.<br \/>\nLa punizione finale (gettato fuori e separato dal padrone e dai suoi beni che aveva tra le mani) non \u00e8 altro che la conseguenza di quello che lui da solo ha coltivato nella mente e nelle scelte quotidiane.<br \/>\nMi domando se anche io ho questa visione di Dio, e se in questo modo imposto la mia relazione con lui e con quello che lui mi ha dato in questa vita. Vivo secondo la paura-fobia di Dio, della sua punizione, o considero Dio come il padrone della parabola che ha una immensa fiducia in me e crede che io posso far fruttare quel che lui mi ha dato?<br \/>\nIn questi giorni ho avuto modo di dialogare pi\u00f9 volte con un anziano che ogni tanto mi chiede consiglio spirituale. Ultimamente \u00e8 davvero assillato dalla paura di non essere perdonato dai suoi peccati. Per sua sfortuna ha trovato recentemente un frate in confessionale che lo ha duramente ripreso per quel che gli aveva confessato, aggiungendo che se non si confessava pi\u00f9 spesso non avrebbe potuto fare la Comunione senza cadere nel sacrilegio.<br \/>\nOvviamente questo anziano, educato ad una religiosit\u00e0\u00a0 della paura (cos\u00ec mi viene da chiamarla) si trova a dare pi\u00f9 peso alle parole del frate &#8220;castigatore&#8221; che alle mie, ed \u00e8 davvero terrorizzato di non essersi mai confessato bene commettendo pi\u00f9 volte sacrilegio prendendo la Comunione durante la Messa.<br \/>\nMi domando se davvero la parabola dei talenti non sia un invito ad avere paura della paura. Se da una parte la paura \u00e8 un meccanismo psicologico che ci aiuta nell&#8217;istinto a preservarci dai pericoli fisici, quando entra a livello spirituale allora si trasforma in fobia e distorce l&#8217;immagine corretta di Dio come Padre buono. E mi dispiace che purtroppo \u00e8 nel nostro ambiente religioso che questa &#8220;paura di Dio&#8221; \u00e8 stata molto coltivata nell&#8217;educare alla fede.<br \/>\nMeno male che nel racconto il rapporto tra quelli che hanno fiducia in se stessi e affrontano il padrone in modo positivo con quel che lui ha dato loro, e invece quelli che hanno paura e temono il padrone, \u00e8 di due a uno. Prevale quindi la fiducia in Dio e il senso della sua paternit\u00e0\u00a0 su un&#8217;idea distorta di un padrone che punisce e la conseguente paura di lui.<br \/>\nAnche se la parabola \u00e8 pi\u00f9 dettagliata nel raccontare le paure del terzo servo, rimangono come segno di speranza gli altri due servi che fiduciosi vivono responsabilmente il bene ricevuto e alla fine sono premiati con il dono pi\u00f9 grande che \u00e8 far parte &#8220;della gioia del loro padrone&#8221;.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 16 novembre 2014 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola: \u00abAvverr\u00e0\u00a0 come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiam\u00f2 i suoi servi e consegn\u00f2 loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacit\u00e0\u00a0 di ciascuno; poi part\u00ec. 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