{"id":2081,"date":"2014-12-24T13:43:01","date_gmt":"2014-12-24T13:43:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2081"},"modified":"2014-12-24T13:43:33","modified_gmt":"2014-12-24T13:43:33","slug":"buona-pasqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2014\/12\/24\/buona-pasqua\/","title":{"rendered":"Buona Pasqua!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=2082\" rel=\"attachment wp-att-2082\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/natale-spaziale-2014-colored.jpg\" alt=\"natale spaziale 2014 (colored)\" width=\"590\" height=\"409\" class=\"alignleft size-full wp-image-2082\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gioved\u00ec 25 dicembre 2014<br \/>\nNatale del Signore<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l&#8217;un l&#8217;altro: \u00abAndiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u00bb.<br \/>\nAndarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ci\u00f2 che del bambino era stato detto loro.<br \/>\nTutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.<br \/>\nI pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com&#8217;era stato detto loro.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 2,15-20)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Buona Pasqua a tutti!<br \/>\nNo, non sono impazzito e nemmeno voglio essere cos\u00ec controcorrente e snob da cambiare le feste a mio piacimento. E&#8217; pur vero che il Natale di Ges\u00f9 \u00e8 stato un evento che ha cambiato radicalmente la storia, e nel modo in cui si \u00e8 svolto \u00e8 stato davvero un colpo basso a tutte le tradizioni religiose del suo tempo, prendendo alla sprovvista tutti, a cominciare proprio da quelli che dovevano essere i pi\u00f9 preparati e pronti alla venuta del Messia, cio\u00e8 i religiosi e teologi di Gerusalemme. Ma per capire il Natale devo pensare alla Pasqua.<br \/>\nSenza la Pasqua non possiamo capire veramente il significato del Natale di Ges\u00f9, e anche noi cristiani rischiamo di finire intrappolati nelle belle ma tutto sommato superficiali consuetudini natalizie, perdendo di vista il senso di tutto quel che celebriamo.<br \/>\nIn questi giorni ho visto diversi presepi allestiti in molte chiese, case private e anche cappelle di istituti e persino caserme.<br \/>\nEd \u00e8 proprio il presepe allestito nella piccola cappella di una caserma che mi ha fatto riflettere e mi \u00e8 particolarmente piaciuto. Un mio amico militare, come ogni anno, costruisce diverse rappresentazioni del natale sia nelle cappelle delle caserme dove lavora sia presso istituti religiosi dove collabora come laico. Nicola, questo il suo nome, mette sempre nei suoi presepi alcuni spunti di riflessione  oltre a curare la bellezza formale della scena.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/?attachment_id=2083\" rel=\"attachment wp-att-2083\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/20141218_075835-261x300.jpg\" alt=\"20141218_075835\" width=\"261\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2083\" \/><\/a><br \/>\nNel presepe che ha fatto quest&#8217;anno nella piccola cappella della caserma dove si trova, ha voluto rappresentare la nativit\u00e0\u00a0 con alle spalle una porta socchiusa che fa intravedere dietro una scena che a prima vista sembra cozzare profondamente con quello che sta davanti: la scena della crocifissione. Guardando Ges\u00f9 bambino che con le braccia allargate sorride adagiato sulla mangiatoia tra Maria e Giuseppe, si vede dietro in prospettiva Ges\u00f9 con le braccia allargate morente sulla croce tra i due ladroni.<br \/>\nEcco davvero il significato del Natale, il cuore dell&#8217;evento che ha dato inizio non solo al calendario e al conteggio degli anni cos\u00ec come lo conosciamo, ma ha dato inizio ad un modo nuovo e rivoluzionario della relazione tra Dio e l&#8217;uomo, e tra uomo e uomo.<br \/>\nNon pi\u00f9 l&#8217;uomo chiamato ad elevarsi a Dio, ma Dio che in Ges\u00f9 scende verso la realt\u00e0\u00a0 umana, mortale e precaria. Ges\u00f9 nascendo, sceglie di morire e di sperimentare la fragilit\u00e0\u00a0 della nostra condizione, perch\u00e8 noi potessimo sentire Dio vicino per davvero e non solo con lontane e irrealizzabili promesse.<br \/>\nSe guardo Ges\u00f9 bambino vedo la vita che nasce e che si mette in gioco fino in fondo, rischiando anche il fallimento, la fatica vera, il dolore, la morte. Ma \u00e8 l&#8217;amore vero che motiva tutto questo, un amore che diventer\u00e0\u00a0 pi\u00f9 forte della morte stessa, divenendo resurrezione.<br \/>\nL&#8217;idea di accostare nascita di Ges\u00f9 con la sua morte non \u00e8 certamente originale, ma fin dall&#8217;inizio i cristiani, che avevano sempre presente la Pasqua di morte e resurrezione di Ges\u00f9 come centro della fede, hanno vissuto e celebrato la nascita del Signore come profondamente legata alla sua Pasqua. E anche in moltissime antiche raffigurazioni della nascita di Ges\u00f9, il bambino \u00e8 dipinto fasciato come un morto e collocato in una mangiatoia che sembra pi\u00f9 un sepolcro che lo spazio per la paglia da mangiare.<br \/>\nLa scelta di nascere per amore, un amore pi\u00f9 forte di tutto disposto anche al sacrificio della morte, si evidenzia anche nella scelta fatta di manifestarsi per primo proprio ai poveri e ai lontani, cio\u00e8 i pastori e poi i magi venuti dall&#8217;oriente. E saranno proprio i lontani e meno prevedibili ad accogliere per primi questo messaggio di rivoluzione nell&#8217;amore. E se andiamo alla fine della storia narrata dai Vangeli, vediamo che Ges\u00f9 morir\u00e0\u00a0 in messo ai lontani e ai rifiutati, cacciato fuori dalla citt\u00e0\u00a0 santa di Gerusalemme che non ha compreso il dono venuto dal cielo, troppo occupata a celebrare le sue imbalsamate tradizioni e paralizzanti consuetudini religiose.<br \/>\nAndiamo dunque anche noi davanti al presepe e guardiamo la scena avendo in mente tutto l&#8217;amore di cui il mondo ha bisogno e che interpella anche noi: i poveri, i rifiutati dalla societ\u00e0\u00a0, i malati dimenticati, gli anziani lasciati soli, le famiglie divise, i bambini vittime della guerra, i cristiani perseguitati nel mondo, le vittime del razzismo, i popoli in guerra&#8230;<br \/>\nGes\u00f9 chiama noi come chiama anche loro davanti alla mangiatoia su cui \u00e8 adagiato e dalla quale allarga le braccia, per dire che non siamo soli e che Dio ha scelto proprio questa nostra immensa fragilit\u00e0\u00a0 e povert\u00e0\u00a0 umana per amore. Ed \u00e8 lo stesso amore che lo ha portato a finire dal legno della mangiatoia al legno della croce, allargando ancora una volta le braccia e morendo per tutti.<br \/>\nQuesto amore \u00e8 poi risorto a nuova vita, quella eterna, e ha unito la nostra vita umana finita e fragile a quella di Dio.<br \/>\nBuona Pasqua dunque&#8230; e che questo annuncio di vita arrivi l\u00e0\u00a0 dove c&#8217;\u00e8 fame e sete d&#8217;amore.<\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 25 dicembre 2014 Natale del Signore Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l&#8217;un l&#8217;altro: \u00abAndiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere\u00bb. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ci\u00f2 che del bambino era stato detto loro. 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