{"id":2191,"date":"2015-07-25T09:21:22","date_gmt":"2015-07-25T09:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2191"},"modified":"2015-07-25T09:22:24","modified_gmt":"2015-07-25T09:22:24","slug":"moltiplicazione-vivere-per-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2015\/07\/25\/moltiplicazione-vivere-per-2\/","title":{"rendered":"Moltiplicazione: vivere &#8220;per&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/moltiplicazione-greca-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/moltiplicazione-greca-colored.jpg\" alt=\"moltiplicazione greca (colored)\" width=\"590\" height=\"415\" class=\"alignleft size-full wp-image-2192\" \/><\/a><br \/>\n<b>DOMENICA 26 luglio 2015<\/b><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 pass\u00f2 all&#8217;altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e8 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0\u00a0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.<br \/>\nAllora Ges\u00f9, alz\u00e0\u00a0ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: \u00abDove potremo comprare il pane perch\u00e8 costoro abbiano da mangiare?\u00bb. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: \u00abDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e8 ognuno possa riceverne un pezzo\u00bb.<br \/>\nGli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: \u00abC&#8217;\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d&#8217;orzo e due pesci; ma che cos&#8217;\u00e8 questo per tanta gente?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00abFateli sedere\u00bb. C&#8217;era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.<br \/>\nAllora Ges\u00f9 prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.<br \/>\nE quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: \u00abRaccogliete i pezzi avanzati, perch\u00e8 nulla vada perduto\u00bb. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d&#8217;orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.<br \/>\nAllora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: \u00abQuesti \u00e8 davvero il profeta, colui che viene nel mondo!\u00bb. Ma Ges\u00f9, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritir\u00f2 di nuovo sul monte, lui da solo.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni 6,1-15)<\/p><\/blockquote>\n<p><b>Qualche giorno fa ho letto un articolo, postato su un sito internet che raccoglie riflessioni e devozioni cristiane, che raccomandava una specie di &#8220;galateo&#8221; per chi partecipa alla messa domenicale.<br \/>\nL&#8217;articolo iniziava proprio cos\u00ec: &#8220;E&#8217; DOMENICA, giorno da passare con un po&#8217; di tempo dedicato al Signore, attraverso l&#8217;Eucarestia e la partecipazione alla Santa Messa&#8230;&#8221; e poi via ad una serie di indicazioni su come genuflettersi, sul fatto di fare silenzio in chiesa, di guardare sempre verso il tabernacolo dove \u00e8 racchiuso Ges\u00f9&#8230; ecc.<br \/>\nSono arrivato fino in fondo allo scritto sperando di trovare una qualche indicazione sulle cose che secondo me sono tra le pi\u00f9 centrali della messa domenicale, cio\u00e8 la comunit\u00e0\u00a0 cristiana e il Vangelo.<br \/>\nNulla&#8230;<br \/>\nL&#8217;unico rapido accenno agli altri era questo: &#8220;osserva rigorosamente il silenzio sia per il rispetto dovuto alla presenza di Ges\u00f9, sia per non arrecare disturbo ad eventuali persone presenti&#8221;, ma nessun altro riferimento alla Parola di Dio che la domenica \u00e8 la prima parola da conoscere&#8230;<br \/>\nQuesta domenica \u00e8 lo stesso evangelista Giovanni a proporci il suo &#8220;galateo&#8221; domenicale, con il racconto della moltiplicazione dei pani e pesci, che nel suo Vangelo occupa un posto centrale e in un certo senso &#8220;sostituisce&#8221; il racconto dell&#8217;istituzione dell&#8217;Eucarestia che fanno gli altri tre evangelisti.<br \/>\nGiovanni infatti inizia in questo capitolo sesto un lungo discorso sul pane di vita, che \u00e8 centrale per comprendere e vivere l&#8217;Eucarestia domenicale nella comunit\u00e0\u00a0 cristiana.<br \/>\nUno degli elementi che subito si impone nel racconto della moltiplicazione \u00e8 che Ges\u00f9 raduna una comunit\u00e0\u00a0 attorno a se, di cui lui e i suoi discepoli sono servi.<br \/>\nGes\u00f9 previene la domanda di cibo della folla e si preoccupa di lei. Fa sedere tutti trattandoli cos\u00ec come dei signori (elemento del racconto che insieme ad altri non \u00e8 messo a caso, ed ha un forte valore simbolico) e si fa loro servo, allo stesso modo di come far\u00e0\u00a0 nell&#8217;ultima cena, quando lui, Maestro e Signore, laver\u00e0\u00a0 i piedi dei suoi discepoli.<br \/>\nE l&#8217;accento dell&#8217;evento raccontato non \u00e8 posto sul miracolo, che di fatto non viene per nulla descritto, ma sul segno che quel poco che c&#8217;\u00e8 (cinque pani e due pesci) \u00e8 sufficiente per tutti, in una condivisione che \u00e8 essa stessa miracolosa. La comunit\u00e0\u00a0 che condivide il poco diventa un segno miracoloso per tutti, e questo avviene solo se si ribaltano le logiche di potere, e si mira a creare reti di relazioni basate sul servizio e la cura reciproche.<br \/>\nIn un mondo come il nostro attuale dove il profitto e il guadagno stritolano i poveri del mondo e anche quelli che abbiamo alla porta di casa, il cristiano che partecipa all&#8217;eucaristia domenicale \u00e8 chiamato a far vincere invece lo stile di Ges\u00f9 e il suo insegnamento.<br \/>\nEntrare in chiesa alla domenica non significa quindi separarsi dal mondo, ma imparare a cambiare il mondo come ha voluto insegnare Ges\u00f9, nostro Maestro, Signore e Servo.<br \/>\nEcco allora che mi vien da proporre un &#8220;contro-galateo&#8221; rispetto a quello proposto dal quel sito di cui accennavo sopra.<br \/>\nPropongo che appena entrati in chiesa non solo si cerchi con gli occhi il tabernacolo (come insisteva il sito), ma si cerchino subito con gli occhi anche tutti gli altri vicini a noi, con lo stesso sguardo di Ges\u00f9, che vedeva le sofferenze del prossimo e se ne prendeva subito cura. Ges\u00f9 non \u00e8 solo la dentro, oltre la porticina dorata della Custodia Eucaristica, ma nel fratello e sorella che ho vicino, in tutti coloro che formano il Corpo di Cristo che \u00e8 la Chiesa.<br \/>\nPropongo nel mio &#8220;contro-galateo&#8221; di non preoccuparci di fare silenzio per non disturbare, ma di sentirci &#8220;disturbati&#8221; noi stessi dal vangelo che ci impone di non fare silenzio difronte alle ingiustizie del mondo. Se \u00e8 bene non disturbarci nella preghiera e nella celebrazione (fa parte della buona educazione) tutto questo non ci dia l&#8217;alibi di stare isolati e solitari nella nostra vita di fede e anche nella preghiera, perch\u00e8 tutto questo ci porta lontano proprio dalla fede che professiamo, che \u00e8 fatta di comunit\u00e0\u00a0, amore e incontro con il prossimo.<br \/>\nE lasciandomi provocare dalla parola &#8220;moltiplicazione&#8221;, che in matematica si dice &#8220;per&#8221;, voglio imparare ad essere sempre e in ogni istante &#8220;per&#8221; gli altri come Ges\u00f9. Solo cos\u00ec la mia poca fede si moltiplica miracolosamente&#8230;<\/b><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 26 luglio 2015 In quel tempo, Ges\u00f9 pass\u00f2 all&#8217;altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e8 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0\u00a0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Ges\u00f9, alz\u00e0\u00a0ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: \u00abDove potremo comprare il pane perch\u00e8 costoro abbiano da mangiare?\u00bb. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 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