{"id":2295,"date":"2016-02-20T13:10:40","date_gmt":"2016-02-20T13:10:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2295"},"modified":"2016-02-20T13:10:40","modified_gmt":"2016-02-20T13:10:40","slug":"un-dio-incontenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2016\/02\/20\/un-dio-incontenibile\/","title":{"rendered":"Un Dio incontenibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/trasfigurazione-2016-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/trasfigurazione-2016-colored.jpg\" alt=\"trasfigurazione 2016 (colored)\" width=\"590\" height=\"392\" class=\"alignleft size-full wp-image-2296\" \/><\/a><br \/>\n<b>DOMENICA 21 febbraio 2016<br \/>\nSeconda di Quaresima<\/b><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 prese con s\u00e8 Pietro, Giovanni e Giacomo e sal\u00ec sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambi\u00f2 d&#8217;aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mos\u00e8 ed El\u00eca, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.<br \/>\nPietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.<br \/>\nMentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Ges\u00f9: \u00abMaestro, \u00e8 bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mos\u00e8 e una per El\u00eca\u00bb. Egli non sapeva quello che diceva.<br \/>\nMentre parlava cos\u00ec, venne una nube e li copr\u00ec con la sua ombra. All&#8217;entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube usc\u00ec una voce, che diceva: \u00abQuesti \u00e8 il Figlio mio, l&#8217;eletto; ascoltatelo!\u00bb.<br \/>\nAppena la voce cess\u00f2, rest\u00f2 Ges\u00f9 solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ci\u00f2 che avevano visto.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 9,28-36)<\/p><\/blockquote>\n<p><b>A Martina Franca, in Puglia, c&#8217;\u00e8 una bella chiesa barocca dedicata a San Martino, patrono della citt\u00e0\u00a0. In questa Basilica \u00e8 venerata anche la compatrona della citt\u00e0\u00a0, Santa Comasia, di cui si conservano le ossa in un&#8217;antica urna visibile in uno degli altari. La storia dell&#8217;arrivo delle spoglie della santa, avvenuto nel XVII secolo, \u00e8 molto particolare. Si narra che il vescovo della citt\u00e0\u00a0 desiderava avere in citt\u00e0\u00a0 le spoglie di una santa martire dei primi tempi della chiesa, e quando lo scrigno contenente le ossa arriv\u00f2 da Roma, inizi\u00f2 a piovere in modo prodigioso e ad intermittenza a seconda che le reliquie uscissero o rientrassero nelle chiese. Ma il fatto pi\u00f9 originale di questa storia \u00e8 che il nome della martire a cui appartenevano le ossa era contenuto in un documento che nessuno riusciva a leggere. Allora il vescovo ad un certo punto accetta il corpo della Santa &#8220;coma sia&#8221;, nel senso che poco importava chi fosse ma che come \u00e8 cos\u00ec va bene lo stesso&#8230; Da qui il nome di Santa &#8220;coma sia&#8221;, Santa Comasia.<br \/>\n<figure id=\"attachment_2297\" aria-describedby=\"caption-attachment-2297\" style=\"width: 230px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/IMG_2446.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/IMG_2446-230x300.jpg\" alt=\"Altare di Santa Comasia e nel tabernacolo l&#039;urna delle ossa Basilica di San Martino a Marina Franca\" width=\"230\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-2297\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2297\" class=\"wp-caption-text\">Altare di Santa Comasia e nel tabernacolo l&#8217;urna delle ossa<br \/>Basilica di San Martino a Marina Franca<\/figcaption><\/figure><br \/>\nE&#8217; una storia che mi ha fatto sorridere per la sua particolarit\u00e0\u00a0 al limite della favola, ma mi ha fatto anche pensare su una forma di religiosit\u00e0\u00a0 che da sempre nel cristianesimo ha bisogno di prodigi, miracoli ed elementi sacri. Santa Comasia \u00e8 una &#8220;non-santa martire&#8221; che risponde all&#8217;esigenza di sperimentare la presenza reale di Dio tra le nostre case, nella nostra vita personale e comunitaria concreta.<br \/>\nGes\u00f9 porta i tre discepoli su un monte di cui l&#8217;evangelista non dice il nome, ma lo chiama semplicemente &#8220;il monte&#8221;, dicendo di fatto che \u00e8 un luogo pi\u00f9 spirituale che geografico. E&#8217; un luogo dove per un tempo che non \u00e8 quantificabile, Ges\u00f9 si mostra in modo diverso e luminoso. Ha da poco parlato di rifiuto e morte e i suoi discepoli faticano a comprendere fino in fondo la missione di questo loro amico e maestro. Pietro, qui ancora una volta chiamato con quel nome che indica la sua &#8220;durezza&#8221; nel comprendere gli insegnamenti di Ges\u00f9, insieme ai suoi due amici, vorrebbe trasformare quell&#8217;evento miracoloso in una specie di santuario in cui rinchiudere e controllare l&#8217;evento. Fare tre capanne richiama una delle feste ebraiche, e questo significherebbe trasformare tutta la vicenda di Ges\u00f9 in una cerimonia da ricordare, dove al centro per\u00f2 non ci sta Ges\u00f9 ma ancora una volta Mos\u00e8 e la Legge antica. Infatti l&#8217;elenco fatto da Pietro (&#8220;Facciamo tre capanne, una per te, una per Mos\u00e8 e una per El\u00eca&#8221;) ha al centro non Ges\u00f9 ma ancora Mos\u00e8.<br \/>\nSubito l&#8217;evangelista annota che Pietro non sa quello che dice, non ha capito la portata della visione che non \u00e8 ancora conclusa, ma di cui lui vorrebbe gi\u00e0\u00a0 tirare conclusioni e conseguenze. Infatti subito dopo la nube li avvolge con la sua ombra (come lo Spirito Santo che con la sua ombra scende su Maria nell&#8217;annunciazione) e la voce di Dio invita a rimettere al centro solo Ges\u00f9 e non Mos\u00e8 ed Elia, la Legge e i profeti, che rimangono sempre relativi a Ges\u00f9, unico da seguire e ascoltare.<br \/>\nPietro vorrebbe contenere l&#8217;esperienza di Dio in feste, usanze, luoghi, oggetti&#8230; ma \u00e8 chiamato a comprendere che Dio non \u00e8 mai contenibile in nessun luogo, tempo, rito ed esperienza particolari. Alla fine di tutti gli eventi (trasfigurazione, nube, voce divina&#8230;), l&#8217;evangelista ci mostra Ges\u00f9 solo. Ed \u00e8 lui da solo che rimane davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni e anche a noi, spesso cos\u00ec affamati come i discepoli di avere luoghi, oggetti, segni particolari di Dio.<br \/>\nL&#8217;esperienza di Dio nella vita non \u00e8 mai cos\u00ec definibile e precisa, ed \u00e8 sempre superiore alla nostra comprensione immediata. Eppure Dio desidera profondamente mostrarsi a noi e fa di tutto per essere punto di riferimento luminoso della nostra vita.  Come Pietro e i suoi amici facciamo anche noi fatica a comprendere come Dio si comunica, e tante volte fraintendiamo la sua Parola e i suoi insegnamenti. La vita di fede \u00e8 un continuo salire e scendere il monte dell&#8217;incontro con Dio, e come i tre amici di Ges\u00f9 anche noi non sappiamo cosa dire e come spiegare questa presenza di Dio (&#8220;essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ci\u00f2 che avevano visto&#8221;). Questo per\u00f2 non ci deve fermare nella ricerca di Dio e nel lasciare che Dio si comunichi a noi. La parola del Vangelo \u00e8 la via principale per sperimentare la guida interiore di Dio. L&#8217;imperativo dato da Dio a Pietro, Giacomo e Giovanni, &#8220;ascoltatelo!&#8221; \u00e8 pi\u00f9 che mai valido per noi oggi.<br \/>\nLa storia di Santa Comasia mi ha fatto pensare proprio a questo. Quelle ossa senza nome portate nella Basilica di Martina Franca mi autorizzano a metterci sopra il mio nome come testimone del Vangelo. Posso dunque anche io, con la forza della presenza di Dio, operare segni luminosi perch\u00e8 al centro metto sempre Ges\u00f9 e la sua Parola, e tutto il resto (riti, luoghi, oggetti&#8230;) diventano secondari rispetto all&#8217;opera incontenibile di Dio.<\/b><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 21 febbraio 2016 Seconda di Quaresima In quel tempo, Ges\u00f9 prese con s\u00e8 Pietro, Giovanni e Giacomo e sal\u00ec sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambi\u00f2 d&#8217;aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mos\u00e8 ed El\u00eca, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 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