{"id":2322,"date":"2016-04-09T12:15:19","date_gmt":"2016-04-09T12:15:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2322"},"modified":"2016-04-09T12:15:19","modified_gmt":"2016-04-09T12:15:19","slug":"la-gioia-dellamore-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2016\/04\/09\/la-gioia-dellamore-risorto\/","title":{"rendered":"La gioia dell&#8217;amore risorto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/amoris-laetizia-colored.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2323\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/amoris-laetizia-colored.jpg\" alt=\"amoris laetizia (colored)\" width=\"590\" height=\"416\" class=\"alignleft size-full wp-image-2323\" \/><\/a><br \/>\n<b>DOMENICA 10 aprile 2016<br \/>\nTerza di Pasqua<\/b><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 si manifest\u00f2 di nuovo ai discepoli sul mare di Tiber\u00ecade. E si manifest\u00f2 cos\u00ec: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto D\u00ecdimo, Natana\u00e8le di Cana di Galilea, i figli di Zebed\u00e8o e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: \u00abIo vado a pescare\u00bb. Gli dissero: \u00abVeniamo anche noi con te\u00bb.<br \/>\nAllora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.<br \/>\nQuando gi\u00e0\u00a0 era l&#8217;alba, Ges\u00f9 stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Ges\u00f9. Ges\u00f9 disse loro: \u00abFiglioli, non avete nulla da mangiare?\u00bb. Gli risposero: \u00abNo\u00bb. Allora egli disse loro: \u00abGettate la rete dalla parte destra della barca e troverete\u00bb. La gettarono e non riuscivano pi\u00f9 a tirarla su per la grande quantit\u00e0\u00a0 di pesci. Allora quel discepolo che Ges\u00f9 amava disse a Pietro: \u00abE&#8217; il Signore!\u00bb. Simon Pietro, appena ud\u00ec che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perch\u00e8 era svestito, e si gett\u00f2 in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.<br \/>\nAppena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Ges\u00f9: \u00abPortate un po&#8217; del pesce che avete preso ora\u00bb. Allora Simon Pietro sal\u00ec nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatr\u00e8 grossi pesci. E bench\u00e8 fossero tanti, la rete non si squarci\u00f2. Ges\u00f9 disse loro: \u00abVenite a mangiare\u00bb. E nessuno dei discepoli osava domandargli: \u00abChi sei?\u00bb, perch\u00e8 sapevano bene che era il Signore. Ges\u00f9 si avvicin\u00f2, prese il pane e lo diede loro, e cos\u00ec pure il pesce. Era la terza volta che Ges\u00f9 si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.<br \/>\nQuand&#8217;ebbero mangiato, Ges\u00f9 disse a Simon Pietro: \u00abSimone, figlio di Giovanni, mi ami pi\u00f9 di costoro?\u00bb. Gli rispose: \u00abCerto, Signore, tu lo sai che ti voglio bene\u00bb. Gli disse: \u00abPasci i miei agnelli\u00bb. Gli disse di nuovo, per la seconda volta: \u00abSimone, figlio di Giovanni, mi ami?\u00bb. Gli rispose: \u00abCerto, Signore, tu lo sai che ti voglio bene\u00bb. Gli disse: \u00abPascola le mie pecore\u00bb. Gli disse per la terza volta: \u00abSimone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?\u00bb. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: \u00abMi vuoi bene?\u00bb, e gli disse: \u00abSignore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene\u00bb. Gli rispose Ges\u00f9: \u00abPasci le mie pecore. In verit\u00e0\u00a0, in verit\u00e0\u00a0 io ti dico: quando eri pi\u00f9 giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestir\u00e0\u00a0 e ti porter\u00e0\u00a0 dove tu non vuoi\u00bb. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: \u00abSeguimi\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni 21,1-19)<\/p><\/blockquote>\n<p><b>Erano tante le attese riguardo quello che papa Francesco avrebbe scritto sulla famiglia dopo i due sinodi dei vescovi di tutto il mondo nel 2014 e 2015.<br \/>\n&#8220;Amoris laetitia&#8221; \u00e8 il titolo scelto per questo lungo e articolato scritto uscito proprio in questi giorni. Come tradizione il titolo \u00e8 preso dalle prime parole latine del documento, e la scelta di metter la parola &#8220;amore&#8221; e &#8220;gioia&#8221; come inizio della questa lunga riflessione \u00e8 davvero significativo.<br \/>\nHo solo iniziato a leggere questo documento, lo confesso, e ho voluto soprattutto ascoltare le reazioni immediate di alcuni commentatori fuori e dentro la Chiesa. Come sempre ci vorr\u00e0\u00a0 del tempo per avere un quadro completo, ma \u00e8 davvero interessante che prevalga in queste ore un senso di accoglienza positiva anche da chi era preoccupato che la Chiesa ancora una volta mostrasse un volto duro e fermo su questioni che riguardano tantissimi suoi figli e figlie. E il papa in questo non ha deluso. Pur non stravolgendo affatto l&#8217;impianto tradizionale su famiglia e matrimonio, ha decisamente imboccato la strada pastorale di attenzione misericordiosa alle situazioni concrete e vere della famiglia, con il suo stile che vuole la Chiesa non come un fortilizio chiuso e in difesa, ma come un &#8220;ospedale da campo&#8221;, immerso nella realt\u00e0\u00a0 concreta limitata, fluida e concreta del mondo.<br \/>\nIl Vangelo di questa domenica ci presenta Ges\u00f9 proprio cos\u00ec, risorto dai morti e nello stesso tempo immerso nella realt\u00e0\u00a0 concreta e limitata dei suoi fragili amici. Questi ultimi sono ritornati a pescare dopo gli eventi drammatici della morte di Ges\u00f9. E ancora una volta sperimentano la limitatezza della loro vita, fatta di fallimenti e reti vuote. E Ges\u00f9 si mostra loro proprio l\u00ec dove sono e non dentro pareti sacre e lontane dalla vita. Ges\u00f9 risorgendo ha mostrato che le porte tra cielo e terra, tra Dio e l&#8217;umanit\u00e0\u00a0, non sono chiuse e i ponti levatoi sono abbassati.<br \/>\nGes\u00f9 mangia con i discepoli, si mostra vivente in modo concreto e non &#8220;per finta&#8221;. Ricerca ancora un legame con l&#8217;infedele Pietro, un legame di amore che sembrava dissolto con il triplice rinnegamento in quella notte del processo. Pietro \u00e8 ancora l\u00ec e Ges\u00f9 pure, e quest&#8217;ultimo ritorna a fidarsi e adaffidare la sua comunit\u00e0\u00a0 al discepolo imperfetto, ma proprio per questo amato di pi\u00f9.<br \/>\nEcco il Ges\u00f9 che crediamo e annunciamo ancora oggi come Comunit\u00e0\u00a0 di credenti che non si stacca dalla vita reale ma ci sta dentro in modo pieno e senza paure.<br \/>\nPapa Francesco in &#8220;Amoris Laetitia&#8221; ripete che il Vangelo chiede di non condannare e non giudicare nessuno e di evitare giudizi &#8220;troppo duri e impazienti&#8221;. Ripropone una riflessione che ha gi\u00e0\u00a0 fatto molte volte, invitando i preti a non diventare &#8220;controllori della grazia&#8221;, ma &#8220;facilitatori&#8221;, perch\u00e8 &#8220;la Chiesa non \u00e8 una dogana&#8221;.<br \/>\nLa comunit\u00e0\u00a0 del Signore Risorto \u00e8 chiamata a stupire il mondo con la misericordia che nasce dal Vangelo, in modo che chiunque in qualsiasi situazione di vita si trovi possa esclamare nello spirito &#8220;E&#8217; il Signore&#8221; con quella gioia che \u00e8 propria dell&#8217;amore vero.<\/b><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 10 aprile 2016 Terza di Pasqua In quel tempo, Ges\u00f9 si manifest\u00f2 di nuovo ai discepoli sul mare di Tiber\u00ecade. E si manifest\u00f2 cos\u00ec: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto D\u00ecdimo, Natana\u00e8le di Cana di Galilea, i figli di Zebed\u00e8o e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: \u00abIo vado a pescare\u00bb. 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