{"id":2362,"date":"2016-06-04T14:30:29","date_gmt":"2016-06-04T14:30:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2362"},"modified":"2016-06-04T14:32:22","modified_gmt":"2016-06-04T14:32:22","slug":"la-battaglia-di-nain","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2016\/06\/04\/la-battaglia-di-nain\/","title":{"rendered":"La battaglia di Nain"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/profughi-nel-mediterraneo-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/profughi-nel-mediterraneo-colored.jpg\" alt=\"profughi nel mediterraneo (colored)\" width=\"590\" height=\"400\" class=\"alignleft size-full wp-image-2363\" \/><\/a><br \/>\n<b>DOMENICA 5 giugno 2016<\/b><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 si rec\u00f2 in una citt\u00e0\u00a0 chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.<br \/>\nQuando fu vicino alla porta della citt\u00e0\u00a0, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della citt\u00e0\u00a0 era con lei.<br \/>\nVedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: \u00abNon piangere!\u00bb. Si avvicin\u00f2 e tocc\u00f2 la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: \u00abRagazzo, dico a te, \u00e0\u00a0lzati!\u00bb. Il morto si mise seduto e cominci\u00f2 a parlare. Ed egli lo restitu\u00ec a sua madre.<br \/>\nTutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: \u00abUn grande profeta \u00e8 sorto tra noi\u00bb, e: \u00abDio ha visitato il suo popolo\u00bb.<br \/>\nQuesta fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 7,11-17)<\/p><\/blockquote>\n<p><b>Come due armate di qualche film storico che narra di soldati che incrociano il loro cammino e finiscono per mescolarsi e scontrarsi, cos\u00ec mi immagino i due cortei che per la strada di incontrano nel racconto del vangelo di Luca. Ges\u00f9 con i discepoli e grande folla vanno verso questa citt\u00e0\u00a0 di Nain, dalla quale proprio in quel momento sta uscendo la folla che accompagna un morto. Il lutto \u00e8 grande per questo secondo corteo e ancor pi\u00f9 tragica \u00e8 la conseguenza di questa morte. Infatti la bara contiene il figlio unico di una donna rimasta vedova, e questo non solo significa dolore per la perdita di una persona cara, ma la perdita di tutto, di ogni sostegno e protezione materiale e sociale. Spesso nella Scrittura le vedove e gli orfani sono presi a simbolo delle persone pi\u00f9 povere da soccorrere e servire, ed \u00e8 proprio il caso di questa donna di Nain che incrocia il corteo che accompagna Ges\u00f9. Il Maestro \u00e8 invece attorniato da una comunit\u00e0\u00a0 di discepoli amici e di quelli che oggi chiameremmo fans, cio\u00e8 coloro che conoscono Ges\u00f9 per le sue gesta, le sue parole e miracoli e vogliono conoscerlo il pi\u00f9 vicino possibile.<br \/>\nI due cortei, uno di vita e uno di morte, arrivano allo scontro quasi per caso, senza apparente determinazione. <\/p>\n<p>&#8220;Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello:<br \/>\nil Signore della vita era morto, ora, regna vivo.<br \/>\nSiamo certi che Cristo \u00e8 veramente risorto.&#8221;<\/p>\n<p>Questo\u00e8 un passaggio della preghiera che tradizionalmente viene letta il giorno di Pasqua, e che descrive la realt\u00e0\u00a0 della morte e resurrezione di Ges\u00f9 nella storia umana.<br \/>\nTutta la vita di Ges\u00f9 \u00e8 un continuo confronto e scontro con quello che \u00e8 il peggior nemico dell&#8217;uomo, la morte, un nemico che temiamo tutti e che anche se non ci pensiamo ci condiziona nelle nostre scelte.<br \/>\nIn questo combattimento non sempre usciamo vittoriosi: quando muore qualcuno che ci \u00e8 caro, quando la morte della salute fisica ci angoscia con le malattie e l&#8217;et\u00e0\u00a0 che avanza, quando abbiamo paura di perdere la vita per colpa di qualcun altro, della guerra, del terrorismo, della cattiveria umana, quando la perdita di sicurezze economiche ci fa vedere il futuro in modo incerto&#8230; fino alla morte definitiva alla quale non vogliamo pensare mai.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi combatte duramente tutti i giorni con la morte l\u00e0\u00a0 dove c&#8217;\u00e8 la guerra, dove c&#8217;\u00e8 la fame, dove ci sono le persecuzioni religiose e politiche, dove c&#8217;\u00e8 un mare o una frontiera da attraversare in modo precario&#8230;<br \/>\nGes\u00f9 incontrando per caso il figlio morto di quella vedova incontra in fondo se stesso, il suo destino e il destino del suo popolo. Quella vedova sola e povera \u00e8 l&#8217;immagine di tutta l&#8217;umanit\u00e0\u00a0 che sembra sconfitta dalla morte e lasciata sola dagli uomini e sembra anche da Dio.<br \/>\nQuell&#8217;incontro fortuito si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi, nel quale Ges\u00f9 non si ferma nemmeno davanti al pericolo di passare per impuro. Cos\u00ec deciso di far vincere la vita, tocca la bara con un gesto inaudito per il buon israelita che non si rende impuro davanti a Dio toccando un morto. Dicendo alla donna di non piangere, vuole che anche lei partecipi da vittoriosa al duello tra morte e vita.<br \/>\nE alla fine i due cortei si trasformano in un&#8217;unica armata della vita che festeggia la vittoria sul peggior nemico.<br \/>\nQuante situazioni di morte e disperazione incrociamo nella nostra vita. Quante situazioni di dolore ci toccano da vicino e tentano di toglierci la speranza e trasformare il nostro cammino in un corteo di morte, nel quale non si vive ma si sopravvive.<br \/>\nCome cristiani che professano la fede nel crocifisso che \u00e8 risorto, siamo chiamati a toccare la vita del prossimo e trasformare i cammini di morte in cammini di vita. Come cristiani abbiamo il compito di annunciare che il Signore Ges\u00f9 ha vinto la morte e la battaglia tra vita e morte \u00e8 a sfavore della seconda. E lo annunciamo non solo con le parole ma con le scelte concrete di vita e con i gesti.<br \/>\nLe nostre armi sono infatti quelle della pace, della carit\u00e0\u00a0, della compassione, del mettersi accanto, della condivisione, proprio come ha fatto Ges\u00f9 nostro eterno Maestro di vita.<br \/>\nQuesto vale per i cortei di morte che vediamo attraversare il mare Mediterraneo e che non possiamo ignorare, e vale anche per tutte le situazioni piccole o grandi che ci passano accanto, mai per puro caso.<br \/>\nQuella porta della citt\u00e0\u00a0 di Nain, luogo della battaglia tra vita e morte, tra Ges\u00f9 e sofferenza, \u00e8 simile alla nostra porta di casa, alla porta della nostra parrocchia, del nostro ufficio, della fabbrica, della scuola, di ogni luogo dove passiamo ogni giorno. E&#8217; li che anche noi possiamo vincere con Ges\u00f9 il duello eterno della resurrezione.<\/b><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 5 giugno 2016 In quel tempo, Ges\u00f9 si rec\u00f2 in una citt\u00e0\u00a0 chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della citt\u00e0\u00a0, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della citt\u00e0\u00a0 era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: \u00abNon piangere!\u00bb. Si avvicin\u00f2 e tocc\u00f2 la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: \u00abRagazzo, dico a te, \u00e0\u00a0lzati!\u00bb. Il morto si mise seduto e cominci\u00f2 a parlare. 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