{"id":2422,"date":"2016-09-24T13:13:00","date_gmt":"2016-09-24T13:13:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2422"},"modified":"2016-09-24T14:16:45","modified_gmt":"2016-09-24T14:16:45","slug":"distante-incolmabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2016\/09\/24\/distante-incolmabili\/","title":{"rendered":"distante incolmabili"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ricco-povero-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ricco-povero-colored.jpg\" alt=\"ricco-povero-colored\" width=\"590\" height=\"398\" class=\"alignleft size-full wp-image-2423\" \/><\/a><br \/>\n<b>DOMENICA 25 settembre 2016<\/b><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai farisei:<br \/>\n\u00abC&#8217;era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.<br \/>\nUn giorno il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor\u00ec anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: &#8220;Padre Abramo, abbi piet\u00e0\u00a0 di me e manda Lazzaro a intingere nell&#8217;acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perch\u00e8 soffro terribilmente in questa fiamma&#8221;.<br \/>\nMa Abramo rispose: &#8220;Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui \u00e8 consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di pi\u00f9, tra noi e voi \u00e8 stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n\u00e8 di l\u00ec possono giungere fino a noi&#8221;.<br \/>\nE quello replic\u00f2: &#8220;Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perch\u00e8 ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perch\u00e8 non vengano anch&#8217;essi in questo luogo di tormento&#8221;. Ma Abramo rispose: &#8220;Hanno Mos\u00e8 e i Profeti; ascoltino loro&#8221;. E lui replic\u00f2: &#8220;No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andr\u00e0\u00a0 da loro, si convertiranno&#8221;. Abramo rispose: &#8220;Se non ascoltano Mos\u00e8 e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti&#8221;\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 16,19-31)<\/p><\/blockquote>\n<p><b>&#8220;Quanto \u00e8 distante&#8230;?&#8221;<br \/>\nQuanto \u00e8 distante l&#8217;Italia dalla Nuova Zelanda dall&#8217;altro capo del nostro pianeta?<br \/>\nQuando \u00e8 distante la Terra dalla Luna, dal pianeta pi\u00f9 vicino o quello pi\u00f9 lontano del Sistema Solare?<br \/>\nQuanto \u00e8 distante il Sole dalla stella pi\u00f9 vicina o la nostra galassia dalle altre?<br \/>\nIl sistema di misurazione delle distanze usa il metro o addirittura il tempo (quello del movimento della luce) per dire distanze sempre pi\u00f9 abissali. E se abbiamo speranza di colmare quelle distanze quando sono ancora calcolate in migliaia di chilometri, quando invece sono calcolate in anni luce allora sappiamo fin da subito che sono incolmabili.<br \/>\nMi \u00e8 venuto questo pensiero quando nella parabola di Ges\u00f9, ad un certo punto Abramo dice al ricco finito negli inferi che la distanza tra lui laggi\u00f9 e Lazzaro \u00e8 diventata un &#8220;grande abisso&#8221; incolmabile (&#8220;&#8230;coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n\u00e8 di l\u00ec possono giungere fino a noi&#8221;). Sembra quasi dire che Dio stesso non pu\u00f2 accorciare quella distanza che si \u00e8 creata. In parole pi\u00f9 moderne potremmo dire che tra Lazzaro e il ricco la distanza \u00e8 di milioni di anni luce.<br \/>\nMa quando si \u00e8 creata questa distanza cos\u00ec incolmabile? Eppure c&#8217;\u00e8 stato un momento in cui i due erano vicini, a pochi metri. E&#8217; stato quando il ricco &#8220;che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti&#8221; aveva questo povero di nome Lazzaro che stava alla sua porta &#8220;bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco&#8221;.<br \/>\nErano a pochi metri, ma l&#8217;indifferenza del ricco aveva creato tra i due una distanza abissale. Fin che erano in vita entrambi si sarebbe potuta colmare con il gesto semplice di una mano che si tende in risposta di un&#8217;altra tesa a ricevere. Non \u00e8 dunque la ricchezza che getta il ricco ad anni luce dall&#8217;abbraccio di Dio e di Lazzaro, ma la sua indifferenza che lo porta a sentirsi solo e lontano da chiunque \u00e8 nel bisogno come questo povero seduto alla sua porta.<br \/>\nGes\u00f9 rivolge questa parabola ai Farisei, che per sentirsi vicini a Dio ignorano il povero come fratello e ignorano Ges\u00f9 stesso come figlio di Dio fatto uomo. Ed \u00e8 una parabola rivolta anche a noi oggi che con la nostra indifferenza creiamo abissi di distanza con chi \u00e8 nel bisogno anche accanto a noi, sia nella casa vicina alla nostra che nella nazione e nel continente vicino al nostro. L&#8217;Africa per esempio, che fintanto era un continente da sfruttare per le sue ricchezze, era vicino, ma ora viene considerato dai paesi pi\u00f9 ricchi come Plutone o come la prima galassia a 10 milioni di anni luce, che vediamo con il telescopio ma non la raggiungiamo mai. E lo stesso vale anche per Aleppo in Siria e per tutte quelle citt\u00e0\u00a0 martiri della guerra, che diventano luoghi visto da distante in modo tutto sommato indifferente, pensando che sono solo i nostri i veri problemi da affrontare.<br \/>\nE cos\u00ec come il ricco vestito di porpora e bisso (vestito griffato diremmo oggi) che mangia e beve in abbondanza, anche noi creiamo abissi di indifferenza con i poveri Lazzari del mondo, che se cercano da soli di attraversare via mare o via terra questo abisso di indifferenza, vengono poi respinti prima di tutto dal nostro cuore e poi dal nostro giudizio.<br \/>\nQuesta parabola non ci parla del Paradiso e dell&#8217;Inferno dopo la morte, che rimangono un mistero che scopriremo quando sar\u00e0\u00a0 l&#8217;ora, ma ci parlano della distanza tra Paradiso e Inferno qui in terra, una distanza che siamo prima di tutto noi a creare quando dimentichiamo di aprire gli occhi verso chi \u00e8 povero e non ci accorgiamo che senza fraternit\u00e0\u00a0 e condivisione vera, siamo noi stessi che pian piano sprofondiamo gi\u00e0\u00a0 qui in vita nell&#8217;abisso incolmabile della povert\u00e0\u00a0 di cuore.<\/b><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 25 settembre 2016 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai farisei: \u00abC&#8217;era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. 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