{"id":2684,"date":"2017-09-15T21:28:49","date_gmt":"2017-09-15T21:28:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=2684"},"modified":"2017-09-16T07:45:56","modified_gmt":"2017-09-16T07:45:56","slug":"perdono-no-stop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2017\/09\/15\/perdono-no-stop\/","title":{"rendered":"Perdono no stop!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/perdonare-70-olte-7-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-2691\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/perdonare-70-olte-7-colored.jpg\" alt=\"perdonare 70 olte 7 (colored)\" width=\"591\" height=\"420\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">DOMENICA 17 settembre 2017<\/span><\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">In quel tempo, Pietro si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr\u00f2 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. E Ges\u00f9 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"> Per questo, il regno dei cieli \u00e8 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poich\u00e8 costui non era in grado di restituire, il padrone ordin\u00f2 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cos\u00ec saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: &#8220;Abbi pazienza con me e ti restituir\u00f2 ogni cosa&#8221;. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci\u00f2 andare e gli condon\u00f2 il debito. \u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"> Appena uscito, quel servo trov\u00f2 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: &#8220;Restituisci quello che devi!&#8221;. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: &#8220;Abbi pazienza con me e ti restituir\u00f2&#8221;. Ma egli non volle, and\u00f2 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"> Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l&#8217;accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell&#8217;uomo e gli disse: &#8220;Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perch\u00e8 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver piet\u00e0\u00a0 del tuo compagno, cos\u00ec come io ho avuto piet\u00e0\u00a0 di te?&#8221;. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch\u00e8 non avesse restituito tutto il dovuto. \u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"> Cos\u00ec anche il Padre mio celeste far\u00e0\u00a0 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">(dal Vangelo di Matteo 18,21-35)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Mi ricordo di aver letto sopra la porta di un confessionale la scritta &#8220;va&#8217; e non peccare pi\u00f9&#8221;, presa da quello che Ges\u00f9 aveva detto alla donna salvata dalla lapidazione nel racconto del Vangelo di Giovanni (capitolo 8). La scritta era posta l\u00ec per ricordare che il perdono ricevuto dentro il confessionale \u00e8 proprio quello di Ges\u00f9, che trasforma una condanna in misericordia, ed \u00e8 un forte invito a cambiare vita!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Anche in questo brano del Vangelo di Matteo si parla di perdono, continuando il discorso iniziato dal brano letto domenica scorsa, nel quale Ges\u00f9 invitava a perdonare il fratello come modo per riguadagnare il rapporto con lui personalmente e dentro la comunit\u00e0\u00a0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Dopo le parole di Ges\u00f9, \u00e8 Pietro a prendere la parola, e formula una domanda che in fondo \u00e8 dentro ogni essere umano, sia dentro che fuori la comunit\u00e0\u00a0 cristiana: quante volte perdonare? c&#8217;\u00e8 un limite al perdono? Per Ges\u00f9 la risposta \u00e8 no, non c&#8217;\u00e8 limite al perdono, a meno che non lo mettiamo noi stessi. Mettere un limite al perdono significa mettersi in una strada che alla fine porta alla morte spirituale e alla vera disgregazione della comunit\u00e0\u00a0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Perdonare &#8220;settanta volte sette&#8221; il proprio fratello che ci fa un torto, significa perdonare sempre e comunque.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">E&#8217; sicuramente un discorso difficile da capire e soprattutto da vivere per tutti, a cominciare proprio da Pietro e dai discepoli che sono li ad ascoltare Ges\u00f9.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La parabola con la quale Ges\u00f9 vuole spiegare il senso e le conseguenze del perdono senza limiti \u00e8 volutamente a tinte forti ed esagerate.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il debito di 10mila talenti \u00e8 incolmabile! Facendo i calcoli di quanto valeva un talento a quel tempo (era una unit\u00e0\u00a0 di misura in oro), voleva dire praticamente essere debitore di 300mila chili d&#8217;oro! Essendo la paga di un giorno di lavoro un denaro, per restituire quel debito il servo avrebbe dovuto lavorare per il suo padrone pi\u00f9 di 160mila anni! E&#8217; chiaramente una &#8220;mission impossible&#8221;, come quelle dei film!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La preghiera &#8220;Abbi pazienza con me e ti restituir\u00f2 ogni cosa&#8221; rivolta al padrone \u00e8 chiaramente senza speranza. Il padrone potrebbe applicare le leggi che prevedevano la vendita del servo con la famiglia e i suoi beni, per avere un minimo risarcimento unito alla giusta punizione, ma non lo fa. Mosso da misericordia per la preghiera (&#8220;il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci\u00f2 andare e gli condon\u00f2 il debito&#8221;) condona di sua iniziativa (partendo dal cuore e non dalla giustizia) il debito, e quel servo \u00e8 salvo e libero.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ma la storia non finisce qui, ed ha un colpo di scena che ci fa comprender perch\u00e8 non solo devo perdonare l&#8217;altro, ma il perdono salva anche me stesso. Il servo a cui \u00e8 stata data nuova vita e speranza con il condono di un debito incolmabile, \u00e8 incapace di perdonare un servo (come lui!) che gli deve una cifra infinitamente pi\u00f9 bassa, e in quel caso colmabile (100 denari&#8230; 3 mesi di lavoro).<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il servo, che il padrone considera maligno, non \u00e8 capace di un piccolo perdono dopo averne ricevuto uno immenso. Questa incapacit\u00e0\u00a0 di perdonare lo riporta alla schiavit\u00f9 del suo vecchio debito. Con questa parabola Ges\u00f9 insegna che prima di tutto noi siamo persone perdonate, salvate e liberate! E ogni volta che perdoniamo qualcuno, gli ridiamo vita e speranza. Ma \u00e8 anche vero che nella nostra libert\u00e0\u00a0 possiamo anche dimenticare tutto questo e diventare duri di cuore, incapaci di perdonare e incapaci di dare vita al prossimo. Questo ci chiude in una prigione di cattiveria dalla quale rischiamo di non uscire pi\u00f9. Non solo &#8220;devo&#8221; perdonare, ma &#8220;ho bisogno&#8221; di perdonare, per attivare in me il perdono che a mia volta ho ricevuto e la speranza che mi \u00e8 stata data.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Una comunit\u00e0\u00a0 cristiana incapace di perdono reciproco diventa come una prigione dove i detenuti si fanno la guerra reciproca e diventa mortale. Lo stesso \u00e8 per quanto riguarda la vita di coppia, in famiglia, tra amici e colleghi. Se non si sente il bisogno di perdonare, di ridare speranza, di colmare i torti ricevuti prendendo l&#8217;iniziativa per primi, allora alla fine perdiamo tutti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Fuori dal confessionale, accanto alla frase &#8220;va&#8217; e non peccare pi\u00f9&#8221;, aggiungerei anche &#8220;va&#8217; e perdona anche tu&#8221;, sapendo che nel perdono che dar\u00f2 al mio prossimo, ritrover\u00f2 tutta la forza e la salvezza del perdono ricevuto!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Giovanni don<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 17 settembre 2017 In quel tempo, Pietro si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr\u00f2 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb. 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