{"id":3047,"date":"2019-04-26T21:07:30","date_gmt":"2019-04-26T21:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=3047"},"modified":"2019-04-26T21:07:30","modified_gmt":"2019-04-26T21:07:30","slug":"chiesa-nessuno-escluso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2019\/04\/26\/chiesa-nessuno-escluso\/","title":{"rendered":"Chiesa nessuno escluso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pasqua-senza-dubbi-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3048\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/pasqua-senza-dubbi-colored.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"529\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">DOMENICA 28 aprile 2019<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Seconda di Pasqua<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. \u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&#8217;era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e8 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ges\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e8 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e8, credendo, abbiate la vita nel suo nome.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">(dal Vangelo di Giovanni 20,19-31)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Nei racconti delle apparizioni di Ges\u00f9 risorto sono proprio i dettagli a diventare centrali per la nostra fede oggi. L&#8217;evangelista Giovanni racconta che Ges\u00f9 la sera del primo giorno della settimana, il giorno iniziato con il ritrovamento della tomba vuota, si presenta al gruppo dei discepoli riuniti insieme. L&#8217;evangelista dice precisamente &#8220;mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano&#8230; venne Ges\u00f9, stette in mezzo&#8230;&#8221;. Il dettaglio delle porte chiuse non \u00e8 messo per dire che Ges\u00f9 ha usato un particolare teletrasporto miracoloso che gli permette di attraversare porte e mura, ma \u00e8 li per ribadire una comunit\u00e0\u00a0 che si trova &#8220;separata&#8221; dal resto del popolo e soprattutto da coloro che hanno messo a morte il loro maestro. La parola &#8220;sacro&#8221; indica proprio &#8220;separato&#8221; &#8220;dedicato al culto&#8221;. Quindi la scena a cui assistiamo \u00e8 descritta come una scena sacra, dove si trova la comunit\u00e0\u00a0 dei soli credenti (anche se con un bel mix di paura, incredulit\u00e0\u00a0, dubbi e imperfezioni&#8230; come in fondo ogni gruppo umano) separata da tutti gli altri e in mezzo \u00e8 presente il Risorto. Ges\u00f9 sta in mezzo, n\u00e8 sopra n\u00e8 sotto e neppure davanti al gruppo, perch\u00e8 avrebbe significato che qualcuno aveva il &#8220;privilegio&#8221; di essere pi\u00f9 vicino e qualcuno invece il disonore di essere pi\u00f9 lontano. Giovanni per ben due volte indica la presenza di Ges\u00f9 come uno &#8220;stare in mezzo&#8221; al gruppo riunito il giorno della resurrezione. E se manca qualcuno, in questo caso Tommaso, la riunione \u00e8 imperfetta e c&#8217;\u00e8 bisogno che di nuovo il Signore Risorto venga per stare in mezzo a tutti, nessuno escluso. Fondamentale \u00e8 il racconto dei discepoli che appena torna Tommaso gli fanno l&#8217;annuncio cristiano fondamentale &#8220;Abbiamo visto il Signore&#8221;!<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Questa \u00e8 la migliore descrizione della comunit\u00e0\u00a0 cristiana che si raduna alla domenica, giorno del Signore, allora come oggi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Noi cristiani abbiamo nella loro riunione domenicale l&#8217;espressione massima della nostra identit\u00e0\u00a0 personale e come comunit\u00e0\u00a0 di discepoli. Quando ci troviamo insieme, il Signore \u00e8 in mezzo a noi, vivente. Nessuno ha il privilegio di averlo pi\u00f9 vicino di altri e di essere pi\u00f9 cristiano di altri. L&#8217;unica nostra preoccupazione \u00e8 che nessuno si senta escluso e inutile per la comunit\u00e0\u00a0. Non possiamo dite che l&#8217;incontro \u00e8 perfetto finch\u00e8 non ci siamo tutti. Quando ci troviamo insieme nel nome di Ges\u00f9, lui \u00e8 in mezzo a noi, e in questo modo diventiamo uno spazio sacro, cio\u00e8 pieno della presenza di Dio, diverso dagli altri spazi e momenti in cui ci troviamo nella vita.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Se pensiamo alle nostre chiese, gli edifici nei quali le nostre comunit\u00e0\u00a0 si radunano soprattutto la domenica, forse questa modalit\u00e0\u00a0 di incontro non sempre \u00e8 visibile immediatamente. Dal punto di vista architettonico i nostri luoghi di culto tendono a manifestare pi\u00f9 una gerarchia di vicinanza e lontananza da Dio. L&#8217;altare e il luogo della Parola di Dio sono generalmente in fondo alla navata della chiesa, al lato opposto dall&#8217;entrata. E&#8217; normale che ci sia chi \u00e8 fisicamente pi\u00f9 vicino e chi pi\u00f9 lontano. Anche se la riforma liturgica del Concilio Vaticano Secondo ha dato indicazione di porre gli altari al centro e di celebrare il pi\u00f9 possibile con un senso di circolarit\u00e0\u00a0 attorno all&#8217;altare simbolo di Cristo, alla fine non \u00e8 materialmente possibile. Ma il vero problema non \u00e8 tanto nelle strutture ma nella mentalit\u00e0\u00a0 della comunit\u00e0\u00a0 che celebra. E cos\u00ec anche il modo di intendere la Chiesa (quella con la &#8220;C&#8221; maiuscola, cio\u00e8 la comunit\u00e0\u00a0 di persone) viene vissuto come la chiesa edificio. Ges\u00f9 sembra pi\u00f9 vicino ad alcuni e pi\u00f9 lontano da altri, ci sono i pi\u00f9 devoti e i meno devoti. I pi\u00f9 degni e i meno degni. Eppure il Signore Risorto &#8220;sta in mezzo&#8221; a tutti coloro che si radunano la domenica, equidistante dal prete che celebra vicino alla mensa cos\u00ec come dall&#8217;ultimo che entra frettolosamente e rimane vicino alla porta. Il Signore risorto ha il suo luogo &#8220;sacro&#8221; nella comunit\u00e0\u00a0 dove tutti si devono sentire accolti e ricercati allo stesso modo. Ci sono tantissimi &#8220;Tommaso&#8221; che non sono presenti alle nostre Eucarestie domenicali. Non possiamo fare finta di nulla, perch\u00e8 solo con la loro presenza la presenza del Risorto sar\u00e0\u00a0 perfetta.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Da qui nasce l&#8217;esigenza di essere comunit\u00e0\u00a0 cristiana sempre pi\u00f9 inclusiva e mai esclusiva. Da qui nasce l&#8217;esigenza di metterci alla ricerca di chi si sente tagliato fuori, lontano, escluso dalla comunit\u00e0\u00a0, senza giudicare ma con la voglia di ricomporre il pi\u00f9 possibile la comunit\u00e0\u00a0 cristiana al centro della quale, nello stile della accoglienza reciproca il Signore risorto \u00e8 vivo davvero.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Giovanni don<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 28 aprile 2019 Seconda di Pasqua La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. \u00a0 Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. 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