{"id":324,"date":"2007-10-12T11:26:31","date_gmt":"2007-10-12T10:26:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=324"},"modified":"2007-10-12T12:47:55","modified_gmt":"2007-10-12T11:47:55","slug":"la-terapia-del-grazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2007\/10\/12\/la-terapia-del-grazie\/","title":{"rendered":"la terapia del &#8220;grazie&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 14 ottobre 2007 <\/strong><br \/>\n<a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/egli-paga-per-noi-colored.jpg' title='egli-paga-per-noi-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/egli-paga-per-noi-colored.miniatura.jpg' alt='egli-paga-per-noi-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>Durante il viaggio verso Gerusalemme, Ges\u00f9 attravers\u00f2 la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero<br \/>\nincontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: \u00abGes\u00f9 maestro, abbi piet\u00e0\u00a0 di noi!\u00bb. Appena li vide, Ges\u00f9 disse: \u00abAndate a presentarvi ai sacerdoti\u00bb. E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, torn\u00f2 indietro lodando Dio a gran voce; e si gett\u00f2 ai piedi di Ges\u00f9 per ringraziarlo. Era un Samaritano.<br \/>\nMa Ges\u00f9 osserv\u00f2: \u00abNon sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?<br \/>\nNon si \u00e8 trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all&#8217;infuori di questo straniero?\u00bb. E gli disse: \u00abAlzati e va&#8217;; la tua fede ti ha salvato!\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 17,11-19)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>In questi giorni sto lasciando la parrocchia dove ho speso due anni del mio ministero sacerdotale. Sono giorni nei quali la parola ricorrente delle persone che mi incontrano \u00e8 &#8220;grazie&#8221;.<br \/>\nSento che non sono ringraziamenti formali. Al contrario dietro le parole scorgo davvero un bel legame che in modi diversi e intensit\u00e0\u00a0 diverse ho costruito in questo tempo, attraverso le varie attivit\u00e0\u00a0 svolte, le celebrazioni e anche il semplice incontro quotidiano.<br \/>\nLa parola &#8220;grazie&#8221; unita poi a una motivazione o un&#8217;altra (&#8220;grazie per questo&#8230;&#8221;, &#8220;grazie di quella occasione che&#8230;&#8221; ecc.) \u00e8 una parola che davvero mi risana. Lo dico perch\u00e8 cambiare parrocchia dopo solo due anni non \u00e8 facile. Non \u00e8 facile ed \u00e8 faticoso perch\u00e8 non significa tanto non fare pi\u00f9 delle attivit\u00e0\u00a0 e iniziarne delle altre in un altro posto, ma cambiare significa prima di tutto &#8220;tagliare&#8221; i  legami e modificare in modo non semplice le proprie relazioni quotidiane. E ricevendo tanti &#8220;grazie&#8221;, anch&#8217;io non posso che rispondere con altri personali &#8220;grazie&#8221;  alle persone che devo lasciare. E mi sento pi\u00f9 in pace&#8230;<br \/>\nIl Vangelo di questa domenica insiste molto su questa dimensione del &#8220;grazie&#8221;. Facciamo fatica a ringraziare, perch\u00e8 ringraziare significa riconoscere che abbiamo avuto bisogno dell&#8217;altro. E la tentazione forte di esser assolutamente autonomi \u00e8 grande e ci condiziona. Non vorremo mai aver bisogno di dire grazie a nessuno. Abbiamo paura di riconoscere che siamo poveri in molte cose e senza l&#8217;altro non possiamo farcela. E nello stesso tempo la tentazione dell&#8217;egoismo ci porta inconsciamente a non voler che nessuno ci debba dire un giorno &#8220;grazie&#8221; perch\u00e8 significa che abbiamo dovuto aiutare e soccorrere chi era pi\u00f9 povero di noi in qualcosa. Ovviamente non parlo dei &#8220;grazie&#8221; formali e delle piccole cose. Parlo delle esperienze forti della vita e di quando ci imbattiamo nelle difficolt\u00e0\u00a0 vere nostre e altrui che ci &#8220;obbligano&#8221; a soccorrerci reciprocamente.<br \/>\nDire &#8220;grazie&#8221; \u00e8 anche riconoscere la libert\u00e0\u00a0 dell&#8217;altro dal quale non possiamo pretendere nulla. Il &#8220;grazie&#8221; che manifestiamo a voce e con i gesti risana realmente le nostre relazioni umane ammalate spesso di pretese e prepotenze e ammalate anche di isolamento e pretesa di autonomia assoluta.<\/p>\n<ul>\nE anche con Dio siamo spesso cos\u00ec: pretendiamo da lui tutto oppure lo ignoriamo. Imparare a ringraziare Dio significa ritrovare il giusto rapporto tra noi e l&#8217;Altissimo, che con Ges\u00f9 \u00e8 diventato &#8220;bassissimo&#8221;, vicino a noi fin a diventare bisognoso di noi.<br \/>\nMi fa riflettere infatti l&#8217;episodio del Vangelo nel quale Ges\u00f9 sembra manifestare il bisogno di esser ringraziato della guarigione donata. La guarigione \u00e8 stata gratuita per tutti e 10 i lebbrosi ma la finalit\u00e0\u00a0 non era tanto la sanit\u00e0\u00a0 del corpo, ma principalmente la relazione dei guariti con Lui e con il Padre.<br \/>\nSolo uno dei 10 ha riconosciuto non solo il dono ricevuto ma anche il donatore, e per questo torna indietro per dire &#8220;grazie&#8221;. E in quel &#8220;grazie&#8221; a Ges\u00f9 ritrova un amico e una salvezza pi\u00f9 profonda di quella della pelle dalla lebbra.<br \/>\nPer questo credo che imparare a dire &#8220;grazie&#8221; sia davvero una terapia. Guarisce i rapporti tra di noi e ci fa sentire Dio vicino. Guariamo dalla solitudine della quale spesso siamo noi stessi colpevoli e ci avvicina gli uni agli altri riconoscendo serenamente che da soli non ce la facciamo. Per questo Dio ci ha messi insieme. Per avere sempre pi\u00f9 occasioni di dirci gli uni gli altri &#8220;grazie&#8221;.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovannidon<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 14 ottobre 2007 Durante il viaggio verso Gerusalemme, Ges\u00f9 attravers\u00f2 la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: \u00abGes\u00f9 maestro, abbi piet\u00e0\u00a0 di noi!\u00bb. Appena li vide, Ges\u00f9 disse: \u00abAndate a presentarvi ai sacerdoti\u00bb. E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, torn\u00f2 indietro lodando Dio a gran voce; e si gett\u00f2 ai piedi di Ges\u00f9 per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Ges\u00f9 osserv\u00f2: \u00abNon sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si \u00e8 trovato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-324","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/324\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}