{"id":3402,"date":"2020-10-03T15:46:12","date_gmt":"2020-10-03T15:46:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=3402"},"modified":"2020-10-03T15:46:12","modified_gmt":"2020-10-03T15:46:12","slug":"frutti-di-vita-frutti-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2020\/10\/03\/frutti-di-vita-frutti-di-morte\/","title":{"rendered":"frutti di vita, frutti di morte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/parabole-e-vigna-colored.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3403\" src=\"http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/parabole-e-vigna-colored.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"494\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">DOMENICA 4 ottobre 2020<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">XXVII anno A<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">\u00abAscoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo, che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Quando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mand\u00f2 di nuovo altri servi, pi\u00f9 numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Da ultimo mand\u00f2 loro il proprio figlio dicendo: &#8220;Avranno rispetto per mio figlio!&#8221;. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: &#8220;Costui \u00e8 l&#8217;erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredit\u00e0\u00a0!&#8221;. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Quando verr\u00e0\u00a0 dunque il padrone della vigna, che cosa far\u00e0\u00a0 a quei contadini?\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Gli risposero: \u00abQuei malvagi, li far\u00e0\u00a0 morire miseramente e dar\u00e0\u00a0 in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">E Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon avete mai letto nelle Scritture:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">&#8220;La pietra che i costruttori hanno scartato<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">\u00e8 diventata la pietra d&#8217;angolo;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">questo \u00e8 stato fatto dal Signore<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">ed \u00e8 una meraviglia ai nostri occhi&#8221;?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Perci\u00f2 io vi dico: a voi sar\u00e0\u00a0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0\u00a0 dato a un popolo che ne produca i frutti\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">(dal Vangelo di Matteo 21,33-43)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ancora una volta una vigna come immagine scelta da Ges\u00f9 per la sua parabola. Ancora una volta un padrone che la vuole affidare la coltivazione ad altri per aiutarlo. Questa volta la storia di Ges\u00f9 gioca su un forte contrasto che percorre tutto il racconto. Inizia con un uomo che con molta cura (segno di amore&#8230;) crea la propria vigna perch\u00e8 dia dei frutti. Il frutto \u00e8 possibile solo se prima di tutto il padrone sistema bene il terreno proteggendolo con una siepe e una torre e con un torchio, ma fondamentale sar\u00e0\u00a0 il lavoro dei contadini ai quali affida la vigna. Il contrasto nel racconto \u00e8 con l&#8217;azione omicida e depredatoria dei contadini. Questi desiderosi di tenersi il terreno ci sono mostrati non in un atteggiamento di cura ma di violenza: bastonano, lapidano, uccidono gli inviati del padrone e persino suo figlio. Alla fine il frutto del loro operato sar\u00e0\u00a0 morte e la perdita della fiducia del padrone nonch\u00e8 essere cacciati.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Da una parte la cura e la fiducia del padrone e dall&#8217;altra violenza e desiderio omicida di possedere tutto a ogni costo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Anche stavolta la cronaca di questi giorni sembra rispecchiarsi quasi perfettamente nell&#8217;antico racconto di Ges\u00f9. Tutti siamo stati colpiti dal terribile fatto di quel giovanissimo ragazzo che invidioso della felicit\u00e0\u00a0 di due giovani che conosceva, ha progettato e messo in atto la loro morte. Il frutto della sua mente \u00e8 stata la violenza perch\u00e8 voleva possedere anche lui quella felicit\u00e0\u00a0 che stava crescendo in altri.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ma anche allargando lo sguardo oltre il singolo fatto di cronaca, se guardiamo bene anche tutto il terribile problema del disastro ecologico si fonda sull&#8217;egoismo dell&#8217;uomo che con violenza depreda il creato che gli \u00e8 stato affidato da Dio. E anche le guerre tra i popoli e ogni forma di sopraffazione tra nazioni che crea povert\u00e0\u00a0 e migrazioni sono sempre frutto della malata visione dell&#8217;uomo che pensa di essere felice solo se conquista, possiede, depreda e consuma.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Ges\u00f9 ancora una volta con quel padrone della vigna ci vuole parlare di Dio, e nei contadini omicidi vede gli uomini quando stravolgono il loro rapporto con Dio e tra di loro. Ges\u00f9 vuole stimolare in coloro che lo ascoltano un profondo esame di coscienza per rendersi conto che nell&#8217;atteggiamento di continua conquista, nel possedere ad ogni costo e consumare i beni non sta la felicit\u00e0\u00a0 dell&#8217;uomo ma la sua distruzione. Il padrone della vigna \u00e8 Dio che invece si fida e affida all&#8217;uomo in un atteggiamento di dono e di continua misericordia, ma l&#8217;uomo rischia davvero di dimenticarlo e quindi arrivare a distruggere il creato, il fratello e anche s\u00e8 stesso.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Proprio in questa domenica che cade il 4 ottobre, ricordiamo un uomo che invece ha percorso la strada diametralmente opposta da quella descritta nella parabola. Francesco di Assisi spogliandosi di ogni pretesa di possedere e di ogni desiderio di potere, ha saputo interpretare con la propria vita il Vangelo di Ges\u00f9. San Francesco diventando povero di tutto ha fatto della sua vita un dono ricchissimo di amore che ancora oggi, dopo ben 8 secoli \u00e8 un segno modernissimo di un mondo nuovo. Proprio oggi il papa che porta il nome del Santo di Assisi, Francesco, ha voluto pubblicare una sua lettera enciclica dal titolo fortemente evocativo: &#8220;Fratelli tutti&#8221;. Gi\u00e0\u00a0 in queste due parole che iniziano la sua Enciclica troviamo il senso positivo della pagina di Vangelo di questa domenica. Siamo tutti fratelli e il mondo non \u00e8 &#8220;mio&#8221; ma di &#8220;Dio&#8221; che come Padre lo affida a tutti. Nessuno \u00e8 proprietario del mondo, ma tutti siamo affidatari perch\u00e8 il mondo, con i suoi beni e soprattutto con le persone che lo abitano, portino il vero frutto. E&#8217; la fraternit\u00e0\u00a0 la chiave di lettura del Vangelo, e perch\u00e8 il Vangelo diventi vita e porti quel frutto per il quale Dio stesso lo ha piantato nella storia attraverso le mani aperte di Ges\u00f9.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Giovanni don<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA 4 ottobre 2020 XXVII anno A In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abAscoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo, che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano. Quando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. 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