{"id":383,"date":"2008-03-21T11:00:34","date_gmt":"2008-03-21T10:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=383"},"modified":"2008-03-21T11:00:34","modified_gmt":"2008-03-21T10:00:34","slug":"pasqua-terremoto-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2008\/03\/21\/pasqua-terremoto-di-vita\/","title":{"rendered":"Pasqua: terremoto di vita"},"content":{"rendered":"<p><strong>23 marzo 2008<br \/>\nPasqua di Risurrezione<\/strong><br \/>\n<a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/pasqua-elettorale-colored.jpg' title='pasqua-elettorale-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/pasqua-elettorale-colored.miniatura.jpg' alt='pasqua-elettorale-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>Dopo il sabato, all&#8217;alba del primo giorno della settimana, Maria di M\u00e0\u00a0gdala e l&#8217;altra Maria andarono a visitare la tomba.<br \/>\nEd ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicin\u00f2, rotol\u00f2 la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.<br \/>\nL&#8217;angelo disse alle donne: \u00abVoi non abbiate paura! So che cercate Ges\u00f9, il crocifisso. Non \u00e8 qui. E&#8217; risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: &#8220;E&#8217; risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; l\u00e0\u00a0 lo vedrete&#8221;. Ecco, io ve l&#8217;ho detto\u00bb.<br \/>\nAbbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l&#8217;annuncio ai suoi discepoli.<br \/>\nEd ecco, Ges\u00f9 venne loro incontro e disse: \u00abSalute a voi!\u00bb. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: l\u00e0\u00a0 mi vedranno\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 28,1-10)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Venerd\u00ec santo e sabato santo: Ges\u00f9 \u00e8 morto. Una pesante pietra \u00e8 stata messa davanti l&#8217;ingresso del sepolcro. E&#8217; stata pure sigillata ed \u00e8 protetta da guardie.<br \/>\nCos\u00ec si chiude il racconto della morte  e sepoltura di Ges\u00f9, grande maestro di vita che insegnava molte cose su Dio e che faceva segni di guarigione e di vita.<br \/>\nTutto \u00e8 cos\u00ec drammatico ma anche estremamente normale: cos\u00ec vanno le cose, non si pu\u00f2 cambiare il destino. Il venerd\u00ec e il sabato di Ges\u00f9 sono giorni tristissimi per i suoi discepoli e discepole ma non ci si pu\u00f2 aspettare nulla di diverso. Il clima \u00e8 carico di una grande rassegnazione che sembra essere l&#8217;unica cosa da fare di fronte a drammi come questo.<br \/>\nIl venerd\u00ec e il sabato santo descrivono veramente la nostra vita, che \u00e8 fatta di cose che finiscono, di gioie mai definitive, di legami che si spezzano per abbandoni e morti. Il mondo che cerca la felicit\u00e0\u00a0 e la ricchezza sa che deve fare i conti con la morte che alla fine, in un modo o nell&#8217;altro, arriva.<br \/>\nRimane solo la rassegnazione che si trasforma molto spesso in immobilismo: cosa posso fare?&#8230; &#8220;niente!&#8221; \u00e8 la risposta che spontanea nasce nel cuore rassegnato.<br \/>\nQualche giorno fa ho visto in televisione un documento sconvolgente sulla vita dei poveri a Bucarest, in Romania. In un contesto molto simile alle nostre citt\u00e0\u00a0 italiane uomini e donne, giovani e vecchi, vivono respirando colla e vernice come droga e abitano sotto l&#8217;asfalto, in cunicoli pieni di immondizie e scarafaggi dove passano le condutture del riscaldamento cittadino. Le immagini facevano vedere questi esseri umani discendere e poi riemergere dai tombini come scendessero ed emergessero da tombe, ma non in bei cimiteri adorni di belle lapidi e colorati fiori, ma in mezzo a strade e discariche cittadine.<br \/>\nChe posso fare io? Che possiamo fare noi per povert\u00e0\u00a0 come questa? Che possiamo fare per i somali che muoiono in mare verso lo Yemen fuggendo dall&#8217;infinita guerra civile? Che posso fare io quando incrocio un povero immigrato, un anziano solo, o quando vengo a sapere che quella famiglia o quell&#8217;altra sono in difficolt\u00e0\u00a0 economiche o divise?<br \/>\nCosa posso fare quando avverto che io stesso sono solo e ferito nel corpo o nello spirito?<br \/>\nL&#8217;unica cosa che ci rimane \u00e8 sopportare e non fare nulla se non per noi stessi nell&#8217;immediato?<br \/>\nE&#8217; la rassegnazione del venerd\u00ec e del sabato santo?<\/p>\n<ul>\nIl giorno dopo il sabato le donne tristi e rassegnate che vanno al sepolcro di Ges\u00f9 (e anche ai nostri sepolcri) trovano una pietra spostata dal sepolcro e i segni della morte spazzati via dal terremoto della resurrezione.<br \/>\nE insieme alla pietra anche la tristezza paralizzante \u00e8 tolta e c&#8217;\u00e8 un nuovo slancio di vita che muove il loro cuore, i loro piedi e le loro mani. E&#8217; di questo terremoto di vita che ho bisogno, che abbiamo bisogno. Non voglio rimanere ingabbiato e immobilizzato dai segni di morte che si moltiplicano e che vorrebbero gettarmi nel non-impegno e nella tristezza del vivere solo per me stesso e basta.<br \/>\nLa resurrezione di Ges\u00f9 e anche nostra, \u00e8 per noi. E&#8217; un segnale di vita, \u00e8 un elettroshock spirituale che dal quell&#8217;alba di Gerusalemme si \u00e8 diffuso fino a noi, a me oggi. Molti nella storia ci hanno creduto e lo hanno vissuto. L&#8217;annuncio della resurrezione si \u00e8 propagati nel tempo e nello spazio ed \u00e8 arrivata a me, a noi, oggi in questo giorno di Pasqua.<br \/>\nVoglio entrare anche io in questa scia di testimoni e di risorti spirituali. Non voglio che la tristezza faccia da padrona nella mia vita. Chiedo al Signore che \u00e8 risorto dalla sua tomba sigillata di scuotermi e di far risorgere anche me oggi, domani&#8230; sempre. So infatti che non celebro la sua Pasqua solo nella solenne messa di questa domenica, ma la celebro ogni volta che mi rialzo dalle mie rassegnazioni e tristezze e mi muovo per diventare io stesso terremoto di vita, che toglie pietre di morte e fa uscire gli altri dalle loro tombe.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23 marzo 2008 Pasqua di Risurrezione Dopo il sabato, all&#8217;alba del primo giorno della settimana, Maria di M\u00e0\u00a0gdala e l&#8217;altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicin\u00f2, rotol\u00f2 la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L&#8217;angelo disse alle donne: \u00abVoi non abbiate paura! So che cercate Ges\u00f9, il crocifisso. Non \u00e8 qui. 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