{"id":3845,"date":"2022-01-15T12:10:05","date_gmt":"2022-01-15T11:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=3845"},"modified":"2022-01-15T12:13:55","modified_gmt":"2022-01-15T11:13:55","slug":"3845","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2022\/01\/15\/3845\/","title":{"rendered":"non c&#8217;\u00e8 fede senza festa"},"content":{"rendered":"<p><em>Non c\u2019\u00e8 fede senza festa. Maria prima che madre \u00e8 donna di fede, che vede quello che manca anche oggi nelle nostre chiese e nel mondo. Manca il vino della gioia e della speranza. E proprio lei ci invita a fare quello che Ges\u00f9 ci indica perch\u00e9 nelle nostre comunit\u00e0 si viva come una festa di nozze e non come un funerale.<\/em><\/p>\n<p><em>(DOMENICA 16 gennaio 2022 II tempo ordinario C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c\u2019era la madre di Ges\u00f9. Fu invitato alle nozze anche Ges\u00f9 con i suoi discepoli.<br \/>\nVenuto a mancare il vino, la madre di Ges\u00f9 gli disse: \u00abNon hanno vino\u00bb. E Ges\u00f9 le rispose: \u00abDonna, che vuoi da me? Non \u00e8 ancora giunta la mia ora\u00bb. Sua madre disse ai servitori: \u00abQualsiasi cosa vi dica, fatela\u00bb.<br \/>\nVi erano l\u00e0 sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Ges\u00f9 disse loro: \u00abRiempite d\u2019acqua le anfore\u00bb; e le riempirono fino all\u2019orlo. Disse loro di nuovo: \u00abOra prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto\u00bb. Ed essi gliene portarono.<br \/>\nCome ebbe assaggiato l\u2019acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto \u2013 il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l\u2019acqua \u2013 chiam\u00f2 lo sposo e gli disse: \u00abTutti mettono in tavola il vino buono all\u2019inizio e, quando si \u00e8 gi\u00e0 bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora\u00bb.<br \/>\nQuesto, a Cana di Galilea, fu l\u2019inizio dei segni compiuti da Ges\u00f9; egli manifest\u00f2 la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.<\/p>\n<p>(dal Vangelo di Giovanni 2,1-11)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una volta ad un bambino ho chiesto: \u201cCome si chiama la tua mamma?\u201d, e lui mi rispose candidamente: \u201cMamma!\u201d. Era quello il suo nome vero, non quello anagrafico, il nome che descrive meglio chi \u00e8 quella donna che gli sta accanto, lo segue e lo protegge, e gli fa capire anche con un solo sguardo quello che \u00e8 giusto fare per lui.<\/p>\n<p>Nel Vangelo di Giovanni, la madre di Ges\u00f9 appare nel racconto solamente due volte. La troviamo qui in questo racconto delle nozze di Cana e poi sotto la croce. L\u2019evangelista non ci dice mai il suo nome, ma la indica solamente come \u201csua madre\u201d. E anche lo stesso Ges\u00f9, nelle poche battute di dialogo che ci vengono riportate, non la chiama neanche \u201cmamma\u201d, ma usa un termine che appare nell\u2019immediato molto freddo, cio\u00e8 \u201cdonna\u201d. Nel racconto di questo evangelista \u00e8 completamente assente il calore narrativo che troviamo nei Vangeli di Luca o Matteo, quando descrivono la nascita di Ges\u00f9 e il suo rapporto con Maria e Giuseppe. Ges\u00f9 risulta quasi antipatico quando dice alla madre: \u201cDonna, che vuoi da me? Non \u00e8 ancora giunta la mia ora\u201d. Eppure, facendo solo un piccolo sforzo e andando oltre l\u2019apparenza delle parole cos\u00ec fredde, il Vangelo ci restituisce quello chi veramente \u00e8 Maria, e in che modo \u00e8 per noi un modello stupendo di fede e di relazione vera con Ges\u00f9. Forse come bambini, dobbiamo usare pi\u00f9 il cuore e l\u2019intuizione della fede, ed entrare cos\u00ec nella relazione tra Ges\u00f9 e Maria, che anche qui ci viene donata come madre nella fede.<\/p>\n<p>Oltre al dialogo spigoloso e \u201cantipatico\u201d tra Ges\u00f9 e la madre, anche il contesto dell\u2019evento se rimaniamo in superfice ha qualche problema. L\u2019evangelista Giovanni racconta solo sette miracoli di Ges\u00f9, e tra questi ci sono guarigioni e addirittura la resurrezione di un morto. Questo primo miracolo se guardiamo bene \u00e8 alquanto banale e piccolo: procurare del vino per una festa di nozze. Come se non ci fossero problemi pi\u00f9 grandi in Israele e nella vita delle persone di allora! Eppure questo miracolo diventa un segno che alimenta la fede dei suoi discepoli e manifesta l\u2019identit\u00e0 profonda di Ges\u00f9. L\u2019evangelista mette questo ricordo all\u2019inizio di tutti i gesti e parole del Maestro perch\u00e9 rivela lo stile di azione di Ges\u00f9 in tutta la sua storia. Siamo quindi \u201ccostretti\u201d ad andare oltre la superfice narrativa e comprendere che le \u201cnozze\u201d nella cultura religiosa di allora sono il segno pi\u00f9 bello della relazione tra Dio e il suo popolo, tra Dio e gli esseri umani. In queste nozze di Cana \u00e8 simboleggiato un rapporto che rischia di fallire, privo di vino, cio\u00e8 privo di gioia e festa, trasformato in un contenitore arido, come sono vuote quelle anfore di pietra. Maria si accorge di questo pericolo e dicendo semplicemente \u201cnon hanno vino\u201d, coglie quello che manca nella festa all\u2019apparenza perfetta ma priva di vita. Qui davvero Maria \u00e8 la donna che vede l\u2019essenziale e sa anche chi pu\u00f2 risolvere il problema, chi pu\u00f2 portare quello che manca, e questo \u00e8 proprio Ges\u00f9, suo figlio. Ges\u00f9 la chiama \u201cdonna\u201d perch\u00e9 vede in lei tutti noi, che non abbiamo quel legame di sangue unico. Maria prima di essere madre nel corpo \u00e8 discepola per scelta, ed \u00e8 in questo che viene esaltata da Ges\u00f9. Ges\u00f9 dicendo a lei \u201c\u2026 non \u00e8 ancora giunta la mia ora\u201d, con poche parole punta l\u2019attenzione sul momento vertice a cui tutto tende, ed \u00e8 l\u2019ora della croce, quando Ges\u00f9 dar\u00e0 il segno pi\u00f9 grande che \u00e8 \u201cdare la vita per amore\u201d, quando l\u2019amore (come quello unico di una madre) \u00e8 il miracolo pi\u00f9 grande!<\/p>\n<p>\u201cQualsiasi cosa vi dica, fatela\u201d. In queste parole c\u2019\u00e8 il ritratto pi\u00f9 bello di Maria, donna di fede, che ha capito le parole apparentemente di rifiuto di Ges\u00f9. Lei ha capito e sa che in Ges\u00f9, suo Maestro prima che suo figlio, c\u2019\u00e8 la vera risposta per ritrovare quella gioia e quella festa che non possono mancare nella vita di ogni essere umano e nella relazione con Dio.<\/p>\n<p>\u201cNon hanno vino\u201d \u00e8 quello che Maria dice anche a me, a noi, che come Chiesa siamo chiamati prima di tutto a riattivare la festa e la gioia dentro la nostra comunit\u00e0, superando legalismi, durezze e giudizi che spengono la Chiesa e la rendono pi\u00f9 un funerale che una festa di nozze. Pi\u00f9 che preoccuparci che ci sono meno persone che vengono a messa o che frequentano i nostri incontri, preoccupiamoci se c\u2019\u00e8 \u201cvino\u201d, gioia, amore e cura delle persone dentro la nostra parrocchia e nella Chiesa in generale. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 fede senza festa, come a Cana non ci sono nozze senza vino buono.<br \/>\nCome ci indica Maria, donna presente nell\u2019ora giusta e definitiva di Ges\u00f9, siamo chiamati a fare tutto quello che Ges\u00f9 ci dir\u00e0. Ed \u00e8 proprio lei che ce lo dice una volta sola ma per sempre.<\/p>\n<p>E facciamo quello che ci dice il Vangelo con la stessa fiducia del bambino verso la sua mamma, lui che \u00e8 certo che quella donna, di cui magari non pronuncia mai il nome anagrafico, ha solamente parole di vita ed \u00e8 li per rendere la sua vita piena e gioiosa.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 fede senza festa. Maria prima che madre \u00e8 donna di fede, che vede quello che manca anche oggi nelle nostre chiese e nel mondo. Manca il vino della gioia e della speranza. E proprio lei ci invita a fare quello che Ges\u00f9 ci indica perch\u00e9 nelle nostre comunit\u00e0 si viva come una festa di nozze e non come un funerale. (DOMENICA 16 gennaio 2022 II tempo ordinario C)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3846,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3845","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3845"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3849,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3845\/revisions\/3849"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}