{"id":3886,"date":"2022-03-18T19:59:38","date_gmt":"2022-03-18T18:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=3886"},"modified":"2022-03-18T19:59:38","modified_gmt":"2022-03-18T18:59:38","slug":"quaresima-bellica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2022\/03\/18\/quaresima-bellica\/","title":{"rendered":"quaresima bellica"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9 legge la storia del suo tempo con gli occhi di Dio, non con lo sguardo giudicante o indifferente che abbiamo spesso noi uomini. Ges\u00f9 ci richiama alla responsabilit\u00e0 di prenderci cura di chi soffre, di chi \u00e8 colpito dalle tragedie della vita. Questa \u00e8 la conversione che siamo chiamati a fare in questo tempo di quaresima segnato dalla guerra in Ucraina, tempo di preghiera e di azione nella carit\u00e0 che costruiscono la pace.<\/em><\/p>\n<p>(DOMENICA 20 marzo 2022 III di Quaresima anno C)<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Ges\u00f9 il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Ges\u00f9 disse loro: \u00abCredete che quei Galilei fossero pi\u00f9 peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali croll\u00f2 la torre di S\u00ecloe e le uccise, credete che fossero pi\u00f9 colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo\u00bb.<br \/>\nDiceva anche questa parabola: \u00abUn tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov\u00f2. Allora disse al vignaiolo: \u201cEcco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest\u2019albero, ma non ne trovo. T\u00e0glialo dunque! Perch\u00e9 deve sfruttare il terreno?\u201d. Ma quello gli rispose: \u201cPadrone, lascialo ancora quest\u2019anno, finch\u00e9 gli avr\u00f2 zappato attorno e avr\u00f2 messo il concime. Vedremo se porter\u00e0 frutti per l\u2019avvenire; se no, lo taglierai\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>(dal Vangelo di Luca 13,1-9)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per noi cristiani anche quest\u2019anno come due anni fa i tempi della storia sono andati quasi pari passo con quelli della liturgia. Nel 2020 l\u2019inizio del tempo quaresimale \u00e8 praticamente coinciso con l\u2019inizio della pandemia, che ci ha rinchiuso tutti dentro casa e dentro le nostre paure. La quarantena \u00e8 coincisa con la quaresima, in una coincidenza fortemente simbolica. Quest\u2019anno la quaresima \u00e8 iniziata quasi contemporaneamente con la guerra in Ucraina, nel cuore (geografico e simbolico) della nostra Europa. E di nuovo le nostre paure si sono come riaccese insieme a quel senso di incertezza per il futuro che abbiamo gi\u00e0 conosciuto con la pandemia. Se i tempi della liturgia sono prevedibili dal calendario tradizionale, quelli della storia non lo sono affatto, e questo intreccio che il caso ha voluto, per me diventa ancora una volta una provocazione a legare la mia fede alla mia vita e alla vita del mondo, perch\u00e9 questo \u00e8 uno dei principali insegnamenti del Vangelo. Infatti la storia di Ges\u00f9, i suoi insegnamenti e gesti che noi come cristiani celebriamo nelle nostre liturgie, sono la realt\u00e0 di Dio che entra dentro la realt\u00e0 umana. La storia dell\u2019uomo, con le sue tragedie e drammi e anche con le conquiste positive, \u00e8 legata alla storia di Dio, alla storia della salvezza.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, nel racconto di questa terza domenica di Quaresima, viene provocato su due avvenimenti drammatici del suo tempo, dei quali non sappiamo poi molto, ma che rappresentano due eventi di cronaca come quelli che sentiamo oggi: una strage di abitanti della Galilea da parte della potenza romana e il crollo di una torre a Gerusalemme. Sono due eventi di violenza umana e di catastrofe che drammaticamente sembrano richiamare proprio quello che stiamo vivendo in questi anni a livello mondiale: una guerra e una pandemia. Ges\u00f9 vede quei due eventi come un appello alla conversione e non come punizione divina. Nel contesto religioso di allora si pensava che un evento drammatico che colpiva una persona rappresentava la punizione divina per dei suoi peccati. Era questo un modo per spiegare le tragedie degli altri e tirarsene fuori come se riguardasse solo chi era coinvolto. Ges\u00f9 smonta questa falsa teoria su Dio e richiama tutti ad un senso profondo di responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0. Nessuno pu\u00f2 ritenersi migliore di chi \u00e8 coinvolto in tragedie, e la vera tragedia \u00e8 quella di pensare solo a s\u00e9 stessi e di non partecipare alle sofferenze di tutti. Quello che capita nella storia, tragedie e guerre, sia vicine che lontane, riguarda tutti. Ges\u00f9 per primo si \u00e8 coinvolto in ogni vicenda umana caricandola sul suo corpo. Ges\u00f9 \u00e8 dentro la storia del suo tempo e la storia di ogni tempo, dentro questa pandemia, dentro questa guerra in Ucraina, dentro le tragedie umane e guerre che continuano ad esserci nel mondo anche se non le vediamo o non le vogliamo vedere. Ges\u00f9 \u00e8 dentro la vita di chi ci sta accanto e che magari non vogliamo aiutare, dentro le povert\u00e0 e miserie anche di chi sbaglia ma non merita mai di essere lasciato solo e dimenticato. La conversione a cui Ges\u00f9 richiama i suoi contemporanei e i suoi discepoli, non \u00e8 quella mentale di passare dal non credere al credere in Dio, ma \u00e8 un richiamo alla conversione prima di tutto per noi che diciamo di credere ma che spesso ci chiudiamo nella nostra vita disinteressandoci del prossimo. La conversione \u00e8 quella dal pensare solamente a s\u00e9 stessi giudicando l\u2019altro al prendersi cura dell\u2019altro. La parabola finale di questo brano di Vangelo \u00e8 un richiamo a prendersi cura del prossimo e della storia umana perch\u00e9 possano crescere quei frutti di bene e di amore che spesso mancano e rendono apparentemente sterile la vita. Il Vangelo ci invita a prenderci cura del prossimo come ha fatto Ges\u00f9 che \u00e8 venuto in un mondo religioso ormai sterile di bene, ripiegato su se stesso in riti e tradizioni vuote che non portavano a nulla. Ges\u00f9 \u00e8 quel vignaiolo della parabola che crede che anche l\u2019albero pi\u00f9 sterile se \u00e8 amato e curato pu\u00f2 dare un frutto.<\/p>\n<p>Sarebbe davvero bello che questo tempo di quaresima \u201cbellico\u201d non solo terminasse con una Pasqua di pace per l\u2019Ucraina e per tutti i popoli in guerra, ma diventasse anche per noi un tempo per convertirci alla solidariet\u00e0 concreta, alla cura del prossimo, chiunque esso sia. Questa quaresima \u201cbellica\u201d ci porti a celebrare una Pasqua di resurrezione del cuore, facendoci scoprire che siamo capaci, nonostante tutti i nostri difetti, paure ed errori, di portare sempre buoni frutti e capaci di rendere il mondo meno sterile di amore.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 legge la storia del suo tempo con gli occhi di Dio, non con lo sguardo giudicante o indifferente che abbiamo spesso noi uomini. Ges\u00f9 ci richiama alla responsabilit\u00e0 di prenderci cura di chi soffre, di chi \u00e8 colpito dalle tragedie della vita. Questa \u00e8 la conversione che siamo chiamati a fare in questo tempo di quaresima segnato dalla guerra in Ucraina, tempo di preghiera e di azione nella carit\u00e0 che costruiscono la pace. 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