{"id":4026,"date":"2022-10-22T10:09:48","date_gmt":"2022-10-22T08:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4026"},"modified":"2022-10-22T10:17:00","modified_gmt":"2022-10-22T08:17:00","slug":"vanita-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2022\/10\/22\/vanita-spirituale\/","title":{"rendered":"vanit\u00e0 spirituale"},"content":{"rendered":"<p><em>Davanti a Dio non siamo in una gara in chi \u00e8 pi\u00f9 bravo, in chi rispetta meglio le regole. Dio non \u00e8 un burocrate che controlla le nostre carte in regola e gli altri non sono nostri avversari da battere in &#8220;santit\u00e0 morale e religiosa&#8221;. Davanti a Dio siamo tutti figli amati e lui come Padre da noi vuole solo un cuore aperto, pronto ad amare lui e i fratelli.<\/em><\/p>\n<p><em>(DOMENICA 23 ottobre 2022 &#8211; XXX tempo ordinario anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l\u2019intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:<br \/>\n\u00abDue uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l\u2019altro pubblicano.<br \/>\nIl fariseo, stando in piedi, pregava cos\u00ec tra s\u00e9: \u201cO Dio, ti ringrazio perch\u00e9 non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, ad\u00f9lteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo\u201d.<br \/>\nIl pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: \u201cO Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore\u201d.<br \/>\nIo vi dico: questi, a differenza dell\u2019altro, torn\u00f2 a casa sua giustificato, perch\u00e9 chiunque si esalta sar\u00e0 umiliato, chi invece si umilia sar\u00e0 esaltato\u00bb.<\/p>\n<p>(dal Vangelo di Luca 18,9-14)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVanit\u00e0, decisamente il mio peccato preferito!\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 la battuta chiave del film \u201cL\u2019avvocato del Diavolo\u201d, pellicola thriller\/fantastica del 1997. Viene pronunciata da Al Pacino che interpreta il diavolo in persona travestito da capo di un enorme studio legale di New York. La storia si svolge al giorno d\u2019oggi nel mondo dei tribunali, e il diavolo per mantenere il suo potere sull\u2019umanit\u00e0 si insinua proprio in quelli che dovrebbero essere i templi della legalit\u00e0 e dell\u2019ordine, i luoghi dove si dovrebbero salvaguardare le persone dalle ingiustizie e fare giustizia. Il diavolo mette alla prova un giovane avvocato di provincia puntando sulla sua vanit\u00e0 che gli viene dal successo e dal potersi vantare di non fare mai errori nel suo lavoro.<\/p>\n<p>La scena della parabola raccontata da Ges\u00f9 non si svolge in un\u2019aula di un tribunale newyorkese ma nel Tempio di Gerusalemme, il luogo per eccellenza della presenza di Dio, e ci fa ascoltare la preghiera di due uomini che pi\u00f9 opposti non possono essere: un fariseo e un esattore delle tasse. Chi allora ascoltava il racconto di Ges\u00f9 (senza l\u2019introduzione che fa l\u2019evangelista Luca che commenta in anticipo l\u2019insegnamento di Ges\u00f9) sicuramente avrebbe indicato come personaggio \u201cbuono\u201d ed \u201cesemplare\u201d il fariseo. Con la sua preghiera fatta secondo le usanze mostra una rettitudine di vita che non ha macchie e insuccessi, e ascoltando l\u2019elenco che fa delle sue azioni, supera persino quelle che erano le prescrizioni del tempo (digiuna due volte la settimana e paga le decime di tutto). Il personaggio \u201ccattivo\u201d e da non imitare \u00e8 invece il secondo, il pubblicano, che rimane a distanza e non ha nulla da esibire a Dio nella sua irrecuperabile condotta di vita che lo rende maledetto. Hanno in comune solo il fatto che sono entrambi nello stesso luogo e stanno rivolgendo la loro preghiera a Dio. Ma la conclusione che fa Ges\u00f9 della parabola \u00e8 come sempre spiazzante. Secondo le sue parole \u00e8 il pubblicano ad essere ascoltato e salvato da Dio, mentre per il primo, il fariseo, non c\u2019\u00e8 nulla da parte di Dio. Delle due preghiere solo quella del pubblicano \u00e8 una vera preghiera, un vero incontro e dialogo con Dio.<\/p>\n<p>Quella del fariseo \u00e8 una preghiera solitaria, che fa di Dio solo una cornice, mentre al centro stanno le sue parole, cio\u00e8 s\u00e9 stesso e la sua vanit\u00e0 nel ritrovarsi perfetto. Questa ossessione delle regole, che da un certo punto di vista pu\u00f2 sembrare anche esemplare per quanto riguarda volont\u00e0 e sacrificio, in realt\u00e0 lascia Dio sullo sfondo e arriva a disprezzare il prossimo, considerato solo come paragone per meglio evidenziare i propri successi. La preghiera del fariseo \u00e8 una preghiera gonfia come un bel palloncino colorato che contiene vanit\u00e0 ma non fede, e che per non esplodere non deve farsi toccare dalla vita e dal prossimo con le sue spigolosit\u00e0. Pu\u00f2 sembrare paradossale, ma quella del fariseo \u00e8 una preghiera \u201catea\u201d, fatta nel Tempio di Dio, ma senza Dio, lasciato fuori dal cuore, e che lascia fuori il fratello. \u00c8 la vanit\u00e0 del sentirsi \u201ca posto\u201d con le regole, dove Dio \u00e8 ridotto ad un burocrate che controlla se abbiamo le carte in regola, ma non lo riconosce come Dio di misericordia e nemmeno come Padre di tutti.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 spiazza i suoi ascoltatori oggi come allora invitando a guardarsi dentro con verit\u00e0 e non con vanit\u00e0. Ges\u00f9 spiazza anche me, che nel mio modo di vivere la fede e le relazioni umane sono tentato dalla vanit\u00e0, sono tentato a cercare continuamente di \u201cvincere\u201d in bravura contro il prossimo, che guardo non come fratello ma come competitore da superare. La preghiera del pubblicano \u00e8 invece molto semplice ma contiene l\u2019essenziale per essere davvero espressione di fede. Contiene quel \u201ctu\u201d essenziale rivolto a Dio sufficiente perch\u00e9 Dio si faccia spazio anche in mezzo a tutto il vuoto, gli errori e le mancanze. Ges\u00f9 non loda la vita del pubblicano, non giustifica la sua condotta notoriamente peccaminosa, ma ne esalta la fede. Quell\u2019uomo che si batte il petto non si vergogna di mostrarsi debole e fallimentare, non ha nessuna vanit\u00e0 perch\u00e9 consapevole del proprio limite anche senza paragonarsi ad altri. Ma \u00e8 l\u00ec, nel tempio a pregare, si fida di Dio perch\u00e9 in fondo sa che \u00e8 Padre.<\/p>\n<p>La vanit\u00e0 spirituale che ci rende affannosi nel ricercare perfezione davanti a Dio e al prossimo \u00e8 davvero il peccato preferito da chi ci vuole allontanare da Dio, che in realt\u00e0 ci ama non perch\u00e9 siamo bravi, ma perch\u00e9 siamo\u2026 e basta.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davanti a Dio non siamo in una gara in chi \u00e8 pi\u00f9 bravo, in chi rispetta meglio le regole. Dio non \u00e8 un burocrate che controlla le nostre carte in regola e gli altri non sono nostri avversari da battere in &#8220;santit\u00e0 morale e religiosa&#8221;. Davanti a Dio siamo tutti figli amati e lui come Padre da noi vuole solo un cuore aperto, pronto ad amare lui e i fratelli. 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