{"id":434,"date":"2008-10-04T10:15:00","date_gmt":"2008-10-04T09:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=434"},"modified":"2008-10-04T10:15:00","modified_gmt":"2008-10-04T09:15:00","slug":"il-mondo-di-dio-nelle-nostre-mani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2008\/10\/04\/il-mondo-di-dio-nelle-nostre-mani\/","title":{"rendered":"il mondo di Dio nelle nostre mani.."},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 5 ottobre 2008<\/strong><\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/paradiso-svenduto-colored.jpg' title='paradiso-svenduto-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/paradiso-svenduto-colored.miniatura.jpg' alt='paradiso-svenduto-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:<br \/>\n\u00abAscoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo, che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano.<br \/>\nQuando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mand\u00f2 di nuovo altri servi, pi\u00f9 numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.<br \/>\nDa ultimo mand\u00f2 loro il proprio figlio dicendo: &#8220;Avranno rispetto per mio figlio!&#8221;. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: &#8220;Costui \u00e8 l&#8217;erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredit\u00e0\u00a0!&#8221;. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.<br \/>\nQuando verr\u00e0\u00a0 dunque il padrone della vigna, che cosa far\u00e0\u00a0 a quei contadini?\u00bb.<br \/>\nGli risposero: \u00abQuei malvagi, li far\u00e0\u00a0 morire miseramente e dar\u00e0\u00a0 in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo\u00bb.<br \/>\nE Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon avete mai letto nelle Scritture:<br \/>\n&#8220;La pietra che i costruttori hanno scartato<br \/>\n\u00e8 diventata la pietra d&#8217;angolo;<br \/>\nquesto \u00e8 stato fatto dal Signore<br \/>\ned \u00e8 una meraviglia ai nostri occhi&#8221;?<br \/>\nPerci\u00f2 io vi dico: a voi sar\u00e0\u00a0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0\u00a0 dato a un popolo che ne produca i frutti\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo, 21,33-43)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La parabola che Ges\u00f9 racconta finisce in modo drammatico: i contadini che l&#8217;avevano in affitto dal padrone e che volevano rubarla in modo disonesto e violento finiscono per perdere tutto, perdono infatti la vigna e la loro stessa vita.<br \/>\nIn questi ultimi tempi tra i tanti motivi di ansia che continuamente ci colpiscono attraverso i mezzi di comunicazione, c&#8217;\u00e8 la crisi finanziaria mondiale. I mercati crollano, le banche pi\u00f9 potenti del mondo falliscono, il petrolio sale e scende, l&#8217;inflazione spreme le famiglie&#8230; Davvero si ha l&#8217;impressione di esser sull&#8217;orlo di perdere tutto e di diventare sempre pi\u00f9 poveri.<br \/>\nE si comprende che tutto quello che accade ha origine da una grande disonest\u00e0\u00a0 di pochi che poi coinvolge e condiziona tutti gli altri.<br \/>\nNon entro nel merito (non ne sono capace) ma vorrei solo cogliere un nesso tra questa pagina del Vangelo e la vita che viviamo, sia a livello mondiale che a livello personale e famigliare (che pi\u00f9 ci riguarda).<br \/>\nGes\u00f9 punta il dito contro questa disonest\u00e0\u00a0 dei contadini che pensano di gestire la vigna come se fosse loro e sono capaci anche di uccidere pur di avere quel che vogliono. Sono cos\u00ec corti di mente che non vedono le conseguenze del loro agire. Hanno dimenticato la grandezza del loro padrone che li caccer\u00e0\u00a0 e far\u00e0\u00a0 perdere loro tutto.<br \/>\nGes\u00f9 parla ai religiosi del suo tempo che non si accorgono che con il loro egoismo hanno lasciato fuori Dio dalla loro vita religiosa e finiscono cos\u00ec per perdere tutto quello che vorrebbero gestire a modo loro.<br \/>\nGes\u00f9 parla all&#8217;uomo di oggi e lo vuole scuotere dalla sua pretesa di gestire la vita e il mondo come se fosse suo e senza tenere che quello che ha \u00e8 prima di tutto di Dio. <\/p>\n<ul>\nSe dimentichiamo che quello che abbiamo (la nostra stessa vita, il mondo che abitiamo, le cose che ci circondano e le persone accanto a noi) viene da Dio allora pensiamo che tutto \u00e8 solo nostro e che l&#8217;unico obiettivo \u00e8 controllare e consumare. Le conseguenze le vediamo non solo a livello di crisi economica delle banche mondiali, ma allargando lo sguardo vediamo che la crisi \u00e8 nella solidariet\u00e0\u00a0 tra gli uomini, cresce cos\u00ec il razzismo che vorrebbe cacciare chi &#8220;non \u00e8 dei nostri e chi non si comporta come noi&#8221;. Entrano in crisi le relazioni in famiglia e tra vicini e colleghi. Se vivo con l&#8217;unico obiettivo di allargare ci\u00f2 che \u00e8 mio a scapito dell&#8217;altro e dimenticando Dio, non ho un gran futuro e mi incammino verso la stessa fine dei contadini della parabola.<br \/>\nLe parole del Vangelo di questa domenica non mi lasciano in pace e mi vogliono amorevolmente metter in guardia.<br \/>\nIn questi giorni si celebra la memoria di San Francesco (4 ottobre) che nel lasciare tutto e nell&#8217;affidarsi solo a Dio ha fatto la regola di vita. E&#8217; il patrono della nostra nazione italiana. Che sia davvero ispiratore di semplicit\u00e0\u00a0 e che ispiri in noi sentimenti di condivisione pi\u00f9 che di consumo, in modo che la nostra ricchezza nazionale non sia solo determinata dal Pil o dal Mibtel che salgono, ma dai valori della fraternit\u00e0\u00a0 e della convivenza tra tutti.<\/ul>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 5 ottobre 2008 In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: \u00abAscoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo, che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna. La circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne and\u00f2 lontano. Quando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. 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