{"id":4370,"date":"2024-03-22T19:08:32","date_gmt":"2024-03-22T18:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4370"},"modified":"2024-03-22T19:08:32","modified_gmt":"2024-03-22T18:08:32","slug":"il-velo-strappato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2024\/03\/22\/il-velo-strappato\/","title":{"rendered":"il velo strappato"},"content":{"rendered":"<p><em>La morte di Ges\u00f9 rompe ogni divisione tra Dio e l&#8217;uomo, tra sacro e profano, tra mondo di Dio e mondo dell&#8217;uomo. Guardando la croce posso vedere Dio, perch\u00e8 dentro ogni vita umana vedo Ges\u00f9 uomo, con i suoi limiti e sofferenze e fragilit\u00e0. Dentro la croce c&#8217;\u00e8 la resurrezione.<\/em><\/p>\n<p><em>(DOMENICA 24 marzo 2024 &#8211; Le Palme)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Ges\u00f9 grid\u00f2 a gran voce: \u00abElo\u00ec, Elo\u00ec, lem\u00e0 sabact\u00e0ni?\u00bb, che significa: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: \u00abEcco, chiama Elia!\u00bb. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fiss\u00f2 su una canna e gli dava da bere, dicendo: \u00abAspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere\u00bb. Ma Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2.<br \/>\nIl velo del tempio si squarci\u00f2 in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: \u00abDavvero quest\u2019uomo era Figlio di Dio!\u00bb.<\/p>\n<p>(dalla Passione secondo Marco capitoli 14 e 15)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma se siamo la religione della resurrezione di Ges\u00f9 perch\u00e9 ha cos\u00ec tanto spazio l\u2019immagine della croce come simbolo della nostra fede? I primi cristiani che nell\u2019uso delle immagini erano molto minimalisti per distinguersi dal paganesimo, e non rappresentavano mai la croce e tanto meno il crocifisso, cio\u00e8 l\u2019uomo Ges\u00f9 morto che pende da quella croce. Ci sono voluti secoli per iniziare a vedere un crocifisso nei luoghi di culto cristiani.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che insistere sull\u2019immagine del crocifisso si cada in una visione troppo \u201cdoloristica\u201d del cristianesimo, con una esaltazione della sofferenza come unica via per avere il \u201cpremio\u201d celeste, e contemporaneamente si oscuri la resurrezione?<\/p>\n<p>In un film comico di una ventina di anni fa, \u201cDogma\u201d, si immagina la Chiesa che per rinnovare il suo modo di comunicare la fede e avvicinarsi alle nuove generazioni, sostituisce il tradizionale simbolo del crocifisso, ritenuto troppo triste e superato, con quello di \u201cGes\u00f9 compagnone\u201d, una statua simpatica di Ges\u00f9 che strizza l\u2019occhio e fa il gesto del \u201clike\u201d.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno come racconto della passione di Ges\u00f9, seguiamo il Vangelo di Marco. L\u2019evangelista riprende le stesse vicende narrate dagli altri evangelisti, per\u00f2 a differenza degli altri tre sottolinea maggiormente la totale solitudine di Ges\u00f9 nel processo e nella crocifissione, il totale abbandono e la tragedia senza alcuna consolazione e aiuto dai discepoli. Nel racconto di Marco sono riportate pochissime parole di Ges\u00f9, che sembra non aver molto da dire a chi lo insulta e accusa ingiustamente. E sotto la croce non ci sono gli amici, nessuno che sia dalla sua parte. E l\u2019ultima cosa che esce dalla bocca di Ges\u00f9 \u00e8 solamente un grido.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 straordinaria che mi ha sempre colpito \u00e8 che \u00e8 proprio un centurione romano a fare l\u2019affermazione pi\u00f9 alta che rivela chi \u00e8 Ges\u00f9: \u201cDavvero quest\u2019uomo era Figlio di Dio!\u201d. \u00c8 un pagano lontano dalle tradizioni ebraiche e dagli insegnamenti dati da Ges\u00f9 ai suoi amici a riconoscere Dio in Ges\u00f9. Nel buio totale dell\u2019esperienza umana di Ges\u00f9 si accende il faro della fede. Nel racconto Cristo non \u00e8 ancora sepolto e non \u00e8 ancora risorto, ma in questa frase del pagano c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la Pasqua. Dentro la morte \u00e8 gi\u00e0 possibile vedere la vita. La resurrezione si intravede gi\u00e0 qui sul monte Calvario, nel bel mezzo della tragedia.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio narrativo un po\u2019 strano, ed \u00e8 il velo del Tempio che si squarcia al momento della morte. L\u2019evangelista ci vuole dire che proprio nella morte di Ges\u00f9 finisce ogni separazione tra sacro e profano, tra realt\u00e0 di Dio e realt\u00e0 dell\u2019uomo, tra infinito e finito, tra Cielo e Terra. Proprio dentro questa morte umana, dentro questa tragedia che sembra la sconfitta di Dio, in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 Dio in pienezza con il suo amore.<\/p>\n<p>La croce di Ges\u00f9 rappresenta in pieno la vita dell\u2019uomo. Non \u00e8 l\u2019esaltazione fine a s\u00e9 stessa del dolore, ma la croce ci dice che la vita umana \u00e8 limitata, segnata da fragilit\u00e0 e peccato. Noi vorremmo vivere come divinit\u00e0 immortali, e facciamo di tutto per esserlo, anche se questo porta a schiacciare il prossimo nella ricerca solamente del proprio bene. Ma per quanto lo neghiamo e non ci pensiamo, in realt\u00e0 non siamo immortali, non siamo infallibili ed eterni.<\/p>\n<p>E Dio infinito \u00e8 entrato dentro questo nostro mondo finito con Ges\u00f9, \u201cdall\u2019aspetto riconosciuto come uomo,<br \/>\numili\u00f2 s\u00e9 stesso, facendosi obbediente fino alla morte, e a una morte di croce\u201d (Filippesi 2,6-11)<\/p>\n<p>La croce \u00e8 il simbolo pi\u00f9 grande della nostra fede, perch\u00e9 ci ricorda che dentro la vita umana, dentro ogni vita, ogni vicenda umana, anche la pi\u00f9 limitata, c\u2019\u00e8 Dio. Quando condivido la vita delle persone che ho accanto, quando mi prendo cura di chi soffre, quando rimango accanto anche a chi sbaglia, quando mi accorgo dei miei errori, quando non volto lo sguardo dall\u2019altra parte davanti ad una ingiustizia\u2026 io vedo Ges\u00f9 in croce, e quindi vedo Dio. Riconosco Dio dentro la vita umana proprio come ha fatto quel centurione pagano.<\/p>\n<p>Penso che come Chiesa continueremo a comunicare nel modo giusto il Vangelo non ricucendo il velo del Tempio, non tornando a separare il nostro mondo ecclesiale dal mondo fuori, non imprigionando Dio solamente nelle liturgie formali e conservando le tradizioni. Comunicheremo il Vangelo lasciando il velo aperto, e cercando il volto di Dio e la sua voce, nel volto e nel grido dei nostri fratelli e sorelle.<\/p>\n<p>E diventeremo noi stessi, con la nostra voce, con i nostri gesti e la nostra vita l\u2019immagine pi\u00f9 vera della resurrezione di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di Ges\u00f9 rompe ogni divisione tra Dio e l&#8217;uomo, tra sacro e profano, tra mondo di Dio e mondo dell&#8217;uomo. Guardando la croce posso vedere Dio, perch\u00e8 dentro ogni vita umana vedo Ges\u00f9 uomo, con i suoi limiti e sofferenze e fragilit\u00e0. Dentro la croce c&#8217;\u00e8 la resurrezione. 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