{"id":4383,"date":"2024-04-13T09:29:08","date_gmt":"2024-04-13T07:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4383"},"modified":"2024-04-13T09:29:08","modified_gmt":"2024-04-13T07:29:08","slug":"risorto-non-fantasma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2024\/04\/13\/risorto-non-fantasma\/","title":{"rendered":"risorto non fantasma"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9 risorto non \u00e8 un fantasma che rimane distante, intoccabile e irraggiungibile, ma \u00e8 corpo concreto, \u00e8 vita pulsante che ci tocca e si lascia toccare. Ges\u00f9 \u00e8 vivente nel povero, nel fratello e sorella e anche nel nemico. E&#8217; vivente in me, nel mio corpo che ama<\/em><\/p>\n<p><em>(Domenica 14 aprile 2024 &#8211; III di Pasqua)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da \u00c8mmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ci\u00f2 che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Ges\u00f9] nello spezzare il pane.<br \/>\nMentre essi parlavano di queste cose, Ges\u00f9 in persona stette in mezzo a loro e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: \u00abPerch\u00e9 siete turbati, e perch\u00e9 sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho\u00bb. Dicendo questo, mostr\u00f2 loro le mani e i piedi. Ma poich\u00e9 per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: \u00abAvete qui qualche cosa da mangiare?\u00bb. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangi\u00f2 davanti a loro.<br \/>\nPoi disse: \u00abSono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mos\u00e8, nei Profeti e nei Salmi\u00bb. Allora apr\u00ec loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: \u00abCos\u00ec sta scritto: il Cristo patir\u00e0 e risorger\u00e0 dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni\u00bb.<\/p>\n<p>(dal Vangelo di Luca 24,35-48)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel recente viaggio con un gruppo di parrocchiani in Grecia abbiamo visitato non solo le bellezze del paesaggio e della civilt\u00e0 greca antica, ma anche quel che rimane delle citt\u00e0 visitate da San Paolo, alle cui piccole comunit\u00e0 cristiane di allora ha indirizzato le sue lettere. \u00c8 stato significativo rileggere \u00a0sul posto alcuni passaggi importanti delle lettere inviate alla chiesa di Corinto, a quella di Tessalonica (attuale Salonicco) e di Filippi. Abbiamo anche riletto il famoso discorso di Paolo ai pagani nell\u2019Areopago di Atene proprio nel luogo dove si \u00e8 tenuto.<\/p>\n<p>La gloriosa religione pagana fatta di tante divinit\u00e0 e miti al tempo di San Paolo faceva da sfondo alla nascita delle prime comunit\u00e0 cristiane, mentre oggi \u00e8 come un fantasma del passato che affascina ma non tocca nessuno, chiusa nei musei, con le statue degli dei e degli eroi ridotte spesso solo a frammenti.<\/p>\n<p>E com\u2019\u00e8 il cristianesimo oggi dopo duemila anni? La sensazione \u00e8 quella che anche la nostra Chiesa sia avviata a diventare un mito del passato, con gloriosi monumenti e tradizioni, ma tutto sommato un fantasma che appare in qualche occasione ma non tocca la vita e non si lascia toccare dalla vita concreta della gente.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 proprio questo quello che Ges\u00f9 risorto vuole evitare: essere visto come un fantasma etereo e impalpabile, legato ad una nostalgia del passato. Ges\u00f9 che si mostra vivo, dopo che \u00e8 passato attraverso l\u2019esperienza della morte, non \u00e8 pi\u00f9 il Ges\u00f9 di prima, ma non \u00e8 meno vivente, concreto e attuale. Ges\u00f9 si lascia toccare e mangia un pesce arrostito davanti ai suoi amici, per lanciare in modo concreto il messaggio che la relazione con lui passer\u00e0 ancora dal contatto con il suo corpo, cos\u00ec come sono le relazioni umane vere. La fede non \u00e8 solamente questione di adesione mentale a delle dottrine formulate nel passato, e il credere non riguarda solo il pensiero. Il rischio di ridurre la relazione con Dio solamente ad un guardare verso l\u2019alto e fuori dal mondo \u00e8 forte anche nel cristianesimo fin dall\u2019inizio come anche oggi. La fede \u00e8 invece toccare e farsi toccare da Ges\u00f9 vivente. La fede \u00e8 credere che proprio dentro l\u2019esperienza umana in ogni luogo e tempo \u00e8 possibile sperimentare \u201cGes\u00f9 presente\u201d, e non \u201cGes\u00f9 passato remoto\u201d. Solo credendo e sperimentando Ges\u00f9 presente la nostra fede ha un futuro, la Chiesa ha un futuro e non finisce nel museo dei ricordi.<\/p>\n<p>Una delle cose che mi hanno colpito nel viaggio in Grecia con il gruppo di parrocchiani \u00e8 stato l\u2019incontro davvero inaspettato con i poveri. Accanto al nostro albergo di Atene, in una zona centrale, c\u2019erano tantissimi senzatetto. Segnati dal consumo di alcol e droga e da una vita piena di problemi, dormivano a piccoli gruppi negli spazi tra un palazzo e l\u2019altro, sotto gli androni e in qualche angolo dei marciapiedi. Nello stesso giorno in cui ho visitato i musei che contenevano i frammenti delle divinit\u00e0 del passato ho visto anche frammenti di umanit\u00e0 di oggi. E ho pensato che non in quelle antiche statue, preziose e bellissime, ma in questi uomini e donne era presente l\u2019umanit\u00e0 viva di Ges\u00f9. E ho pensato che se davvero non voglio credere che Ges\u00f9 sia un fantasma, allora \u00e8 proprio l\u00ec, in quei poveri, cos\u00ec come in ogni essere umano che mi sta accanto, nel fratello e sorella della mia comunit\u00e0, che trovo Ges\u00f9 vivente e che si fa toccare, e che condivide con me il pasto e la vita.<\/p>\n<p>Come Chiesa oggi, anche se portiamo il peso di una lunghissima e travagliata storia, anche se siamo segnati anche noi da tanti sbagli e divisioni di cui portiamo i segni, non siamo il fantasma di Ges\u00f9. Rischiamo di esserlo se riduciamo la fede a teoria bella ma impalpabile. Ma proprio quella prima esperienza dei discepoli raccontata dall\u2019evangelista Luca ci ricorda quello che siamo chiamati ad essere: il corpo vivo di Cristo Risorto.<\/p>\n<p>Non siamo fantasmi e non siamo come le statue greche ridotte a frammenti morti. Siamo testimoni vivi di Cristo vivo, ogni volta che traduciamo in gesti concreti quelli di Ges\u00f9, e iniziamo a cambiare il mondo come ha fatto Lui.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 risorto non \u00e8 un fantasma che rimane distante, intoccabile e irraggiungibile, ma \u00e8 corpo concreto, \u00e8 vita pulsante che ci tocca e si lascia toccare. Ges\u00f9 \u00e8 vivente nel povero, nel fratello e sorella e anche nel nemico. 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