{"id":4631,"date":"2025-03-22T15:23:30","date_gmt":"2025-03-22T14:23:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4631"},"modified":"2025-03-22T15:23:30","modified_gmt":"2025-03-22T14:23:30","slug":"niente-da-buttare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/03\/22\/niente-da-buttare\/","title":{"rendered":"niente da buttare"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9 ha cura della nostra vita perch\u00e9 la ama e sa che pu\u00f2 portare frutti di bene anche quando sembra sterile di bene e di felicit\u00e0. Ci crediamo anche noi? il Vangelo \u00e8 come il concime buono che scende nella profondit\u00e0 e dona alle nostre radici malate nuova vita. Questa \u00e8 la vera speranza, perch\u00e9 Dio non butta via mai niente!<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 23 marzo 2025 &#8211; III di Quaresima anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Ges\u00f9 il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Ges\u00f9 disse loro: \u00abCredete che quei Galilei fossero pi\u00f9 peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali croll\u00f2 la torre di S\u00ecloe e le uccise, credete che fossero pi\u00f9 colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo\u00bb.<br \/>\nDiceva anche questa parabola: \u00abUn tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov\u00f2. Allora disse al vignaiolo: \u201cEcco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest\u2019albero, ma non ne trovo. T\u00e0glialo dunque! Perch\u00e9 deve sfruttare il terreno?\u201d. Ma quello gli rispose: \u201cPadrone, lascialo ancora quest\u2019anno, finch\u00e9 gli avr\u00f2 zappato attorno e avr\u00f2 messo il concime. Vedremo se porter\u00e0 frutti per l\u2019avvenire; se no, lo taglierai\u201d\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 13,1-9)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho un carissimo amico prete insegnante di teologia che oltre ad essere un gran divoratore di libri di ogni tipo \u00e8 anche un appassionato di informatica. \u00c8 esperto di computer da tantissimi anni con una passione per l\u2019elettronica che coltiva fin da giovane. Una volta mi sorprese non poco quando, poco prima di pranzare insieme in canonica, lo vidi arrivare in cucina con un vecchio monitor da computer. Prima di sedere a tavola, accende il forno, imposta una certa temperatura e il timer, apre lo sportello e ci infila dentro il monitor, richiude lo sportello e si siede e mangiare. Sinceramente al momento pensavo che fosse semplicemente impazzito, troppo preso a riparare computer di mezza diocesi e sotto stress. Avendo visto la mia faccia alquanto perplessa, durante il pranzo, mi spiega quello che aveva fatto. Gli avevano dato un monitor che secondo il proprietario era ormai da buttare. Ma il mio amico, che ama le sfide anche tecnologiche, aveva comunque tentato di dare un\u2019ulteriore possibilit\u00e0 di vita a quel vecchio schermo. E lavorandoci non poco, aprendolo e sistemando cavi e schede elettroniche aveva individuato il modo per farlo funzionare, ma per far in modo che le connessioni interne funzionassero serviva portarlo per un breve tempo ad una certa temperatura, e la via pi\u00f9 pratica per quanto assurda era proprio infilarlo nel forno per quel che bastava. Qui si ferma quel che ho capito di tutta l\u2019operazione, ma sta di fatto che alla fine il vecchio monitor ha ricominciato a funzionare, quasi come nuovo.<\/p>\n<p>Mi ricordo bene la soddisfazione del mio confratello di aver trovato il modo per non buttare via quello che sembrava ormai un inutile ed ingombrante scarto tecnologico.<\/p>\n<p>\u201cT\u00e0glialo dunque! Perch\u00e9 deve sfruttare il terreno?\u201d, \u00e8 il comando perentorio e definitivo del padrone del fico nella parabola di Ges\u00f9. A questo giudizio drastico, fa da contrasto l\u2019affermazione quasi implorante del vignaiolo: \u201cPadrone, lascialo ancora quest\u2019anno, finch\u00e9 gli avr\u00f2 zappato attorno e avr\u00f2 messo il concime. Vedremo se porter\u00e0 frutti per l\u2019avvenire\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il vignaiolo crede ancora a quel fico infruttuoso, e spera che con la cura giusta qualcosa di buono ne uscir\u00e0.\u00a0 Ges\u00f9 racconta questa parabola perch\u00e9 si trova in un contesto umano e religioso fatto di giudizi definitivi e sempre senza speranza. Al suo tempo se uno aveva una disgrazia (malattia, incidente, sfortuna\u2026) era perch\u00e9 in qualche modo se lo era meritato dalla vita e da Dio.<\/p>\n<p>Il fico nella simbologia biblica rappresenta il popolo di Dio, Israele, che Dio ha messo nel mondo per il bene, ma che molto spesso invece di fare frutti di bene, non produce nulla di buono e si dimentica la sua missione. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 venuto in mezzo a quel popolo, che nonostante preghiere, riti, tradizioni e soprattutto conoscendo la Sacra Scrittura non produce nulla di buono. Il contadino della parabola non \u00e8 certo dei risultati della cura, dello zappare e concimare, ma sa che \u00e8 l\u2019unico modo per dare un\u2019altra possibilit\u00e0 di frutto. Il contadino crede in quel fico sterile e ha speranza anche contro ogni speranza.<\/p>\n<p>Il contadino Ges\u00f9, che \u00e8 immagine di Dio Padre e contadino, ama il popolo di Dio, ama l\u2019essere umano anche nel momento in cui sembra produrre poco bene. Dio ama l\u2019umanit\u00e0 anche quando sembra un inutile scarto nella Storia, anche quando ai bordi delle strade \u00e8 mendicante che d\u00e0 fastidio, anche quando \u00e8 una donna malata o prostituta o adultera e merita solo di essere eliminata per il disonore che porta alla societ\u00e0, anche quando \u00e8 uno straniero che occupa illegalmente la terra, anche quando \u00e8 anziano e gli rimane poco da vivere e non produce nulla\u2026<\/p>\n<p>Se Ges\u00f9 \u00e8 il contadino, chi \u00e8 il padrone della parabola? Quel padrone in fondo rappresenta noi stessi. Quel padrone che non d\u00e0 una seconda possibilit\u00e0 alla pianta \u00e8 l\u2019essere umano che punta solo all\u2019efficienza ed \u00e8 veloce e spietato nel giudicare. Quel padrone con la scure in mano sono io che giudico la mia vita troppo velocemente guardando solo ai miei sbagli e perdendo la speranza di poter migliorare anche dopo l\u2019ennesimo errore. E come faccio con me lo faccio anche con gli altri.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 non \u00e8 cos\u00ec, e ci insegna a non essere cos\u00ec spietati con noi stessi, con il prossimo e con la Storia. Ges\u00f9 insegna la cura, il mettere mano alla zappa e gettare il concime. La zappa \u00e8 per scavare a fondo delle storie e nelle motivazioni, cercando di non fermarci mai alla superficie delle persone e di quello che fanno. Il concime da mettere \u00e8 l\u2019amore e anche la stessa Parola di Dio. Come cristiani abbiamo bisogno del concime del Vangelo che se lo lasciamo scendere nel profondo della mente e del cuore \u00e8 capace di far ritornare frutti buoni sui rami della nostra vita.<\/p>\n<p>La cura del Vangelo fa fare scelte assurde a volte, contro la logica dell\u2019efficienza e del giudicare facile, ma \u00e8 l\u2019unica capace di dare nuova vita. E anche se amare il prossimo che sbaglia \u00e8 strano come mettere un monitor in un forno da cucina, alla fine saremo sopresi di quanto siamo capaci di riportare frutti di bene in noi stessi, nel prossimo, nella Storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 ha cura della nostra vita perch\u00e9 la ama e sa che pu\u00f2 portare frutti di bene anche quando sembra sterile di bene e di felicit\u00e0. Ci crediamo anche noi? il Vangelo \u00e8 come il concime buono che scende nella profondit\u00e0 e dona alle nostre radici malate nuova vita. 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