{"id":4635,"date":"2025-03-29T17:31:13","date_gmt":"2025-03-29T16:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4635"},"modified":"2025-03-29T19:12:44","modified_gmt":"2025-03-29T18:12:44","slug":"senza-titolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/03\/29\/senza-titolo\/","title":{"rendered":"senza titolo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>Dentro questa famosa parabola dobbiamo entrare con il cuore. Le parola di Ges\u00f9 raccontano una esperienza di sentimenti intrecciati che ci rivelano il vero volto di Dio Padre e ci rivelano anche chi siamo noi, fratelli chiamati non a giudicarci ma ad amarci (DOMENICA 30 marzo 2025 &#8211;\u00a0IV di Quaresima)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, si avvicinavano a Ges\u00f9 tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: \u00abCostui accoglie i peccatori e mangia con loro\u00bb.<br \/>\nEd egli disse loro questa parabola: \u00abUn uomo aveva due figli. Il pi\u00f9 giovane dei due disse al padre: \u201cPadre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta\u201d. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte tutte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno. Allora and\u00f2 a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritorn\u00f2 in s\u00e9 e disse: \u201cQuanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzer\u00f2, andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati\u201d. Si alz\u00f2 e torn\u00f2 da suo padre.<br \/>\nQuando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gett\u00f2 al collo e lo baci\u00f2. Il figlio gli disse: \u201cPadre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio\u201d. Ma il padre disse ai servi: \u201cPresto, portate qui il vestito pi\u00f9 bello e fateglielo indossare, mettetegli l\u2019anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d. E cominciarono a far festa.<br \/>\nIl figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud\u00ec la musica e le danze; chiam\u00f2 uno dei servi e gli domand\u00f2 che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: \u201cTuo fratello \u00e8 qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch\u00e9 lo ha riavuto sano e salvo\u201d. Egli si indign\u00f2, e non voleva entrare. Suo padre allora usc\u00ec a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: \u201cEcco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che \u00e8 tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso\u201d. Gli rispose il padre: \u201cFiglio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato\u201d\u00bb. (dal Vangelo di Luca 15,1-3.11-32)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La parabola del\u2026? Che titolo possiamo trovare per questo famosissimo racconto nel quale Ges\u00f9 presenta la storia di un padre e dei suoi due figli? I titoletti che troviamo in mezzo al testo dei vangeli che abbiamo in mano sono un&#8217;aggiunta posteriore fatta dalla Chiesa, e non erano certamente previsti nel testo originario scritto dagli evangelisti. Qualche anno fa Michela Murgia, durante una conferenza sulla Bibbia insieme a un&#8217;altra teologa, arriv\u00f2 a sostenere che in quelle &#8220;aggiunte&#8221; dei titoli c&#8217;era gi\u00e0 un piccolo tradimento del testo e una forma di &#8220;potere&#8221; della Chiesa che orienta a trarre un insegnamento rispetto a un altro. La sua era chiaramente una provocazione molto efficace, perch\u00e9 mi ricorda che il Vangelo, che ci tramanda le parole e i gesti di Ges\u00f9, \u00e8 sempre pi\u00f9 grande e pi\u00f9 ricco di ogni possibile spiegazione, e non \u00e8 mai &#8220;riducibile&#8221; a un&#8217;unica spiegazione. Il Vangelo non pu\u00f2 avere titoli che lo contengano se non il nome &#8220;Vangelo&#8221;, che significa &#8220;buona notizia&#8221;.<\/p>\n<p>Questa parabola, che troviamo nel capitolo 15 del Vangelo di Luca, veniva chiamata tradizionalmente &#8220;del figliol prodigo&#8221;, puntando l&#8217;attenzione sul figlio minore che spende in modo sconsiderato i beni ricevuti dal padre e si ritrova immerso fino al collo nella miseria materiale e spirituale. Questo titolo, &#8220;del figliol prodigo&#8221;, pur sottolineando una parte importante del racconto, rischiava per\u00f2 di non evidenziare il vero protagonista della storia, che \u00e8 il padre. Ges\u00f9 racconta di un padre dall&#8217;amore senza misura per i propri figli, capace di riaccogliere con gesti &#8220;esagerati&#8221; il figlio che lo ha abbandonato non solo fisicamente, ma anche con il cuore. Lo stesso padre, poi, fa letteralmente la spola tra i due fratelli, divisi da tutto, pur di riallacciare la loro unione, andando dal fratello maggiore, chiuso nella sua rabbia e nel suo giudizio. Per questo motivo, oggi la parabola \u00e8 pi\u00f9 correttamente chiamata &#8220;del padre misericordioso&#8221;, anche perch\u00e9 in questa esagerata misericordia Ges\u00f9 identifica s\u00e9 stesso, quando accoglie tutti e si lascia avvicinare anche dai pi\u00f9 emarginati della societ\u00e0 del suo tempo. E Ges\u00f9 lo fa anche se gli coster\u00e0 letteralmente la vita.<\/p>\n<p>Stamattina, ai ragazzi del catechismo delle medie, ho chiesto di trovare un altro titolo a questo racconto. Abbiamo lavorato un po&#8217; sul testo, perch\u00e9 non entrasse solo nelle orecchie con un ascolto superficiale, ma anche nel cuore, provando il pi\u00f9 possibile a identificarsi con i personaggi. Al di l\u00e0 del risultato finale, che era quello di individuare il titolo pi\u00f9 adatto a questa parabola, \u00e8 stato il viaggio dentro la storia ad appassionare, cercando di evidenziare, per quanto possibile, i sentimenti dei singoli personaggi. Scrutando i sentimenti della storia, i ragazzi hanno provato a sentirla rivolta a s\u00e9 stessi, in dialogo con la propria storia personale. Era questo quello che voleva Ges\u00f9 quando parlava alla gente utilizzando le parabole. Ges\u00f9 voleva che le sue parole non fossero ridotte a semplici &#8220;comandi&#8221; da eseguire, e non voleva che Dio fosse ridotto a un padrone dai comandi esigenti e dalla paga giusta a seconda dell&#8217;esecuzione del lavoro affidato. Ges\u00f9 voleva arrivare al cuore dei suoi ascoltatori e che in questo cuore risuonasse l&#8217;amore di Dio Padre. Tante volte, se guardo alla mia vita interiore, mi sento proprio come i figli della parabola, cio\u00e8 lontano dal cuore di Dio, e mi scopro preoccupato solamente di eseguire i comandamenti in attesa della ricompensa o della punizione. E cos\u00ec, scopro contemporaneamente di diventare spietato giudice degli altri. Guardato da lontano, lontano dal cuore, Dio diventa una &#8220;caricatura&#8221;, e questo porta anche a una &#8220;caricatura&#8221; del rapporto tra esseri umani, dimenticando che siamo fratelli e sorelle, e non avversari in continua competizione su chi \u00e8 pi\u00f9 bravo e meritevole.<\/p>\n<p>Tra i vari titoli che i ragazzi hanno trovato, mi piace &#8220;la parabola senza fine&#8221;, perch\u00e9 effettivamente lascia aperto il finale, non dicendo se i due fratelli alla fine si sono ritrovati e hanno fatto festa. La fine della parabola, che in fondo \u00e8 il fine stesso della storia di Ges\u00f9, la facciamo noi, dipende da noi. Io ho pensato a un titolo &#8220;nuovo&#8221;, ed \u00e8 quello che combina i due titoli tradizionali. La parola &#8220;prodigo&#8221; significa letteralmente &#8220;spendaccione&#8221; o &#8220;che dona senza calcolo&#8221;. Quindi, il titolo che sento pi\u00f9 vicino alla mia sensibilit\u00e0 \u00e8 questo: la parabola &#8220;del padre prodigo&#8221;. Questo padre, come il figlio, sembra buttare via tutto quello che ha valore economico e sociale pur di essere s\u00e9 stesso. Se il figlio \u00e8 prodigo perch\u00e9 butta via il denaro in cose inutili dopo aver buttato via anche la sua famiglia, il padre, invece, butta via ogni reticenza, ogni pretesa di potere e di superiorit\u00e0, pur di riavere i due figli.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, cosa mi rivela questa parabola &#8220;del padre prodigo&#8221;: Dio, con me e con l&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 un vero padre prodigo. Perch\u00e9 Lui \u00e8 cos\u00ec: ha dato tutto quello che aveva, il proprio Figlio e anche la sua stessa onnipotenza, pur di farci arrivare il suo amore, pur di farci sperimentare il suo perdono.&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dentro questa famosa parabola dobbiamo entrare con il cuore. 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