{"id":4658,"date":"2025-04-25T23:40:38","date_gmt":"2025-04-25T21:40:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4658"},"modified":"2025-04-26T00:03:34","modified_gmt":"2025-04-25T22:03:34","slug":"una-chiesa-con-il-poncho","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/04\/25\/una-chiesa-con-il-poncho\/","title":{"rendered":"una Chiesa con il poncho"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9 \u00e8 vivo ma ancora ferito. Ma sono proprio i segni della sua sofferenza umana che lo rendono riconoscibile. Ecco la Chiesa del futuro, senza paura di essere minoranza, fragile e umana, ma che crede che il Signore \u00e8 vivo e sta con lei e in lei. E con un&#8217;unica missione: la misericordia.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 27 aprile 2025 &#8211;\u00a0II di Pasqua)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb. Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.<br \/>\nGes\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb. Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb.<br \/>\nTommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9. Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo\u00bb.<br \/>\nOtto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c\u2019era con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!\u00bb. Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb. Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb.<br \/>\nGes\u00f9, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e perch\u00e9, credendo, abbiate la vita nel suo nome.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni 20,19-31)<\/p><\/blockquote>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni abbiamo salutato Papa Francesco, scomparso il giorno dopo Pasqua.<br \/>\nSabato si sono celebrati i suoi funerali, cui hanno partecipato migliaia di persone, insieme a una folta rappresentanza dei potenti della terra.<\/p>\n<p>\u00c8 stata una settimana in cui tutti i media, dalla televisione ai social, hanno ripercorso il suo pontificato, dalle immagini del giorno dell\u2019elezione \u2013 dodici anni fa \u2013 fino alle ultime apparizioni in piazza San Pietro, proprio la domenica di Pasqua.<\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca in cui anche il pi\u00f9 piccolo gesto pu\u00f2 essere ripreso e diffuso rapidamente e ovunque. Di Papa Francesco, dunque, conserviamo un\u2019infinit\u00e0 di immagini: a Roma, nel mondo, in occasioni solenni o in momenti semplici e quotidiani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/papa-poncho-large.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4660 alignright\" src=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/papa-poncho-large.jpg\" alt=\"\" width=\"296\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/papa-poncho-large.jpg 690w, https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/papa-poncho-large-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a>Ma ce n\u2019\u00e8 una, per me, davvero \u201ciconica\u201d: quella in cui, appena dimesso dall\u2019ultimo ricovero, Francesco entra in carrozzina nella basilica di San Pietro. Si tratt\u00f2 di una visita breve, per una preghiera e per vedere da vicino i restauri quasi ultimati. Non indossava i paramenti pontifici: niente abito bianco, niente croce, n\u00e9 papalina. Aveva i naselli dell\u2019ossigeno, un semplice pigiama da casa e un poncho argentino che gli era stato donato. A prima vista, si sarebbe potuto non riconoscere in quell\u2019anziano signore il Pontefice romano, immerso nella folla di fedeli e accanto ad altri anziani in carrozzina.<\/p>\n<p>In quella che sarebbe stata una delle sue ultime uscite pubbliche, Francesco ha scelto di mostrarsi cos\u00ec com\u2019era: segnato dalla malattia, senza nascondere nulla. Su quella carrozzina, io ho letto tutti i segni del suo modo di essere cristiano e papa, e i segni della Chiesa che ci attende nel futuro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 risorto si presenta vivo ai discepoli: \u00e8 un\u2019esperienza decisiva, che segna la nascita della comunit\u00e0 cristiana. Tutti gli evangelisti raccontano le apparizioni del Risorto, ciascuno con particolari propri, ma con un elemento comune e fondamentale: il Risorto non viene riconosciuto dai lineamenti del volto, ma dai segni e dai gesti che sintetizzano la sua vita e la sua missione.<\/p>\n<p>Nel Vangelo di Giovanni, Ges\u00f9 si fa riconoscere proprio attraverso i segni della passione. L\u2019evangelista non ci dice come sia entrato nel Cenacolo, ma ci dice che \u201csta in mezzo\u201d ai suoi. E mostra le ferite: alle mani, ai piedi, al costato. Solo allora i discepoli lo riconoscono e provano la gioia profonda della sua presenza viva.<\/p>\n<p>Il Signore risorto mostra i segni della sua debolezza, del suo dolore, che sono segni di amore totale e definitivo. In quelle ferite si manifesta la forza di Dio e il cuore del messaggio cristiano: amore, dono di s\u00e9, gioia profonda e pace.<\/p>\n<p>\u201cPace a voi\u201d dice pi\u00f9 volte il Risorto, affidando ai discepoli una missione di misericordia che si compie attraverso mani, parole e gesti concreti. Quando dice: \u201cA coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non li perdonerete, non saranno perdonati\u201d, non attribuisce un potere sulle coscienze, ma affida una responsabilit\u00e0: quella di rendere visibile e tangibile la misericordia di Dio. Il perdono resta dono di Dio, che Egli concede a chi vuole, ma la Chiesa \u00e8 chiamata a testimoniarlo, affinch\u00e9 nessuno si senta escluso, n\u00e9 da lei n\u00e9 da Dio.<\/p>\n<p>\u00c8 questo l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 ai suoi discepoli: mostrarsi con i segni della debolezza, ma vivente.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 l\u2019immagine della Chiesa di oggi e di domani: una Chiesa debole, sempre pi\u00f9 spoglia di fasti e privilegi, che non ha paura di mostrarsi fragile, bisognosa di ossigeno, ma forte della sua verit\u00e0 pi\u00f9 profonda. Come scrive san Paolo ai Corinti: \u201cQuando sono debole, \u00e8 allora che sono forte\u201d.<\/p>\n<p>Ecco la Chiesa di oggi: una Chiesa con il poncho\u2026 rivestita solo della misericordia di Dio.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 \u00e8 vivo ma ancora ferito. Ma sono proprio i segni della sua sofferenza umana che lo rendono riconoscibile. 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