{"id":471,"date":"2009-01-16T17:21:41","date_gmt":"2009-01-16T16:21:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=471"},"modified":"2009-01-16T17:21:41","modified_gmt":"2009-01-16T16:21:41","slug":"la-strana-casa-mobile-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/01\/16\/la-strana-casa-mobile-di-gesu\/","title":{"rendered":"la strana casa mobile di Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 18 gennaio 2009<br \/>\nGiornata Mondiale delle Migrazioni<\/strong><br \/>\n<a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/dio-sui-tram-colored.jpg' title='dio-sui-tram-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/dio-sui-tram-colored.miniatura.jpg' alt='dio-sui-tram-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Ges\u00f9 che passava, disse: \u00abEcco l&#8217;agnello di Dio!\u00bb. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare cos\u00ec, seguirono Ges\u00f9.<br \/>\nGes\u00f9 allora si volt\u00f2 e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: \u00abChe cosa cercate?\u00bb. Gli risposero: \u00abRabb\u00ec &#8211; che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?\u00bb. Disse loro: \u00abVenite e vedrete\u00bb. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.<br \/>\nUno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontr\u00f2 per primo suo fratello Simone e gli disse: \u00abAbbiamo trovato il Messia\u00bb &#8211; che si traduce Cristo &#8211; e lo condusse da Ges\u00f9. Fissando lo sguardo su di lui, Ges\u00f9 disse: \u00abTu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa\u00bb &#8211; che significa Pietro.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni  1,35-42)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>&#8220;&#8230; videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui&#8221;<br \/>\nChiss\u00e0\u00a0 cosa videro! Come era la casa di Ges\u00f9?<br \/>\nDomande forse banali e superficiali. Oppure no.<br \/>\nPer l&#8217;Evangelista Giovanni questo \u00e8 un episodio molto importante, infatti dell&#8217;evento ricorda e annota anche l&#8217;ora (&#8220;erano circa le quattro del pomeriggio&#8221;)! Inizia in questo luogo, di cui per\u00f2 non sappiamo nulla di preciso, il cammino di Giovanni e Andrea come discepoli.<br \/>\nE&#8217; interessante la risposta di Giovanni e Andrea alla domanda di Ges\u00f9 (&#8220;che cercate?&#8221;) quando li vede venire curiosi verso di lui. Chiedono &#8220;dove dimori&#8221;? Non gli chiedono &#8220;chi sei&#8221;, oppure &#8220;che possiamo fare&#8221;, oppure &#8220;dimostraci che sei il Messia&#8230;&#8221;. La loro richiesta di vedere la sua &#8220;casa&#8221; non trova assolutamente contrario Ges\u00f9, anzi sembra proprio la domanda giusta, e il Maestro parte da li per farli suoi discepoli e amici.<br \/>\nGiovanni, Andrea, Pietro e tutti gli altri pian piano conosceranno bene la &#8220;casa&#8221; dove abita Ges\u00f9.<br \/>\nGes\u00f9 abita ovunque ci sia qualcuno da amare, da soccorrere, da guidare al bene. Ges\u00f9 costruisce attorno a se la casa dell&#8217;amicizia, dove le pareti sono l&#8217;ascolto, il tetto \u00e8 la misericordia e le porte&#8230; non ci sono, perch\u00e8 nessuno \u00e8 escluso.<br \/>\nLa casa di Ges\u00f9 riflette il suo stile di vita. Non \u00e8 un fortino con porte sbarrate e torrette di guardia. Una casa cos\u00ec dice che chi la abita ha paura e imposta le relazioni sullo stile della continua difesa che per\u00f2 alla fine porta alla piena solitudine.<br \/>\nLa casa che Ges\u00f9 si costruisce \u00e8 una casa che non ha sotto nemmeno un terreno fisso. E&#8217; una sorta di casa-mobile, capace di impiantarsi su ogni terreno. Se c&#8217;\u00e8 un posto dove Ges\u00f9 fa fatica a fissare la sua casa \u00e8 dove c&#8217;\u00e8 un terreno tutto occupato, diviso e organizzato a tal punto da non aver pi\u00f9 possibilit\u00e0\u00a0 di spazio. Ges\u00f9 sembra invece prediligere i luoghi di confine e poveri, dove \u00e8 possibile sempre trovare uno spazio, anche piccolo.<\/p>\n<ul>\nI discepoli di Ges\u00f9 impareranno ad abitare con Ges\u00f9 nella sua casa.<br \/>\nAnche noi siamo chiamati a fare altrettanto se vogliamo conoscere e amare Ges\u00f9. Dobbiamo andare dove Ges\u00f9 abita e stare con lui.<br \/>\nQuesto credo che sia uno stimolo per rivedere le nostre abitazioni. Dove abitiamo? Come sono le nostre case? Come costruiamo il mondo che abitiamo? Dove impiantiamo la nostra vita?<br \/>\nChi entra in casa nostra cosa sperimenta?<br \/>\nNon parlo solo metaforicamente ma anche in modo concreto-: come sono le nostre case? Sono aperte a chi ha bisogno? Sono solo il nostro &#8220;rifugio&#8221; o anche il &#8220;rifugio&#8221; di chi ha bisogno?<br \/>\nIn questa domenica si celebra la Giornata Mondiale delle Migrazioni. Lo slogan scelto quest&#8217;anno dice cos\u00ec: &#8220;Non pi\u00f9 stranieri ne ospiti, ma della famiglia di Dio&#8221;. La frase riprende una lettera di San Paolo (Efesini 2,19).<br \/>\nIl mondo, la nostra nazione, la nostra citt\u00e0\u00a0 e anche la nostra casa sono abitati dai componenti dell&#8217;unica famiglia di Dio. Siamo di nazioni, culture, razze, stato sociale ed economico diversi, ma siamo prima di tutto uniti da un unico Dio che ci ha creati e ci ama come figli tutti in modo uguale.<br \/>\nSiamo troppo abitati a pensare e dire &#8220;la mia casa, la nostra citt\u00e0\u00a0, la nostra nazione&#8230;&#8221;, alzando in questo modo muri e chiudendo le porte. Lo facciamo anche molto spesso dentro la nostra stessa casa quando, venendo meno l&#8217;amore e l&#8217;ascolto reciproco, cominciamo a chiuderci nelle nostre stanze comninciando a distinguere il mio da tuo&#8230;<br \/>\nSe diventiamo amici di Ges\u00f9 e impariamo ad abitare presso di lui, impareremo ad abbattere pareti e a spalancare porte. Non considereremo l&#8217;altro solo come straniero da tenere lontano o solo come ospite temporaneo da allontanare quando non serve pi\u00f9. Impareremo a considerarci tutti della stessa famiglia con lo stesso diritto e la stessa gioia di abitare la stessa casa&#8230; quella di Ges\u00f9!<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<br \/>\n<a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/robin-hood-colored.jpg' title='robin-hood-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/robin-hood-colored.miniatura.jpg' alt='robin-hood-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 18 gennaio 2009 Giornata Mondiale delle Migrazioni In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Ges\u00f9 che passava, disse: \u00abEcco l&#8217;agnello di Dio!\u00bb. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare cos\u00ec, seguirono Ges\u00f9. Ges\u00f9 allora si volt\u00f2 e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: \u00abChe cosa cercate?\u00bb. 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