{"id":4725,"date":"2025-07-19T17:41:21","date_gmt":"2025-07-19T15:41:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4725"},"modified":"2025-07-19T17:41:21","modified_gmt":"2025-07-19T15:41:21","slug":"benvenuto-benvenuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/07\/19\/benvenuto-benvenuta\/","title":{"rendered":"benvenuto, benvenuta!"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel Vangelo, l&#8217;accoglienza di Ges\u00f9 da Marta e Maria rivela due stili: il servizio pratico e l&#8217;ascolto. Ges\u00f9 loda Maria, sottolineando che il vero benvenuto \u00e8 ascoltare il cuore dell&#8217;altro. Accogliere \u00e8 un dovere sacro, un modo per dare spazio all&#8217;amore di Dio.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 20 luglio 2025 &#8211;\u00a0XVI anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, mentre erano in cammino, Ges\u00f9 entr\u00f2 in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospit\u00f2.<br \/>\nElla aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.<br \/>\nAllora si fece avanti e disse: \u00abSignore, non t\u2019importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti\u00bb. Ma il Signore le rispose: \u00abMarta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c\u2019\u00e8 bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sar\u00e0 tolta\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 10,38-42)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi fanno sempre un po\u2019 sorridere gli zerbini che si trovano all\u2019entrata delle case. Ce ne sono di varie fantasie, con immagini e scritte. Qualche tempo fa un\u2019amica me ne ha regalato uno a tema Star Wars, e all\u2019entrata della canonica ne ho uno a tema natalizio che va bene anche in estate. La scritta pi\u00f9 comune \u00e8 la parola \u201cBenvenuto\u201d o la pi\u00f9 internazionale \u201cWelcome\u201d. Ed \u00e8 quando vedo questo tipo di zerbino che penso quanto sia strano pulirsi le scarpe sporche proprio su quella gentile parola di accoglienza, nello stesso momento in cui essa viene pronunciata da chi mi accoglie in casa sua. Si usa spesso l\u2019espressione \u201cfare da zerbino\u201d per indicare quanto sia negativa la prepotenza di qualcuno che usa l\u2019altra persona per i propri scopi senza gratitudine e riconoscimento.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 entra nella casa di due sorelle, Marta e Maria (che in altri brani del Vangelo appaiono insieme al fratello Lazzaro), proprio su invito della prima. Gi\u00e0 questo invito da parte di una donna era per la mentalit\u00e0 dell\u2019epoca assai sconveniente, come molto pi\u00f9 sconveniente era che Ges\u00f9, considerato un Maestro, accettasse questo invito da una donna e non dall\u2019uomo di casa. Ma ci\u00f2 indica che c\u2019\u00e8 un profondo legame di familiarit\u00e0 tra Marta, Maria e Ges\u00f9, un legame che viene approfondito anche in altre parti dei Vangeli. Ges\u00f9, quindi, \u00e8 di casa presso le due sorelle, \u00e8 sempre \u201cbenvenuto\u201d lui e i suoi discepoli. L\u2019accoglienza nel mondo ebraico \u00e8 un dovere che tocca anche Dio. Proprio l\u2019episodio di Abramo alle Querce di Mamre, raccontato nel libro della Genesi, ci ricorda che accogliere chiunque nella propria casa \u00e8 accogliere Dio stesso, e chi accoglie Dio alla fine fa esperienza della sua benevolenza. Rifiutare l\u2019accoglienza \u00e8 come lasciare Dio e il suo amore fuori dalla porta.<\/p>\n<p>Marta e Maria, per\u00f2, sono mostrate con due stili diversi di accoglienza, in apparenza in profondo contrasto tra di loro. Accogliere significa fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario perch\u00e9 l\u2019ospite possa stare bene, possa mangiare e riposarsi. Marta, nel racconto del Vangelo, subito si mette all\u2019opera perch\u00e9 Ges\u00f9 e i suoi discepoli (che non sono citati espressamente ma viaggiavano sempre con il loro maestro) possano avere di che mangiare. La sua \u00e8 un\u2019accoglienza pratica e immediata che fa da contrasto con l\u2019atteggiamento della sorella che invece si siede e non fa nulla.<\/p>\n<p>Quale delle due sorelle d\u00e0 davvero il \u201cbenvenuto\u201d a Ges\u00f9? Marta che si occupa subito di ci\u00f2 di cui Ges\u00f9 ha bisogno o Maria che non fa nulla? Ma siamo sicuri che Maria non faccia nulla per Ges\u00f9? Siamo sicuri che Marta si occupi davvero di ci\u00f2 di cui Ges\u00f9 ha bisogno? Come sempre il Vangelo vuole metterci in discussione e provocarci. Le parole di rimprovero di Ges\u00f9 verso Marta non sono una critica al suo darsi da fare. Ges\u00f9 non accusa Marta ma la vuole scuotere e richiamare al primo dei doveri dell\u2019accoglienza. L\u2019evangelista Luca descrive bene Marta quando dice che \u201cera distolta\u201d dai molti servizi. Cos\u00ec preoccupata delle cose pratiche, alla fine dimentica di dare il \u201cbenvenuto\u201d al cuore di Ges\u00f9, alla sua presenza come persona e non tanto come corpo da sfamare. E Maria, che come prima cosa viene descritta \u201cai piedi\u201d di Ges\u00f9, sembra quasi trasformarsi in uno zerbino sul quale Ges\u00f9 posa i piedi della sua vita e pu\u00f2 raccontare e aprire il cuore. Maria, con il suo atteggiamento di totale ascolto, \u00e8 colei che d\u00e0 il vero \u201cbenvenuto\u201d a Ges\u00f9. C\u2019\u00e8 sicuramente bisogno anche di mangiare e quindi di qualcuno che lo prepari, ma la prima cosa di cui ha bisogno l\u2019uomo Ges\u00f9 \u00e8 di essere ascoltato. Il primo e irrinunciabile servizio che si pu\u00f2 fare a una persona rimane l\u2019ascolto, che \u00e8 davvero la parte migliore di ogni incontro.<\/p>\n<p>Quando mi siedo a tavola con qualcuno, sia in casa o in un locale pubblico, mi domando sempre se davvero mi metto in ascolto, se l\u2019altro si sente ascoltato da me, e se percepisce di essere \u201cbenvenuto\u201d nello spazio del mio cuore, dentro lo spazio del tempo che condividiamo. A volte il telefono, tenuto bene in vista sul tavolo o in mano, rischia di trasmettere la sensazione che in fondo non siamo l\u00ec per davvero con l\u2019altro. Forse siamo l\u00ec fisicamente ma la nostra mente ha la porta sbarrata. Anche il contatto visivo, il guardarsi negli occhi in modo sincero, \u00e8 dare il \u201cbenvenuto\u201d all\u2019altro. Marta e Maria, in fondo, sono le due facce della stessa medaglia dell\u2019accoglienza, di quel \u201cbenvenuto\u201d a Ges\u00f9 che possiamo vivere tutti i giorni, con chiunque incontriamo, sia per caso che in modo programmato. Per l\u2019altra persona possiamo dare un aiuto e prestare un servizio pratico, ma anche solo fermare tutto quello che facciamo, spegnere ogni distrazione e guardare negli occhi e mettersi in ascolto, \u00e8 il primo e pi\u00f9 grande dei servizi.<\/p>\n<p>Basta davvero poco per dire \u201cbenvenuto, benvenuta\u201d all\u2019altro o all\u2019altra, prima ancora che con le parole. E ogni benvenuto sincero che diamo sulla terra arriva direttamente alla porta del cielo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Vangelo, l&#8217;accoglienza di Ges\u00f9 da Marta e Maria rivela due stili: il servizio pratico e l&#8217;ascolto. Ges\u00f9 loda Maria, sottolineando che il vero benvenuto \u00e8 ascoltare il cuore dell&#8217;altro. 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