{"id":4729,"date":"2025-07-26T18:08:13","date_gmt":"2025-07-26T16:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4729"},"modified":"2025-07-26T18:08:13","modified_gmt":"2025-07-26T16:08:13","slug":"preghiera-contagiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/07\/26\/preghiera-contagiosa\/","title":{"rendered":"preghiera contagiosa"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9 ci insegna che <strong>pregare<\/strong> \u00e8 incontrare Dio come <strong>Padre<\/strong>, un amore incondizionato, non un giudice. Ogni preghiera e rito deve condurci a questa <strong>intimit\u00e0<\/strong> e a sentirci fratelli. La domanda \u00e8: la nostra preghiera testimonia questo <strong>incontro<\/strong>, ispirando gli altri a voler imparare?<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 27 luglio 2025 &#8211; XVII anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Ges\u00f9 si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: \u00abSignore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli\u00bb. Ed egli disse loro: \u00abQuando pregate, dite:<br \/>\n\u201cPadre,<br \/>\nsia santificato il tuo nome,<br \/>\nvenga il tuo regno;<br \/>\ndacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,<br \/>\ne perdona a noi i nostri peccati,<br \/>\nanche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,<br \/>\ne non abbandonarci alla tentazione\u201d\u00bb.<br \/>\nPoi disse loro: \u00abSe uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: \u201cAmico, prestami tre pani, perch\u00e9 \u00e8 giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli\u201d; e se quello dall\u2019interno gli risponde: \u201cNon m\u2019importunare, la porta \u00e8 gi\u00e0 chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani\u201d, vi dico che, anche se non si alzer\u00e0 a darglieli perch\u00e9 \u00e8 suo amico, almeno per la sua invadenza si alzer\u00e0 a dargliene quanti gliene occorrono.<br \/>\nEbbene, io vi dico: chiedete e vi sar\u00e0 dato, cercate e troverete, bussate e vi sar\u00e0 aperto. Perch\u00e9 chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sar\u00e0 aperto.<br \/>\nQuale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli dar\u00e0 una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli dar\u00e0 uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi\u00f9 il Padre vostro del cielo dar\u00e0 lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 11,1-13)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;evangelista Luca, raccontandoci di Ges\u00f9 che insegna ai suoi discepoli la preghiera del &#8220;Padre&#8221;, ci presenta il contesto di questo insegnamento. Sono i discepoli che gli chiedono: &#8220;Signore, insegnaci a pregare\u2026&#8221;. Da dove nasce questa richiesta? Perch\u00e9 vogliono che Ges\u00f9 insegni loro &#8220;a pregare&#8221;? Non gli chiedono di insegnare &#8220;le preghiere&#8221;, che da buoni ebrei praticanti conoscevano gi\u00e0. Non sono interessati a formule o riti particolari, ma al &#8220;come si prega&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ges\u00f9 si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito\u2026&#8221;. \u00c8 cos\u00ec che inizia il nostro brano di Vangelo, ed \u00e8 da questo che si comprende la domanda degli apostoli. Vedono Ges\u00f9 ritagliarsi uno spazio particolare con Dio, e da questo incontro Egli esce sempre capace di parole e gesti straordinari. Ed \u00e8 proprio sulla croce, nel momento meno &#8220;rituale&#8221; e fuori dallo spazio &#8220;sacro&#8221; del Tempio, che Ges\u00f9 mostrer\u00e0 la sua intimit\u00e0 pi\u00f9 profonda con Dio, che sente e chiama anche l\u00ec &#8220;Padre&#8221;.<\/p>\n<p>Ricordo bene quando, esattamente 40 anni fa, sono stato a Taiz\u00e9 con i giovani della mia parrocchia. Taiz\u00e9 \u00e8 una comunit\u00e0 cristiana monastica ecumenica internazionale fondata nel 1940 da Roger Schutz, meglio conosciuto come Fr\u00e8re Roger. Ero un diciottenne che si stava avvicinando alla parrocchia e non aveva molta conoscenza della preghiera, se non quanto mi era stato insegnato da piccolo e dal fatto che andavo a messa la domenica. Ero in quella fase della vita in cui non mi bastavano pi\u00f9 le cose che avevo imparato e cercavo nuovi stimoli per il mio cammino, anche nella vita cristiana. Ricordo che in quella settimana partecipammo alle varie preghiere in tutte le lingue, con molti canti anch&#8217;essi in varie lingue, di cui capivo assai poco. Rimasi colpito dal clima di preghiera e unit\u00e0 che si respirava anche tra cristiani di altre chiese e tradizioni, provenienti da posti lontani e con i quali era faticoso conversare a causa della diversit\u00e0 di lingue. Eppure, nel momento della preghiera corale si respirava una profonda fratellanza che poi facilitava anche i momenti successivi della vita del campo, nel quale eravamo in migliaia.<\/p>\n<p>Non so quali preghiere si facessero, ma sapevo che si pregava, e volevo anch&#8217;io imparare quel modo di pregare, perch\u00e9 rendeva concreto il Vangelo negli atteggiamenti sia durante la preghiera stessa che dopo. E anche il tempo della preghiera, lungo o breve che fosse, era davvero secondario. Tra le esperienze che mi hanno portato successivamente a entrare in seminario c&#8217;\u00e8 sicuramente quella di Taiz\u00e9, perch\u00e9 sento che proprio in quei momenti, tra canti, salmi e fraternit\u00e0, ho imparato molto a pregare.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, alla domanda &#8220;insegnaci a pregare&#8221; posta dai suoi discepoli, non insegna una formula, ma indica una direzione, indica il volto di Dio. La prima parola \u00e8 &#8220;Padre&#8221;. La preghiera \u00e8 sentire Dio non come un irraggiungibile assoluto fuori dal mondo e dalla storia, giudice implacabile e da temere, ma \u00e8 sentire con la mente e il cuore che Dio \u00e8 &#8220;Padre&#8221;, cio\u00e8 colui che ci ama incondizionatamente, proprio come fa un genitore con i propri figli. E con questo Dio Padre si pu\u00f2 comunicare.<\/p>\n<p>Ogni preghiera che facciamo e ogni rito che svolgiamo, antico o nuovo, breve o lungo che sia, serve per condurci a sentire Dio come Padre e a sentirci tutti noi come fratelli e sorelle uniti in un mondo di pace.<\/p>\n<p>E allora mi pongo una domanda, e questa domanda la estendo alla mia assemblea con la quale celebro il rito della messa: quando prego, si avverte questa intimit\u00e0 con Dio? Quando la comunit\u00e0 si raduna, recita le preghiere e canta, testimonia un vero incontro con Dio e tra le persone? Chi ci vede pregare e poi vivere insieme dopo aver pregato, viene toccato nel cuore e sente il desiderio di partecipare a questo incontro speciale con Dio? In chi ci vede pregare, nasce la domanda: &#8220;Insegnaci a pregare&#8221;?<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 ci insegna che pregare \u00e8 incontrare Dio come Padre, un amore incondizionato, non un giudice. Ogni preghiera e rito deve condurci a questa intimit\u00e0 e a sentirci fratelli. La domanda \u00e8: la nostra preghiera testimonia questo incontro, ispirando gli altri a voler imparare? 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