{"id":4766,"date":"2025-09-27T18:30:36","date_gmt":"2025-09-27T16:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4766"},"modified":"2025-09-27T18:30:36","modified_gmt":"2025-09-27T16:30:36","slug":"vuoti-incolmabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/09\/27\/vuoti-incolmabili\/","title":{"rendered":"vuoti (in)colmabili?"},"content":{"rendered":"<p><em>Ges\u00f9, nella parabola del ricco e di Lazzaro, non vuole descrivere l\u2019aldil\u00e0 ma richiamarci a non vivere nell\u2019indifferenza. Il vero inferno \u00e8 l\u2019abisso tra chi ha e chi soffre: colmarlo con carit\u00e0, ascolto e solidariet\u00e0 ci fa gi\u00e0 gustare un anticipo di paradiso nella nostra vita e nel mondo.<\/em><br \/>\n<em>(Domenica 28 settembre 2025 &#8211;\u00a0XXVI anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai farisei:<br \/>\n\u00abC&#8217;era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.<br \/>\nUn giorno il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Mor\u00ec anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: &#8220;Padre Abramo, abbi piet\u00e0 di me e manda Lazzaro a intingere nell&#8217;acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perch\u00e9 soffro terribilmente in questa fiamma&#8221;.<br \/>\nMa Abramo rispose: &#8220;Figlio, ric\u00f2rdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui \u00e8 consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di pi\u00f9, tra noi e voi \u00e8 stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, n\u00e9 di l\u00ec possono giungere fino a noi&#8221;.<br \/>\nE quello replic\u00f2: &#8220;Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perch\u00e9 ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perch\u00e9 non vengano anch&#8217;essi in questo luogo di tormento&#8221;. Ma Abramo rispose: &#8220;Hanno Mos\u00e8 e i Profeti; ascoltino loro&#8221;. E lui replic\u00f2: &#8220;No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andr\u00e0 da loro, si convertiranno&#8221;. Abramo rispose: &#8220;Se non ascoltano Mos\u00e8 e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti&#8221;\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 16,19-31)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tante chiese troviamo nei quadri e negli affreschi la rappresentazione del paradiso e dell\u2019inferno. Gli artisti, su commissione della Chiesa, cercavano di raccontare cosa succede dopo la morte e la possibile doppia destinazione eterna, usando elementi riconoscibili per indicare il luogo nel quale saremmo inviati. Cos\u00ec, il paradiso (con anche l\u2019anticamera del purgatorio) viene immaginato in alto, tra le nuvole, luminoso e felice; l\u2019inferno, invece, \u00e8 raffigurato come un luogo in basso, oscuro e abitato da fiamme eterne.<\/p>\n<p>Ovviamente non abbiamo alcuna immagine reale n\u00e9 idea precisa di come e dove saranno paradiso e inferno. Ci sono racconti di visioni di santi, ma non fanno che riproporre elementi tradizionali, provenienti dalle culture antiche e dalla visione religiosa ebraica. Anche Ges\u00f9, nella parabola del ricco e di Lazzaro, usa questo linguaggio. Dopo aver descritto brevemente la loro vita, il racconto narra la morte dei due e la diversa destinazione: Lazzaro accanto a Dio, finalmente felice dopo una vita di privazioni, e il ricco negli inferi, tra fiamme che lo tormentano. Tra i due luoghi, Ges\u00f9 descrive una separazione definitiva e incolmabile.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 il ricco finisce all\u2019inferno? Quali colpe cos\u00ec gravi lo condannano? E perch\u00e9 Lazzaro va in paradiso? Che cosa ha fatto di cos\u00ec meritevole? Siamo d\u2019accordo con questo giudizio, o sentiamo che qualcosa non torna nel racconto di Ges\u00f9?<\/p>\n<p>La domanda vera \u00e8: cosa vuole insegnarci Ges\u00f9 con questo racconto cos\u00ec forte? Non intende parlare dell\u2019aldil\u00e0 come se ci desse uno \u201cspoiler\u201d sulla condizione futura. Se fosse cos\u00ec, anche tralasciando le fiamme, sarebbe proprio il criterio di destinazione a lasciare perplessi. Il ricco non viene presentato come disonesto o malvagio, ma semplicemente come uno che ha vissuto del suo. E Lazzaro non \u00e8 detto che sia stato virtuoso: poteva essere diventato povero anche per colpa sua, comportandosi da \u201clazzarone\u201d. Il Vangelo non vuole spaventare con minacce di tormenti, altrimenti non sarebbe \u201cbuona notizia\u201d, ma \u201creligione della paura\u201d.<\/p>\n<p>La vera questione \u00e8 la distanza incolmabile tra il ricco e Lazzaro. In vita erano vicini, ma lontanissimi, senza possibilit\u00e0 di incontro. Il racconto non condanna la ricchezza n\u00e9 esalta la miseria: richiama piuttosto a non creare abissi di indifferenza. Il vero dramma \u00e8 il ricco che non si accorge del povero alla sua porta. L\u2019immagine delle fiamme rovescia la situazione per mostrarci cosa accade quando ignoriamo gli altri: presi dalle nostre cose, diventiamo ciechi ai bisogni di chi soffre. E chi soffre non sempre \u201cmerita\u201d aiuto: spesso porta colpe che non conosciamo. Ma resta comunque nel bisogno, e l\u2019indifferenza non fa che aumentare la sua sofferenza e, in fondo, anche la nostra. L\u2019egoismo inaridisce il cuore e lo rende vuoto.<\/p>\n<p>Non sappiamo come sar\u00e0 l\u2019inferno o il paradiso dopo la morte, ma possiamo gi\u00e0 intravederli nelle guerre, nelle ingiustizie e nelle solitudini che segnano la vita. Ges\u00f9 non presenta Dio come un giudice terribile che condanna arbitrariamente: ci scuote piuttosto a colmare con carit\u00e0, ascolto e perdono i vuoti infernali che separano le nostre vite.<\/p>\n<p>Mi viene da fare un esempio molto schierato, ne sono convinto, ma sento che pu\u00f2 attualizzare per comprendere il messaggio del Vangelo. La Global Sumud Flottilla, composta da imbarcazioni cariche di aiuti, testimonia che non \u00e8 possibile rimanere indifferenti davanti all\u2019inferno dei tanti Lazzari che sono a Gaza, ai piedi della mensa delle nostre ricche nazioni europee. Qualcosa va fatto perch\u00e9 non resti un vuoto incolmabile creato dalla guerra.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo un esempio, ma sta a ciascuno di noi trovare il modo perch\u00e9 nessun Lazzaro, anche se \u201clazzarone\u201d, rimanga lontano dal nostro sguardo e dal nostro aiuto concreto. Nella solidariet\u00e0 vera e concreta avremo gi\u00e0 un\u2019anticipazione non dell\u2019inferno, ma del paradiso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9, nella parabola del ricco e di Lazzaro, non vuole descrivere l\u2019aldil\u00e0 ma richiamarci a non vivere nell\u2019indifferenza. 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