{"id":4773,"date":"2025-10-11T17:13:58","date_gmt":"2025-10-11T15:13:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4773"},"modified":"2025-10-11T19:16:48","modified_gmt":"2025-10-11T17:16:48","slug":"sistemi-di-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/10\/11\/sistemi-di-sicurezza\/","title":{"rendered":"sistemi di sicurezza"},"content":{"rendered":"<p><em>Viviamo in un tempo che innalza barriere e cerca sicurezza contro tutto e tutti. Ges\u00f9, invece, ascolta e accoglie chi \u00e8 escluso, abbattendo muri di paura e pregiudizio. La vera fede non isola, ma guarisce: solo l\u2019amore senza limiti costruisce la Chiesa di cui il mondo ha bisogno.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 12 ottobre 2025 &#8211; XXVIII anno C)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lungo il cammino verso Gerusalemme, Ges\u00f9 attraversava la Samar\u00eca e la Galilea.<br \/>\nEntrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: \u00abGes\u00f9, maestro, abbi piet\u00e0 di noi!\u00bb. Appena li vide, Ges\u00f9 disse loro: \u00abAndate a presentarvi ai sacerdoti\u00bb. E mentre essi andavano, furono purificati.<br \/>\nUno di loro, vedendosi guarito, torn\u00f2 indietro lodando Dio a gran voce, e si prostr\u00f2 davanti a Ges\u00f9, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.<br \/>\nMa Ges\u00f9 osserv\u00f2: \u00abNon ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si \u00e8 trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all\u2019infuori di questo straniero?\u00bb. E gli disse: \u00ab\u00c0lzati e va\u2019; la tua fede ti ha salvato!\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 17,11-19)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I mezzi di comunicazione, da qualche tempo, ci martellano con la pubblicit\u00e0 di una nota marca che si occupa di sicurezza per la casa. Ovviamente, la campagna pubblicitaria \u00e8 finalizzata non solo a farci conoscere i sistemi di sicurezza (telecamere, pronto intervento, sistemi di dissuasione dei ladri, ecc.), ma anche, in qualche modo, a creare il bisogno di acquistare quel sistema. Questo vale, naturalmente, per ogni campagna pubblicitaria di qualsiasi prodotto.<br \/>\nE cos\u00ec, chi vuole vendermi un sistema di sicurezza per la casa mi mette davanti tutti i rischi che corro se non lo installo e se non ci penso subito. Mentre scrivo, mi cade l\u2019occhio anche sui sistemi di videosorveglianza che io stesso ho fatto installare da qualche anno, sia in canonica sia negli ambienti dell\u2019oratorio. Il mio pensiero corre poi a ci\u00f2 che tutti conosciamo in questo scorcio della storia dell\u2019umanit\u00e0, nel quale si parla sempre pi\u00f9 di muri che si alzano, di arsenali bellici e di sistemi di sicurezza che aumentano, a fronte di un senso generale di insicurezza e del crescente bisogno di mettersi al sicuro.<\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che avveniva anche ai tempi di Ges\u00f9, a tutti i livelli, sia sociale che religioso. Davanti a un senso di pericolo e di insicurezza si alzavano barriere, anche religiose, che alla fine risultavano pi\u00f9 terribili di quelle fisiche.<br \/>\nIn un tempo in cui non esisteva la conoscenza medica attuale, la lebbra era considerata uno dei mali pi\u00f9 temuti dalla societ\u00e0. Bastava un piccolo segno sulla pelle che facesse sospettare la malattia perch\u00e9 scattasse, per chi lo mostrava, una vera e propria espulsione dalla convivenza sociale. E per \u201calzare\u201d ulteriormente la barriera di protezione, si accusava il malato, anche solo presunto, di essere impuro davanti a Dio e maledetto. Chi era affetto da lebbra era condannato alla povert\u00e0 pi\u00f9 assoluta, escluso dai centri abitati e inavvicinabile. Una situazione simile, in qualche modo, l\u2019abbiamo vissuta negli anni \u201980 del secolo scorso con la diffusione mondiale dell\u2019AIDS, che condannava anche il solo sieropositivo allo stigma sociale, all\u2019esclusione e alla condanna morale quasi senza appello.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 si trova di fronte dieci lebbrosi che, rimanendo a distanza come prevedevano le regole religiose e sociali, gridano verso di lui. Ges\u00f9 non \u00e8 sordo a quel grido e supera la prima barriera di sicurezza alzata dalla societ\u00e0: li ascolta senza giudicare e senza emettere facili condanne. Gi\u00e0 in questo ascolto troviamo un insegnamento per le nostre barriere di sicurezza, quelle che alziamo per difenderci da coloro che oggi percepiamo come inavvicinabili o pericolosi: chi la pensa diversamente da noi, chi \u00e8 in conflitto con noi, persone di altre religioni, o che vivono scelte di vita e condizioni sociali lontane dalle nostre abitudini e convinzioni. Sono tanti i \u201clebbrosi\u201d di oggi, sia a livello sociale sia personale.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ascolta il grido di aiuto, perch\u00e9 non vede il pericolo, ma il bisogno e l\u2019ingiustizia del sistema di sicurezza del suo mondo religioso. La guarigione dei lebbrosi, chiamata nel testo \u201cpurificazione\u201d proprio per l\u2019idea di peccato legata alla malattia, avviene lungo il cammino verso il Tempio. La regola religiosa prevedeva infatti che fossero i sacerdoti ad ammettere o escludere. Ges\u00f9 manda i lebbrosi dai sacerdoti per guarire anche loro e l\u2019intera societ\u00e0 da quella regola ingiusta, da quel sistema di sicurezza che, per paura, escludeva e condannava.<\/p>\n<p>L\u2019evangelista racconta che solo uno dei dieci torna indietro subito da Ges\u00f9. Lo fa per testimoniare la sua fede, per riconoscere il dono ricevuto e per affermare che ogni regola religiosa o sociale che separa le persone \u00e8 ingiusta e da abbattere. Forse anche gli altri nove sono tornati in seguito, ma di fatto \u00e8 proprio il samaritano \u2014 che oltre allo stigma della lebbra portava quello dell\u2019essere straniero \u2014 a diventare, da guarito, anche guaritore, perch\u00e9 insegna una fede che abbatte barriere e distrugge consuetudini ingiuste.<\/p>\n<p>Quante barriere alziamo per metterci al sicuro oggi, tra di noi, persino dentro la comunit\u00e0 cristiana? \u00c8 questa la Chiesa che vogliamo costruire: una Chiesa che si preoccupa solo di difendersi dal mondo e dai cambiamenti?<\/p>\n<p>La prima enciclica di papa Leone XIV, <em>Dilexit te<\/em>, sull\u2019amore per i poveri, si conclude con parole profetiche per noi oggi, in un mondo e in una Chiesa cos\u00ec pieni di paure da alzare barriere e creare sempre nuovi sistemi di sicurezza sociali e personali. Scrive papa Leone:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle pieghe pi\u00f9 nascoste della societ\u00e0. Per sua natura, l\u2019amore cristiano \u00e8 profetico, compie miracoli, non ha limiti: \u00e8 per l\u2019impossibile. L\u2019amore \u00e8 soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una Chiesa che non mette limiti all\u2019amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, \u00e8 la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno.\u201d (<em>Dilexit te<\/em>, 120)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in un tempo che innalza barriere e cerca sicurezza contro tutto e tutti. Ges\u00f9, invece, ascolta e accoglie chi \u00e8 escluso, abbattendo muri di paura e pregiudizio. 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