{"id":4789,"date":"2025-11-01T19:46:13","date_gmt":"2025-11-01T18:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4789"},"modified":"2025-11-01T19:46:13","modified_gmt":"2025-11-01T18:46:13","slug":"linfinito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/11\/01\/linfinito\/","title":{"rendered":"l&#8217;infinito"},"content":{"rendered":"<p><em>Il 2 novembre, nella luce della risurrezione, ricordiamo i defunti e guardiamo alla promessa di Dio. Il Vangelo del Giudizio Universale ci ricorda che l\u2019incontro con Lui avviene gi\u00e0 ora: in ogni gesto d\u2019amore verso chi \u00e8 nel bisogno tocchiamo l\u2019infinito che ci attende.<br \/>\n<\/em>(DOMENICA 2 novembre 2025 &#8211;\u00a0Commemorazione di tutti i defunti)<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:<br \/>\n\u00abQuando il Figlio dell\u2019uomo verr\u00e0 nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sieder\u00e0 sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separer\u00e0 gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porr\u00e0 le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.<br \/>\nAllora il re dir\u00e0 a quelli che saranno alla sua destra: \u201cVenite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perch\u00e9 ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi\u201d.<br \/>\nAllora i giusti gli risponderanno: \u201cSignore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?\u201d. E il re risponder\u00e0 loro: \u201cIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u201d.<br \/>\nPoi dir\u00e0 anche a quelli che saranno alla sinistra: \u201cVia, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perch\u00e9 ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato\u201d.<br \/>\nAnch\u2019essi allora risponderanno: \u201cSignore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?\u201d. Allora egli risponder\u00e0 loro: \u201cIn verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi pi\u00f9 piccoli, non l\u2019avete fatto a me\u201d.<br \/>\nE se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 25,31-46)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle poesie pi\u00f9 famose della letteratura italiana \u00e8 \u201cL\u2019infinito\u201d di Giacomo Leopardi. L\u2019autore, ancora giovane, \u00e8 su un punto elevato della sua citt\u00e0, Recanati, e davanti a s\u00e9 ha un\u2019alta siepe che gli impedisce in parte di vedere l\u2019orizzonte.<br \/>\nScritta nella prima met\u00e0 del XIX secolo, ancora oggi \u00e8 fonte di ispirazione per una meditazione sui limiti che incontriamo nella vita, compreso il limite per eccellenza che \u00e8 la morte. Il nostro vescovo Domenico, nella sua lettera pastorale \u201cSul limite\u201d per la Diocesi di Verona, parte proprio da questa famosa lirica per riflettere sull\u2019esperienza umana del limite e su come possa diventare non un\u2019esperienza che blocca la vita, ma che pu\u00f2 rilanciare la vita e la fede.<\/p>\n<p>Leopardi, che sente angoscia profonda di fronte al mistero dell\u2019infinito che sta oltre quella siepe, assomiglia a ciascuno di noi quando si trova davanti alla siepe della morte e, se vogliamo in maniera molto concreta, davanti alla lapide di una persona cara che la morte ha posto in un aldil\u00e0 infinitamente distaccato da noi, un aldil\u00e0 che angoscia.<br \/>\nIl 2 novembre, che quest\u2019anno cade proprio di domenica, nel giorno in cui celebriamo la resurrezione di Ges\u00f9, \u00e8 davvero un\u2019ottima occasione per riflettere sulla nostra fede davanti al limite della morte.<\/p>\n<p>La pagina di Vangelo che ho scelto, tra le tre proposte dalla liturgia di questo giorno, \u00e8 quella che viene chiamata del Giudizio Universale. Ges\u00f9 non vuole darci un\u2019immagine precisa di come sar\u00e0 l\u2019aldil\u00e0 e in che modo avverr\u00e0 questo giudizio finale da parte di Dio della storia, ma, come sempre, con le sue parole ricche di immagini vuole insegnarci il senso della nostra vita qui e ora.<br \/>\nNell\u2019elenco di situazioni descritte troviamo molte situazioni di limite che, se non ricevono aiuto, portano a superare il limite proprio della morte: fame, sete, nudit\u00e0, malattia e persino essere profugo o in carcere. Sono tutte situazioni limite davanti alle quali spesso siamo portati a non fare nulla, pensando che non sia affare nostro o che sia impossibile fare qualcosa. Cosa posso fare io per la fame e la povert\u00e0 nel mondo, per il problema delle migrazioni, per chi sta davvero male o sta pagando in carcere per i propri errori?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 propone un punto di vista diverso, anzi propone di guardare non con gli occhi ma con il cuore oltre quel limite che ci blocca. Il punto di vista \u00e8 quello dell\u2019incontro con Dio proprio l\u00e0 dove pensavamo non ci fossero che problemi e limiti. Proprio in colui che ha fame e sete, in chi \u00e8 povero e bisognoso, anche in chi ha sbagliato ma ha necessit\u00e0 di misericordia, proprio l\u00ec incontro Dio, con tutta la sua bellezza e ricchezza di amore.<br \/>\n\u201cTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u201d. Ecco il perch\u00e9 fare qualcosa di buono per il prossimo superando indifferenza, paura ed egoismo: nell\u2019assistere chi ha bisogno incontro Dio stesso, che sta \u201cdietro la siepe\u201d del bisogno dell\u2019altro. Nel gesto anche piccolo di carit\u00e0 incontro l\u2019infinito di Dio. Magari non me ne accorgo subito e non sempre \u00e8 facile fare qualcosa, ma Dio \u00e8 sempre l\u00ec dove c\u2019\u00e8 un gesto d\u2019amore.<\/p>\n<p>L\u2019immagine del Giudizio Universale del Vangelo ci ricorda proprio questo: quando saliremo in cielo, al cospetto di Dio, dentro l\u2019infinito del suo amore, ci accorgeremo che quell\u2019infinito lo avevamo, almeno in parte, gi\u00e0 sperimentato nei gesti di amore che abbiamo fatto e anche che abbiamo ricevuto.<br \/>\nGi\u00e0 fin da ora possiamo intuire cosa ci aspetta nell\u2019aldil\u00e0, oltre la siepe della vita: l\u2019infinito amore di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 novembre, nella luce della risurrezione, ricordiamo i defunti e guardiamo alla promessa di Dio. Il Vangelo del Giudizio Universale ci ricorda che l\u2019incontro con Lui avviene gi\u00e0 ora: in ogni gesto d\u2019amore verso chi \u00e8 nel bisogno tocchiamo l\u2019infinito che ci attende. 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