{"id":480,"date":"2009-02-06T19:10:22","date_gmt":"2009-02-06T18:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=480"},"modified":"2009-02-06T19:10:22","modified_gmt":"2009-02-06T18:10:22","slug":"uscire-per-incontrare-e-guarire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/02\/06\/uscire-per-incontrare-e-guarire\/","title":{"rendered":"uscire per incontrare e guarire"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 8 febbraio 2009<\/strong><\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/suocera-guarita-colored.jpg' title='suocera-guarita-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/suocera-guarita-colored.miniatura.jpg' alt='suocera-guarita-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9, uscito dalla sinagoga, subito and\u00f2 nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicin\u00f2 e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasci\u00f2 ed ella li serviva.<br \/>\nVenuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0\u00a0 era riunita davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano affetti da varie malattie e scacci\u00f2 molti dem\u00f2ni; ma non permetteva ai dem\u00f2ni di parlare, perch\u00e8 lo conoscevano.<br \/>\nAl mattino presto si alz\u00f2 quando ancora era buio e, uscito, si ritir\u00f2 in un luogo deserto, e l\u00e0\u00a0 pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: \u00abTutti ti cercano!\u00bb. Egli disse loro: \u00abAndiamocene altrove, nei villaggi vicini, perch\u00e8 io predichi anche l\u00e0\u00a0; per questo infatti sono venuto!\u00bb.<br \/>\nE and\u00f2 per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i dem\u00f2ni.<br \/>\n(dal Vangelo di Marco 1,29-39)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La scorsa settimana con il gruppo dei giovani della parrocchia, ho visto il film &#8220;Cuore Sacro&#8221; di Ferzan Ozpetek. Il film narra di una giovane donna, Irene Ravelli, imprenditrice di fama nazionale, che improvvisamente si trova a scontrarsi con un mondo che non conosce e che da sempre \u00e8 rimasto fuori dal suo mondo fatto di strategie imprenditoriali e profitti in crescita: il mondo della povert\u00e0\u00a0 e della sofferenza. Il regista nel film evidenzia questa incomunicabilit\u00e0\u00a0 tra i due mondi, quello di Irene, la protagonista, e quello dei poveri, barboni, malati di mente e anziani, collocando il primo in un ambientazione fatta di cortili chiusi e di vetrate interne mai aperte verso esterno, cio\u00e8 il mondo dove vivono gli altri, il mondo vero.<br \/>\nIrene, un giorno si imbatte in una ragazzina, piccola ladra, che le apre gli occhi su quella realt\u00e0\u00a0 di povert\u00e0\u00a0 e di solitudine che era rimasta esclusa fino ad allora dalla sua attenzione di affarista.<br \/>\nIn breve Irene si ritrova a conoscere famiglie di poveri anziani che non riescono ad arrivare alla fine del mese e hanno bisogno di qualcuno che porti loro la borsa della spesa. Incontra anche barboni che la malattia mentale li ha trascinati a vivere sui cartoni dei vicoli. Conosce e tocca con mano tante povert\u00e0\u00a0 che mettono in profonda crisi la sua stabilit\u00e0\u00a0 interiore e la sua visione del mondo e di se stessa.<br \/>\nIl film prosegue narrando la profonda trasformazione interiore di Irene che prende forma concreta nell&#8217;operare per i poveri fino a dare tutto quello che possiede, finendo persino ad esser considerata pazza e internata in un manicomio.<br \/>\nIl film affronta il tema della carit\u00e0\u00a0 da un punto di vista pi\u00f9 laico che religioso. La religione, nella visione del regista, sembra quasi un ostacolo per la carit\u00e0\u00a0 vera, ma \u00e8 davvero interessante il messaggio del film secondo il quale solo attraverso il contatto reale e concreto con la sofferenza delle persone si riesce a cambiare e ad operare il vero bene per se e per il mondo. Finch\u00e8 Irene rimane nella sua realt\u00e0\u00a0 chiusa e perfetta, la carit\u00e0\u00a0 \u00e8 solo un optional passeggero e una &#8220;decorazione&#8221; di facciata. Ma quando tocca la sofferenza e da questa sofferenza \u00e8 toccata, allora tutto cambia, e cambiano anche le priorit\u00e0\u00a0 e le scelte quotidiane.<\/p>\n<ul>\nMi colpisce sempre nel Vangelo il fatto che Ges\u00f9 si immerge nelle povert\u00e0\u00a0 e sofferenze delle persone del suo tempo. E in questa &#8220;immersione&#8221; nella concretezza della vita, Ges\u00f9  coinvolge anche i suoi discepoli che gli portano le sofferenze e fanno da portavoce. Ogni tanto Ges\u00f9 si sottrae da questa folla in cerca di guarigione, e nella narrazione evangelica diverse volte ci \u00e8 presentato in preghiera in luoghi deserti. Come uomo (quindi anche come noi&#8230;) Ges\u00f9 ha bisogno ogni tanto di ritrovare le motivazioni profonde della sua azione. Ha bisogno di non perder di vista la direzione della sua vocazione. Lui \u00e8 qui non per risolvere da solo tutti i problemi che incontra, non gli basterebbe una vita di 100 anni! Ma \u00e8 qui per predicare e iniziare un modo nuovo di vivere la vita e le relazioni. Saranno i suoi discepoli dopo di lui, e quindi anche noi oggi, a continuare il suo stile di vita.<br \/>\nCome Ges\u00f9 siamo chiamati a non chiuderci nei nostri mondi dorati, ma ad aprire le finestre e gli occhi e vedere e toccare la vita concreta degli altri, specialmente di chi soffre e di chi ha bisogno di esser consolato, ascoltato e rialzato.<br \/>\nTutti cercano Ges\u00f9&#8230; Tutti cercano un aiuto, un sostengo nella prova, una consolazione della sofferenza, una parola di speranza nel dolore e una mano concreta nella povert\u00e0\u00a0&#8230;<br \/>\nTutti cercano Ges\u00f9. Quindi tutti cercano noi. Noi che siamo cristiani e che portiamo il nome di Ges\u00f9 nel cuore e nella vita.<br \/>\nE come Ges\u00f9 anch&#8217;io devo uscire e andare incontro l&#8217;altro che soffre, consapevole che toccando la sofferenza mi sporco le mani, ma anche cambio la mia vita, rendendola davvero pi\u00f9 simile a quella di Dio.<\/ul>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 8 febbraio 2009 In quel tempo, Ges\u00f9, uscito dalla sinagoga, subito and\u00f2 nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicin\u00f2 e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasci\u00f2 ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0\u00a0 era riunita davanti alla porta. 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