{"id":4817,"date":"2025-12-24T19:40:45","date_gmt":"2025-12-24T18:40:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4817"},"modified":"2025-12-24T19:40:45","modified_gmt":"2025-12-24T18:40:45","slug":"dio-nella-mangiatoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/12\/24\/dio-nella-mangiatoia\/","title":{"rendered":"Dio nella mangiatoia"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel Natale Dio non sceglie il palazzo di Cesare, ma la mangiatoia di Betlemme. Si fa piccolo per essere vicino a ogni vita, anche la pi\u00f9 fragile. Nel presepe scopriamo un Dio che non impone, ma ama, accoglie e prende vita proprio dove siamo.<\/em><br \/>\n<em>(Gioved\u00ec 25 dicembre 2025 &#8211;\u00a0Natale del Signore)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordin\u00f2 che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria citt\u00e0.<br \/>\nAnche Giuseppe, dalla Galilea, dalla citt\u00e0 di N\u00e0zaret, sal\u00ec in Giudea alla citt\u00e0 di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.<br \/>\nMentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perch\u00e9 per loro non c\u2019era posto nell\u2019alloggio.<br \/>\nC\u2019erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all\u2019aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si present\u00f2 a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l\u2019angelo disse loro: \u00abNon temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi, nella citt\u00e0 di Davide, \u00e8 nato per voi un Salvatore, che \u00e8 Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia\u00bb.<br \/>\nE subito apparve con l\u2019angelo una moltitudine dell\u2019esercito celeste, che lodava Dio e diceva:<br \/>\n\u00abGloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli<br \/>\ne sulla terra pace agli uomini, che egli ama\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Luca 2,1-14)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per parlare del Natale, quest\u2019anno vorrei parlarvi di Francesco.<br \/>\nNo, non \u00e8 san Francesco: anche se il prossimo anno ricorreranno gli 800 anni dalla morte del santo di Assisi, patrono d\u2019Italia e \u201cinventore\u201d del presepe a Greccio. Vorrei parlarvi di un altro Francesco: un giovane di 32 anni, del mio paese di origine, che qualche mese fa \u00e8 venuto a mancare improvvisamente.<\/p>\n<p>Francesco era segnato fin dalla nascita da una disabilit\u00e0 mentale che lo faceva soffrire molto, e con lui soffriva anche la sua famiglia, che fino all\u2019ultimo si \u00e8 presa cura di lui, condividendone fatiche e limiti.<br \/>\nAveva per\u00f2 una fede grandissima e sincera. Uno dei suoi sogni era diventare prete, tanto da farsi spesso chiamare \u201cdon\u201d, e anche se lo rimproveravo, lo facevo sempre con il sorriso.<\/p>\n<p>Aveva due grandi passioni: le campane, di cui collezionava registrazioni di concerti di campanili, e il presepe. In casa sua il presepe c\u2019era tutto l\u2019anno, sempre arricchito da nuovi personaggi e costruzioni, realizzati con l\u2019aiuto del pap\u00e0. Mi sono spesso chiesto da dove nascesse questo amore cos\u00ec profondo per la rappresentazione della nascita di Ges\u00f9. Perch\u00e9 proprio il presepe?<\/p>\n<p>Forse la risposta si trova nel Vangelo del Natale. Nel racconto di Luca sembra di assistere a una sorta di \u201czoom\u201d: si parte dall\u2019alto, dalla visione di tutta la terra dominata dal potere assoluto dell\u2019imperatore romano, per arrivare a un dettaglio minuscolo, una coppia di genitori, Maria e Giuseppe, che depongono il loro bambino in una mangiatoia.<br \/>\nIn quel bambino \u00e8 racchiusa tutta la storia del mondo: nato come tanti altri, da genitori semplici, in una delle regioni pi\u00f9 marginali dell\u2019Impero. Da Cesare che si fa adorare come un dio a Dio che si fa bambino; dal potere assoluto alla fragilit\u00e0 pi\u00f9 totale; da chi pretende tutto a chi chiede solo di essere accolto.<\/p>\n<p>Quando san Francesco realizz\u00f2 il presepe di Greccio, voleva proprio questo: sperimentare che nella povert\u00e0 e nella semplicit\u00e0 di una stalla Dio si rende vicino, percepibile, presente. Forse \u00e8 per questo che anche il nostro Francesco amava cos\u00ec tanto il presepe e cercava continuamente di ricrearlo, senza mai sentirlo del tutto compiuto. In quella passione c\u2019era una voce che gli diceva che in ogni vita, anche la pi\u00f9 fragile e segnata da limiti, Dio si fa presente, tutto intero.<br \/>\nNon nel palazzo di Cesare, ma nella mangiatoia di Betlemme: \u00e8 l\u00ec che Dio diventa visibile e fa sentire il cielo vicino.<\/p>\n<p>Guardiamo allora anche alle nostre vite, senza giudicarci a vicenda e senza cedere alla tentazione di invidiare i \u201cCesari\u201d del mondo, mettendoci in competizione tra noi. Proviamo a riconoscere Dio proprio l\u00ec dove viviamo, cos\u00ec come siamo, e cos\u00ec come sono le persone che ci stanno accanto.<\/p>\n<p>Pensiamo alle tante povert\u00e0 generate da guerre, ingiustizie e violenze che devastano i popoli. E pensiamo a Dio che sceglie di andare proprio l\u00ec, oltrepassando la soglia del cielo e scendendo in ci\u00f2 che \u00e8 piccolo e fragile.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il messaggio del Natale: un Dio che non impone, non minaccia, non costringe. Nella debolezza di un bambino deposto in una mangiatoia si manifesta tutta la grandezza di Dio, ma soprattutto tutto il suo amore.<\/p>\n<p>Nel presepe di quest\u2019anno della nostra parrocchia c\u2019\u00e8 anche un po\u2019 del nostro amico Francesco, con le case e le rocce di polistirolo che richiamano il Santo Sepolcro, donate dalla sua famiglia. E con la stessa passione con cui Francesco sentiva, davanti al presepe, che Dio gli voleva bene, anche noi lasciamoci amare, accogliere e comprendere. E impariamo a fare della nostra vita, per quanto povera sia, il luogo in cui Dio prende vita.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-4820\" src=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504.jpg\" alt=\"\" width=\"522\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504.jpg 1639w, https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/20251223_213504-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Natale Dio non sceglie il palazzo di Cesare, ma la mangiatoia di Betlemme. 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