{"id":4825,"date":"2025-12-31T22:38:45","date_gmt":"2025-12-31T21:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4825"},"modified":"2025-12-31T22:38:45","modified_gmt":"2025-12-31T21:38:45","slug":"lesercito-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2025\/12\/31\/lesercito-della-pace\/","title":{"rendered":"l&#8217;esercito della pace"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal presepe nasce un esercito disarmato: i pastori che credono alla pace. In un mondo che si affida alla forza e alle armi, Dio sceglie la fragilit\u00e0 di un bambino. La pace non \u00e8 un\u2019idea astratta: \u00e8 possibile, se disarmiamo mani, parole e cuori.<\/em><br \/>\n<em>(GIOVEDI\u2019 1 gennaio 2026 &#8211; Maria Madre di Dio)<\/em><br \/>\n<em>giornata mondiale della pace<\/em><!--more--><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ci\u00f2 che del bambino era stato detto loro.<br \/>\nTutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.<br \/>\nI pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com\u2019era stato detto loro.<br \/>\nQuando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Ges\u00f9, come era stato chiamato dall\u2019angelo prima che fosse concepito nel grembo.<br \/>\n(Dal Vangelo di Luca 2,16-21)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo giorno dell\u2019anno, dal 1968, per volere di papa Paolo VI, \u00e8 consacrato alla pace. Nel passaggio da un anno all\u2019altro, tempo di bilanci del passato e di propositi per il futuro immediato, la pace viene posta davanti a tutti come obiettivo da raggiungere: cristiani e non, ogni popolo ed essere umano.<\/p>\n<p>Guardando alla scena del Natale, cos\u00ec come ce la offre il Vangelo di Luca e come la tradizione del presepe ci ha insegnato a conoscerla, sono sempre colpito da quel gruppo di pastori che, all\u2019annuncio degli angeli, vanno alla stalla di Betlemme e poi tornano indietro con un messaggio per tutti, un messaggio arrivato fino a noi oggi. Questo gruppo di pastori, uomini, donne e bambini, con le pecore e gli altri animali, che converge verso la mangiatoia mi d\u00e0 l\u2019idea di un esercito. Ma non \u00e8 un esercito di guerra, armato fino ai denti, pronto ad attaccare o a difendersi con la forza: \u00e8 un esercito di pace, disarmato.<\/p>\n<p>Anche in questo 2025 che si \u00e8 concluso abbiamo visto crescere gli eserciti in lotta tra loro e, soprattutto, aumentare gli armamenti, sempre pi\u00f9 sofisticati e \u201cintelligenti\u201d, secondo l\u2019intelligenza della guerra e non della pace. La pace sembra diventare sempre pi\u00f9 una parola bella ma astratta, un ideale che abbiamo nel cuore ma non nei fatti. La legge che seguiamo \u00e8 spesso quella del pi\u00f9 forte, del meglio armato, del vincente a tutti i costi. Non seguiamo pi\u00f9 la legge della pace: quel moto interiore verso il bene comune e l\u2019armonia con il prossimo, che tutti abbiamo scritto dentro, ma che viene soffocato dai conflitti vicini e lontani e, soprattutto, da tante parole cariche di odio e violenza che usiamo tra di noi.<\/p>\n<p>Papa Leone, nel suo messaggio per la pace del 2026, ci invita a credere in una pace \u201cdisarmata e disarmante\u201d, come ripete fin dall\u2019inizio del suo pontificato nel maggio 2025.<\/p>\n<p>Proprio nella mangiatoia di Betlemme Dio mostra la via della pace disarmata: quella di un bambino fragile che racchiude tutta la vita, la forza e il futuro dell\u2019umanit\u00e0. I pastori accorrono a vedere questo segno potente e debole allo stesso tempo, capace di disarmare i cuori, aprire alla dolcezza e chiedere non di combattere, ma di accogliere. Ges\u00f9 bambino, con la sua semplice famiglia di Maria e Giuseppe, \u00e8 disarmante perch\u00e9 offre una prospettiva di vita che cambia la storia personale e quella del mondo. \u00c8 un messaggio che non obbliga a credere in Dio, ma invita a credere al frutto pi\u00f9 bello di Dio: la pace tra gli uomini. Gli angeli, nel racconto del Natale, cantano proprio cos\u00ec: \u00abGloria a Dio nel cielo e pace in terra tra gli uomini\u00bb.<\/p>\n<p>Ci crediamo davvero a questa pace possibile? Vogliamo anche noi arruolarci in questo esercito della pace, fatto di pastori e di tutti coloro che, lungo la storia dell\u2019umanit\u00e0, hanno creduto che la pace \u00e8 sempre possibile?<\/p>\n<p>Disarmiamo allora le mani da gesti e scelte che dividono, rubano e annientano il prossimo. Disarmiamo le parole che offendono e umiliano. Disarmiamo i cuori da cattiverie e malizie. Forse non potremo fare nulla per le tante, troppe guerre nel mondo, ma possiamo coltivare la pace attorno a noi e portarla nella nostra vita quotidiana. Uniamoci ai pastori che, poveri e sperduti in una notte di duemila anni fa, hanno creduto alla pace di Ges\u00f9 e l\u2019hanno consegnata fino a noi oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal presepe nasce un esercito disarmato: i pastori che credono alla pace. In un mondo che si affida alla forza e alle armi, Dio sceglie la fragilit\u00e0 di un bambino. La pace non \u00e8 un\u2019idea astratta: \u00e8 possibile, se disarmiamo mani, parole e cuori. 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