{"id":4839,"date":"2026-01-24T19:41:14","date_gmt":"2026-01-24T18:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4839"},"modified":"2026-01-24T19:41:14","modified_gmt":"2026-01-24T18:41:14","slug":"parole-di-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2026\/01\/24\/parole-di-luce\/","title":{"rendered":"parole di luce"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cTe l\u2019avevo detto\u2026\u201d di solito divide e ferisce. E se invece fosse una parola di speranza? Nel Vangelo di questa domenica scopriamo un Dio che non giudica, ma illumina: una luce promessa da sempre che entra nella nostra storia, anche nelle sue zone pi\u00f9 buie.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 25 gennaio 2026 &#8211;\u00a0III anno A)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Quando Ges\u00f9 seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritir\u00f2 nella Galilea, lasci\u00f2 N\u00e0zaret e and\u00f2 ad abitare a Caf\u00e0rnao, sulla riva del mare, nel territorio di Z\u00e0bulon e di N\u00e8ftali, perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto per mezzo del profeta Isa\u00eca:<br \/>\n\u00abTerra di Z\u00e0bulon e terra di N\u00e8ftali,<br \/>\nsulla via del mare, oltre il Giordano,<br \/>\nGalilea delle genti!<br \/>\nIl popolo che abitava nelle tenebre<br \/>\nvide una grande luce,<br \/>\nper quelli che abitavano in regione e ombra di morte<br \/>\nuna luce \u00e8 sorta\u00bb.<br \/>\nDa allora Ges\u00f9 cominci\u00f2 a predicare e a dire: \u00abConvertitevi, perch\u00e9 il regno dei cieli \u00e8 vicino\u00bb.<br \/>\nMentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: \u00abVenite dietro a me, vi far\u00f2 pescatori di uomini\u00bb. Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiam\u00f2. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.<br \/>\nGes\u00f9 percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0 nel popolo.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 4,12-23)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTe l\u2019avevo detto\u2026\u201d \u00e8 tra le frasi pi\u00f9 antipatiche nelle relazioni tra le persone. Di solito si usa quando a qualcuno capita qualcosa di negativo e gli si vuole ricordare che era stato avvertito, ma non ha voluto ascoltare. \u00c8 un\u2019espressione che raramente aiuta e che mette chi la pronuncia su un piano di giudizio. Il \u201cte l\u2019avevo detto\u2026\u201d suona quasi sempre come una frattura nella relazione.<\/p>\n<p>Eppure potrebbe essere proprio l\u2019espressione giusta per comprendere il Vangelo di questa domenica. Matteo racconta l\u2019inizio della missione di Ges\u00f9: il trasferimento da Nazareth a Cafarnao, la scelta della Galilea come luogo della predicazione, la chiamata dei primi discepoli, pescatori del lago, che lo seguono immediatamente. Nulla, a prima vista, di straordinario: anche allora comparivano maestri che raccoglievano attorno a s\u00e9 un gruppo di discepoli.<\/p>\n<p>Eppure Matteo, che conosce gi\u00e0 tutta la vicenda di Ges\u00f9, fino alla sua morte e risurrezione a Gerusalemme, afferma che ci\u00f2 che sta accadendo \u00e8 il compimento delle antiche promesse dei profeti. Pi\u00f9 volte scriver\u00e0: \u201ccome \u00e8 stato detto\u2026 come \u00e8 scritto\u2026\u201d, per dire che parole e gesti di Ges\u00f9 erano stati annunciati prima. Il profeta Isaia, vissuto secoli prima, aveva parlato di una luce capace di illuminare un popolo immerso nelle tenebre della storia: tenebre di guerra, deportazione, peccato e morte. Questa luce di speranza e di presenza di Dio si realizza nella storia concreta dell\u2019uomo Ges\u00f9, nelle sue parole e nei suoi gesti.<\/p>\n<p>Matteo ci dice, lungo tutto il suo Vangelo, che Dio \u201cce l\u2019aveva gi\u00e0 detto\u201d ci\u00f2 che stava per accadere. Non per giudicare o farci sentire in colpa, ma per attirare la nostra attenzione sulla storia di Ges\u00f9, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 semplici, normali e umani.<\/p>\n<p>Questa domenica, la terza dopo il tempo di Natale, \u00e8 chiamata \u201cdomenica della Parola\u201d. Papa Francesco l\u2019ha istituita per ricordarci che senza la Parola di Dio, senza la Bibbia e soprattutto senza il Vangelo, non riusciamo a comprendere Dio, e la nostra vita di fede si svuota di significato.<\/p>\n<p>La Parola di Dio non serve solo ad ascoltare una storia antica, ma a riconoscere quella storia dentro la nostra. La vita di fede \u00e8 il continuo ripetersi della vita di Ges\u00f9. Leggere, meditare e pregare il Vangelo ci aiuta a sentire Ges\u00f9 vivo oggi e a non ridurre la fede a un insieme di regole o tradizioni. Quando il Vangelo entra nella mente, scende nel cuore e prende forma nei gesti e nelle parole, diventa una luce potente, capace di illuminare anche le situazioni pi\u00f9 buie.<\/p>\n<p>San Paolo, nella seconda lettura, richiama i cristiani di Corinto per le divisioni presenti tra loro. Le divisioni, nelle famiglie, nelle comunit\u00e0 e tra i popoli, che spesso diventano sofferenza e guerra, nascono da parole e gesti che comunicano il male invece del bene. Per questo abbiamo bisogno del Vangelo: perch\u00e9 le sue parole uniscono, donano speranza e insegnano la pace.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di ascoltare la Parola di Dio che dice al nostro cuore: \u201cte l\u2019avevo detto\u2026 e te lo dico ancora\u201d: Ges\u00f9 \u00e8 la luce che tutti cerchiamo, una luce che dona pace, che guida e che entra in profondit\u00e0 in ogni nostra tenebra.<\/p>\n<p>E cos\u00ec anche le nostre parole, nelle situazioni pi\u00f9 quotidiane e nelle relazioni pi\u00f9 semplici, possono diventare parole di luce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTe l\u2019avevo detto\u2026\u201d di solito divide e ferisce. E se invece fosse una parola di speranza? 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