{"id":484,"date":"2009-02-20T20:24:13","date_gmt":"2009-02-20T19:24:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=484"},"modified":"2009-02-20T20:24:13","modified_gmt":"2009-02-20T19:24:13","slug":"il-malato-sopportato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/02\/20\/il-malato-sopportato\/","title":{"rendered":"il malato sopportato"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 22 febbraio 2009<\/strong><\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/cieco-e-sanremo-colored.jpg' title='cieco-e-sanremo-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/02\/cieco-e-sanremo-colored.miniatura.jpg' alt='cieco-e-sanremo-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>Ges\u00f9 entr\u00f2 di nuovo a Caf\u00e0\u00a0rnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era pi\u00f9 posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.<br \/>\nSi recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo per\u00f2 portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un&#8217;apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Ges\u00f9, vedendo la loro fede, disse al paralitico: \u00abFiglio, ti sono perdonati i peccati\u00bb.<br \/>\nErano seduti l\u00e0\u00a0 alcuni scribi e pensavano in cuor loro: \u00abPerch\u00e8 costui parla cos\u00ec? Bestemmia! Chi pu\u00f2 perdonare i peccati, se non Dio solo?\u00bb. E subito Ges\u00f9, conoscendo nel suo spirito che cos\u00ec pensavano tra s\u00e8, disse loro: \u00abPerch\u00e8 pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa \u00e8 pi\u00f9 facile: dire al paralitico &#8220;Ti sono perdonati i peccati&#8221;, oppure dire &#8220;\u00e0lzati, prendi la tua barella e cammina&#8221;? Ora, perch\u00e8 sappiate che il Figlio dell&#8217;uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te &#8211; disse al paralitico -: \u00e0\u00a0lzati, prendi la tua barella e va&#8217; a casa tua\u00bb.<br \/>\nQuello si alz\u00f2 e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne and\u00f2, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: \u00abNon abbiamo mai visto nulla di simile!\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Marco 2,1-12)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Sopportare \u00e8 una parola che non \u00e8 per nulla simpatica. Quando si dice che una cosa si sopporta, e ancor di pi\u00f9 quando si dice di sopportare una persona, sicuramente non si afferma nulla di piacevole.<br \/>\nLa sopportazione indica sempre un qualcosa di negativo che richiama fatica e uso massiccio di buona volont\u00e0\u00a0.<br \/>\nNon si vorrebbe mai dover sopportare nessuno, specialmente se \u00e8 qualcuno che ci sta vicino a lungo o con il quale condividiamo parte della vita (in famiglia, tra gli amici o nel lavoro&#8230;). Tanto meno vorremmo esser oggetto di sopportazione. E&#8217; brutto rendersi conto che da un po&#8217; di tempo qualcuno che ci sta accanto in realt\u00e0\u00a0 a fatica ci sopporta.<br \/>\nEppure la parola &#8220;sopportazione&#8221; nasconde qualcosa di positivo che il Vangelo di questa domenica mi ha fatto riscoprire.<br \/>\nE&#8217; curiosa la dinamica del racconto della guarigione di questo malato che, non potendosi muovere da solo, \u00e8 portato fin sul tetto e poi da li calato davanti a Colui che lo pu\u00f2 guarire.<br \/>\nSenza l&#8217;intervento deciso e tenace di questi amici il paralitico non avrebbe incontrato la sua guarigione. L&#8217;evangelista infatti sottolinea che \u00e8 proprio a motivo di questa loro azione che Ges\u00f9 decide di guarire il malato.<br \/>\nPossiamo dire che questo paralitico \u00e8 &#8220;sopportato&#8221; dai suoi amici. Essi portano il peso della sua malattia, se ne prendono concretamente il peso e si caricano di tutte le conseguenze della sua infermit\u00e0\u00a0, facendo al suo posto quello che lui non riesce a fare.<br \/>\nQuesta \u00e8 vera &#8220;sopportazione&#8221; in senso pienamente ecvangelico: farsi carico dei pesi del prossimo, siano essi pesi fisici che anche morali e spirituali.<br \/>\nQuante volte ci rendiamo conto che chi ci sta vicino, e che ci risulta &#8220;pesante&#8221; e  da &#8220;sopportare&#8221;, in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 cos\u00ec perch\u00e8 in difficolt\u00e0\u00a0 interiore o perch\u00e8 segnato da problematiche concrete e  fisiche che lo rendono difficile e triste. Sopportare non \u00e8 dunque solamente un&#8217;azione passiva di resistenza, ma \u00e8 anche amore concreto e puro. Sopportare l&#8217;altro \u00e8 cercare di capire le ragioni della sua difficolt\u00e0\u00a0 senza lasciarsi condizionare dal giudizio.<br \/>\nSopportare in senso evangelico \u00e8 anche far in modo che l&#8217;altro esca della sue pesantezze, aiutandolo a superare il pi\u00f9 possibile i motivi che lo rendono cos\u00ec.<\/p>\n<ul>\nSopportare \u00e8 molto simile alla parola &#8220;supportare&#8221;, e qui davvero arriviamo al significato pi\u00f9 positivo della  &#8220;sopportazione evangelica&#8221;.<br \/>\nSupportare \u00e8 la stessa azione della tifoseria di una squadra che ha proprio nei &#8220;supporter&#8221; uno dei punti di forza, perch\u00e8 danno coraggio e motivazioni per combattere e vincere la competizione contro l&#8217;avversario.<br \/>\nLo stesso vale alla fin fine nelle relazioni persona. Supportare chi si trova nella difficolt\u00e0\u00a0 e chi si trova &#8220;depresso&#8221; nelle proprie problematiche fisiche e interiore, significa dare coraggio e speranza attraverso l&#8217;amicizia e l&#8217;aiuto concreto.<br \/>\nSappiamo bene che per crescere e migliorare nel corso della vita, non basta la sola buona volont\u00e0\u00a0 individuale, ma occorre anche avere persone accanto che ci fanno coraggio e che ci aiutano a veder quei piccoli passi positivi che da soli non vediamo, specialmente quando siamo presi dal pessimismo dei nostri fallimenti.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 venuto a sopportare l&#8217;umanit\u00e0\u00a0, cio\u00e8 a portarne i pesi fisici e morali.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 venuto anche a &#8220;supportare&#8221; l&#8217;uomo. Con la sua umanit\u00e0\u00a0 infatti ci ha fatto capire che anche noi, pur segnati da egoismi personali e da tutti i limiti della nostra umanit\u00e0\u00a0 fragile, possiamo lo stesso amare e migliorare il mondo. Ges\u00f9 vede in questi uomini che gli portano il paralitico calato dal tetto un segno di fede. In questo modo il Vangelo ci incoraggia, anzi ci &#8220;supporta&#8221; nella nostra continua ricerca di amare di pi\u00f9 e nella ricerca di vivere da veri cristiani.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 22 febbraio 2009 Ges\u00f9 entr\u00f2 di nuovo a Caf\u00e0\u00a0rnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era pi\u00f9 posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo per\u00f2 portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un&#8217;apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Ges\u00f9, vedendo la loro fede, disse al paralitico: \u00abFiglio, ti sono perdonati i peccati\u00bb. 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