{"id":4889,"date":"2026-04-25T22:45:57","date_gmt":"2026-04-25T20:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4889"},"modified":"2026-04-25T22:45:57","modified_gmt":"2026-04-25T20:45:57","slug":"porte-aperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2026\/04\/25\/porte-aperte\/","title":{"rendered":"porte aperte"},"content":{"rendered":"<p><em>In un mondo che alza muri e sbarramenti attraverso conflitti e indifferenza, il Vangelo ci interroga sul senso di una Porta che resta sempre aperta: Ges\u00f9. Non \u00e8 fatta di pietra, ma di amore e accoglienza. Siamo chiamati a essere anche noi porte aperte di speranza, per non rendere Dio lontano a chi lo cerca. <\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 26 aprile 2026 &#8211;\u00a0IV di Pasqua)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse:<br \/>\n\u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un\u2019altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, \u00e8 pastore delle pecore.<br \/>\nIl guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perch\u00e9 conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch\u00e9 non conoscono la voce degli estranei\u00bb.<br \/>\nGes\u00f9 disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.<br \/>\nAllora Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvato; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo.<br \/>\nIl ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni 10,1-10)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 trascorso molto tempo dalla conclusione dell\u2019anno giubilare a Roma, segnata dal rito della chiusura della Porta Santa di San Pietro e delle altre basiliche papali. Quei varchi, attraversati da milioni di fedeli, hanno rappresentato plasticamente il Vangelo di questa domenica, in cui Ges\u00f9 parla di s\u00e9 come di una porta sempre aperta che conduce alla sicurezza e alla vita.<\/p>\n<p>In questi giorni, tuttavia, un\u2019altra &#8220;porta&#8221; sta attirando l\u2019attenzione del mondo; non lo \u00e8 in senso stretto, ma le somiglia molto: lo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico. Si tratta di un passaggio cruciale per l\u2019economia globale, poich\u00e9 vi transitano flussi costanti di merci, materie prime e combustibili. \u00c8 una &#8220;porta stretta&#8221; e, come tale, facilmente sbarrabile. \u00c8 proprio ci\u00f2 che sta accadendo in questo ennesimo conflitto tra USA e Israele da una parte e l&#8217;Iran dall&#8217;altra. Quel varco, serrato dalle logiche di guerra, strangola il mercato mondiale: come sempre, il prezzo pi\u00f9 alto lo pagano i paesi poveri, e non solo noi. Una chiusura figlia di ricatti incrociati che, alla fine, grava su tutti.<\/p>\n<p>Attraverso Ges\u00f9 non passano denaro o ricchezze materiali, o almeno non quelle per cui siamo in ansia oggi. Attraverso la sua porta, sempre accessibile e sicura, fluisce la vita, l&#8217;amore e la comunicazione fraterna tra cielo e terra, tra Dio e l&#8217;umanit\u00e0. Con i suoi gesti di dono, la cura e le parole di riconciliazione, Ges\u00f9 \u00e8 una porta spalancata che nemmeno la morte in croce \u00e8 riuscita a serrare, contrariamente a quanto speravano i suoi nemici.<\/p>\n<p>Proprio sulla croce, con le braccia distese, Ges\u00f9 si apre ancora di pi\u00f9: in quel dono estremo apre i cieli e ci offre lo Spirito Santo, lo spirito di Dio amore. Attraverso di Ges\u00f9 passano i veri tesori di Dio e quelli che lui stesso ha deposto nel nostro cuore.<\/p>\n<p>Come cristiani, siamo chiamati a diventare a nostra volta porte accessibili, proprio come lo fu Ges\u00f9 per i suoi contemporanei e come lo \u00e8 per sempre come Signore Risorto. Questo significa non porre blocchi o sbarramenti attraverso il giudizio reciproco, il razzismo, la violenza delle parole e dei gesti o l&#8217;indifferenza verso chi soffre.<\/p>\n<p>Ogni volta che non amiamo secondo l&#8217;insegnamento di Cristo, chiudiamo il passaggio tra Dio e noi, e tra noi e i fratelli. Quando, come discepoli, non agiamo come Lui ci ha mostrato, rischiamo di rendere Dio stesso irraggiungibile e lontano agli occhi di chi lo sta cercando.<\/p>\n<p>Nel recente viaggio in Marocco con un gruppo di parrocchiani, mi ha colpito la testimonianza di alcuni monaci e suore che vivono tra le montagne, in mezzo a povere famiglie islamiche. Non sono l\u00ec per convertire nessuno, ma per testimoniare che la porta del Vangelo \u00e8 davvero aperta a tutti e che \u00e8 possibile vivere come Ges\u00f9 in ogni luogo. Pur essendo pochi e stranieri, dicono con la loro vita che in Dio non c&#8217;\u00e8 chiusura e che la fraternit\u00e0 \u00e8 sempre possibile.<\/p>\n<p>Mentre i potenti della Terra, con la forza delle armi e la violenza di proclami minacciosi, sbarrano le porte dell&#8217;economia, moltissimi cristiani tengono aperta la porta di Ges\u00f9 nel quotidiano. A volte ci\u00f2 costa fatica e persino persecuzione, ma \u00e8 un impegno prezioso che coinvolge ciascuno di noi. Ognuno di noi \u00e8 una piccola porta: se restiamo aperti e uniti agli altri, spalanchiamo insieme la porta del cielo, la porta dell&#8217;amore, la porta della pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo che alza muri e sbarramenti attraverso conflitti e indifferenza, il Vangelo ci interroga sul senso di una Porta che resta sempre aperta: Ges\u00f9. Non \u00e8 fatta di pietra, ma di amore e accoglienza. Siamo chiamati a essere anche noi porte aperte di speranza, per non rendere Dio lontano a chi lo cerca. 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