{"id":4915,"date":"2026-06-12T19:38:34","date_gmt":"2026-06-12T17:38:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4915"},"modified":"2026-06-12T19:54:47","modified_gmt":"2026-06-12T17:54:47","slug":"come-si-chiama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2026\/06\/12\/come-si-chiama\/","title":{"rendered":"come si chiama?"},"content":{"rendered":"<p><em>Dietro ogni nome non c&#8217;\u00e8 solo un dato anagrafico, ma una storia fatta di relazioni, fragilit\u00e0 e doni. Nel Vangelo di questa domenica Ges\u00f9 chiama per nome i dodici apostoli, un gruppo variegato che rappresenta il nuovo popolo di Dio. In quei dodici ci siamo anche tutti noi, inviati a guarire le divisioni del mondo oggi.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 14 giugno 2026 &#8211; XI anno A)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: \u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perch\u00e9 mandi operai nella sua messe!\u00bb.<br \/>\nChiamati a s\u00e9 i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermit\u00e0.<br \/>\nI nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l\u2019Iscariota, colui che poi lo trad\u00ec.<br \/>\nQuesti sono i Dodici che Ges\u00f9 invi\u00f2, ordinando loro: \u00abNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d\u2019Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 9,36-10,8)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi mi conosce sa che ho un grande problema a ricordare i nomi, anche subito dopo che mi sono stati detti. Gabriele diventa Daniele, Leonardo diventa Lorenzo, Elena diventa Elisa\u2026 e cos\u00ec via. \u00c8 pi\u00f9 facile che ricordi un nome particolare, o che lo colleghi subito a qualcuno che conosco, a un personaggio cinematografico o a una persona famosa. Ecco! La soluzione per ricordare i nomi \u00e8 proprio quella di collegare quel nome a un evento, a un fatto o a un&#8217;immagine che trasformi quell&#8217;insieme di lettere in qualcosa di pi\u00f9 concreto e vissuto. Capita comunque a tutti di non ricordare un nome, e spesso, per richiamarlo alla memoria di chi ci ascolta, diciamo una caratteristica della persona che magari \u00e8 pi\u00f9 nota: \u00ab\u00c8 il figlio del benzinaio\u2026\u00bb, \u00ab\u00c8 quella che lavora al supermercato\u2026\u00bb, \u00ab\u00c8 quello che abbiamo incontrato al cinema\u2026\u00bb, e cos\u00ec via. E quando ci sono persone con lo stesso nome, per distinguerle dobbiamo per forza trovare una caratteristica unica: \u00ab\u00c8 la Maria, ma non quella che abita in centro, quella che abita in campagna\u2026\u00bb. E\u2019 perch\u00e9 dietro ogni nome ci sono infinite storie, luoghi, relazioni, fragilit\u00e0 ed errori. Non sono un semplice dato anagrafico.<\/p>\n<p>Nel Vangelo di questa domenica l\u2019evangelista Matteo ci racconta di Ges\u00f9 che sceglie e manda in missione dodici dei suoi discepoli, e ci dice anche il loro nome. Se ci viene chiesto come si chiama il primo degli apostoli, tutti probabilmente rispondiamo Pietro. Il suo primo nome era Simone, e Pietro \u00e8 in realt\u00e0 una specie di soprannome che indica, allo stesso tempo, il suo compito di essere solido nella fede e la sua testa dura come una pietra quando c\u2019\u00e8 da comprendere fino in fondo gli insegnamenti e lasciarsi guidare dal Maestro. E poi, sempre con molta probabilit\u00e0, tutti ricordiamo il nome dell\u2019ultimo del gruppo dei dodici discepoli, che \u00e8 Giuda. L\u2019evangelista Matteo aggiunge al nome di Giuda la sua caratteristica fondamentale, quella che lo segna per tutte le generazioni: \u00e8 il traditore. E i nomi degli altri dieci? Li ricordiamo facilmente? Io ricordo che c\u2019\u00e8 Giovanni, perch\u00e9 \u00e8 anche il mio nome, e poi\u2026 Non \u00e8 cos\u00ec facile e immediato. Oltre all\u2019apostolo dalla testa dura (Pietro) e al traditore (Giuda), c\u2019\u00e8 il fratello di Giovanni (Giacomo), c\u2019\u00e8 un esattore delle tasse (Matteo), c\u2019\u00e8 il figlio di Alfeo (un altro Giacomo) e uno che viene da Canaan (un altro Simone).<\/p>\n<p>L\u2019elenco dei dodici apostoli che ci viene dato nei Vangeli, ancor prima dei singoli nomi, \u00e8 importante per dirci che coloro che seguono Ges\u00f9 e si legano a lui come discepoli sono il nuovo popolo di Dio. Il numero dodici \u00e8 simbolico, anche perch\u00e9 dietro a Ges\u00f9 fin da subito c\u2019era un gruppo pi\u00f9 numeroso, formato non da soli uomini ma anche da donne. Quel dodici richiama nel mondo ebraico le dodici trib\u00f9 del popolo di Israele, i cui componenti erano legati da una discendenza di sangue (i dodici figli di Giacobbe, detto anche Israele). Con Ges\u00f9 il nuovo popolo di Dio \u00e8 pi\u00f9 vasto e va oltre il legame di sangue e l\u2019appartenenza a un unico popolo e a un unico luogo. In quei dodici ci siamo tutti noi anche oggi, tutti i battezzati che sono indubbiamente ben pi\u00f9 di dodici e superano i due miliardi. Anche la mia piccola comunit\u00e0 parrocchiale, che conta nei registri circa 2500 persone, \u00e8 sempre il gruppo dei dodici. E la missione data a quei dodici di portare con le parole e i gesti il Vangelo nel mondo \u00e8 data a tutti. Ciascuno ha un nome di battesimo, anzi, ha molto pi\u00f9 di un semplice nome: ha una storia, caratteristiche personali, relazioni, fallimenti, doni, fragilit\u00e0, conquiste, errori e peccati. E tutti noi, che siamo quei dodici oggi, sentiamo la voce di Ges\u00f9 che ci invia a parlare di Dio, a consolare, a sostenere, a guarire il mondo dal morbo della divisione, a scacciare il demone della guerra, anche disarmando (come dice il papa) le parole che usiamo. Possiamo anche risuscitare i morti, quando facciamo risorgere qualcuno dalla tomba della sua solitudine e della sua disperazione. Ecco la missione affidata a ciascuno di noi, legata al nostro nome e alla nostra vita.<\/p>\n<p>La tradizione cristiana ci dice che i vescovi di tutto il mondo, compreso il nostro di Verona, sono successori di quei dodici. Ma ogni cristiano, in fondo, fa parte di quel gruppo che forma il nuovo popolo di Dio. Sicuramente, al di l\u00e0 del singolo nome, una caratteristica unica accomuna tutti noi, una cosa che non possiamo e non dobbiamo dimenticare: siamo fratelli e sorelle.<\/p>\n<p>Magari non ricorder\u00f2 il nome anagrafico di colui o colei che incontro, ma sono sicuro che il suo nome \u00e8 \u201cmio fratello\u201d, \u201cmia sorella\u201d, e insieme siamo popolo di Dio, famiglia di Dio!<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro ogni nome non c&#8217;\u00e8 solo un dato anagrafico, ma una storia fatta di relazioni, fragilit\u00e0 e doni. Nel Vangelo di questa domenica Ges\u00f9 chiama per nome i dodici apostoli, un gruppo variegato che rappresenta il nuovo popolo di Dio. In quei dodici ci siamo anche tutti noi, inviati a guarire le divisioni del mondo oggi. 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