{"id":492,"date":"2009-03-20T16:30:21","date_gmt":"2009-03-20T15:30:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=492"},"modified":"2009-03-20T17:23:19","modified_gmt":"2009-03-20T16:23:19","slug":"quanto-crediamo-realmente-alla-croce-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/03\/20\/quanto-crediamo-realmente-alla-croce-di-gesu\/","title":{"rendered":"quanto crediamo realmente alla croce di Ges\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 22 marzo 2009<br \/>\nquarta di Quaresima<\/strong><\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/bacio-della-croce-colored.jpg' title='bacio-della-croce-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/bacio-della-croce-colored.miniatura.jpg' alt='bacio-della-croce-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse a Nicod\u00e8mo:<br \/>\n\u00abCome Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e8 chiunque crede in lui abbia la vita eterna.<br \/>\nDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perch\u00e8 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e8 il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non \u00e8 condannato; ma chi non crede \u00e8 gi\u00e0\u00a0 stato condannato, perch\u00e8 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio.<br \/>\nE il giudizio \u00e8 questo: la luce \u00e8 venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato pi\u00f9 le tenebre che la luce, perch\u00e8 le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perch\u00e8 le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verit\u00e0\u00a0 viene verso la luce, perch\u00e8 appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Giovanni 3,14-21)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Quando guardiamo una croce, cosa vediamo? Possiamo trovarla quando entriamo in una chiesa oppure quando la scorgiamo sulla punta di un campanile tra le case. Possiamo vederla appesa al collo di un prete o di una suora o di un laico segno di appartenenza religiosa  o semplice ornamento, oppure la vediamo appesa alle pareti di casa nostra o di qualche luogo pubblico.<br \/>\nChe messaggio ci d\u00e0\u00a0 quella figura di uomo appeso con i chiodi ai due legni incrociati?<br \/>\nLa Quaresima \u00e8 il tempo giusto per fermarsi a pensare un po&#8217; di pi\u00f9 davanti alla croce, per andare oltre le sue innumerevoli (non sempre appropriate) rappresentazioni, e arrivare cos\u00ec a farla entrare non solo negli occhi ma fino al cuore e alla vita.<br \/>\nNicodemo va di notte da Ges\u00f9 per chiederli una luce per la sua fede. La notte rappresenta bene il buio che c&#8217;\u00e8 dentro questo fariseo, e che forse rappresenta anche la notte che abbiamo noi e nella quale \u00e8 immerso il nostro mondo, pieno di luci artificiali ma povero di luci spirituali.<br \/>\nGes\u00f9 usa un&#8217;immagine presa direttamente dalla storia dell&#8217;Esodo, quando Mos\u00e8, su ordine di Dio, innalza un serpente di rame su un palo e questo diventa fonte di guarigione per tutti coloro che lo guardano dopo esser stati morsi dai serpenti velenosi. Con questa immagine Ges\u00f9 parla di se, della sua storia e dell&#8217;evento che si compie alla fine della sua missione terrena e che ne \u00e8 il culmine: la morte in croce e la sua resurrezione.<br \/>\nGes\u00f9 sulla croce \u00e8 dunque punto di riferimento per chi cerca salvezza, pace, vita&#8230; Con la morte in croce di Ges\u00f9  Dio ci comunica il suo amore definitivo per  il mondo e che vuole salvarlo e non &#8220;fregarlo&#8221;. Quante volte abbiamo la tentazione di credere che la religione sia una sorta di &#8220;fregatura&#8221; della vita. La felicit\u00e0\u00a0 vera sembra passare solo dalla liberazione da Dio.<br \/>\nForse in un certo senso questo \u00e8 vero. Il mondo non ha bisogno di un Dio che solamente regola, giudica e condanna (o premia, a seconda dell&#8217;obbedienza data). Questo non \u00e8 certamente il Dio che Ges\u00f9, innalzato sulla croce, ci rivela.<br \/>\nLa croce ci parla di una sofferenza che ha portato salvezza. E&#8217; un segno positivo di cui il mondo, avvelenato dai morsi dei serpenti del male, ha bisogno per ritrovare speranza.<\/p>\n<ul>\nVorrei ricordare a questo proposito un personaggio che a suo modo ha creduto alla croce e sulla sua croce \u00e8 salito, diventando segno di salvezza per molti che l&#8217;hanno conosciuto e non solo.<br \/>\n15 anni fa, il 19 marzo 1994, don Giuseppe Diana, per tutti don Peppe o Peppino, veniva ucciso da 5 colpi di pistola in faccia per mano della Camorra, nel suo paese a Casal Del Principe (Caserta). Mi ricordo che a  me, ordinato sacerdote da meno di un anno, quell&#8217;omicidio cos\u00ec brutale fece molta impressione. Don Peppino fu ucciso perch\u00e8 molto scomodo per i suoi conterranei camorristi. Parafrasando la storia di Mos\u00e8, don Diana credeva che solo puntando in alto ai valori del Vangelo, vissuto fino in fondo e senza sconti, c&#8217;era la reale possibilit\u00e0\u00a0 di salvarsi dal veleno dei serpenti della camorra e di ogni forma di disonest\u00e0\u00a0 e violenza. Questo giovane sacerdote di 36 anni credeva talmente nella concretezza del Vangelo da esser pronto anche a rimetterci la vita. Quando fu ucciso mi domandai se mai io sarei stato capace di fare altrettanto, e se davvero credessi cos\u00ec tanto nella potenza salvifica di Ges\u00f9 fino a non aver paura delle conseguenze. Don Giuseppe Diana non \u00e8 l&#8217;unico martire del Vangelo. Ci sono tantissimi uomini e donne, preti, religiosi e laici, che hanno creduto cos\u00ec tanto alle parole di Ges\u00f9 da trovare solo in lui la Salvezza, anche quando la morte, i rapimenti, la tortura o l&#8217;emarginazione a causa del Vangelo li hanno colpiti.<br \/>\nQuesti martiri non vanno cercati solo agli inizi della Chiesa ma anche nei tempi moderni, anche oggi.<br \/>\nE anche noi, anch&#8217;io, possiamo diventare testimoni della croce di Cristo. Quando la guardo, ovunque essa sia esposta, mi ricorda una possibilit\u00e0\u00a0 di salvezza per la vita. La croce \u00e8 li per dirmi che se credo nel Vangelo, in quello che Ges\u00f9 ha fatto e detto, allora la mia vita \u00e8 salva e diventa guaritrice per tutti coloro che sono vicini a me.<\/ul>\n<p><\/strong><br \/>\nGiovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 22 marzo 2009 quarta di Quaresima In quel tempo, Ges\u00f9 disse a Nicod\u00e8mo: \u00abCome Mos\u00e8 innalz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec bisogna che sia innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e8 chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perch\u00e8 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e8 il mondo sia salvato per mezzo di lui. 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