{"id":4954,"date":"2026-08-15T21:18:55","date_gmt":"2026-08-15T19:18:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4954"},"modified":"2026-08-15T21:18:55","modified_gmt":"2026-08-15T19:18:55","slug":"briciole-di-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2026\/08\/15\/briciole-di-umanita\/","title":{"rendered":"briciole di umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Di fronte alla donna cananea, Ges\u00f9 sembra assumere la chiusura del nostro cuore. Ma \u00e8 una provocazione: ci mostra i nostri pregiudizi per svelare una fede immensa. Non sono i migranti a dover \u00abremigrare\u00bb, ma la nostra disumanit\u00e0, per fare spazio a un\u2019accoglienza vera che vince ogni paura e riapre le porte a tutti noi.<\/em><br \/>\n<em>(DOMENICA 16 agosto 2026 &#8211; XX anno A)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, partito di l\u00e0, Ges\u00f9 si ritir\u00f2 verso la zona di Tiro e di Sid\u00f2ne. Ed ecco una donna Canan\u00e8a, che veniva da quella regione, si mise a gridare: \u00abPiet\u00e0 di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia \u00e8 molto tormentata da un demonio\u00bb. Ma egli non le rivolse neppure una parola.<br \/>\nAllora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: \u00abEsaudiscila, perch\u00e9 ci viene dietro gridando!\u00bb. Egli rispose: \u00abNon sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d\u2019Israele\u00bb.<br \/>\nMa quella si avvicin\u00f2 e si prostr\u00f2 dinanzi a lui, dicendo: \u00abSignore, aiutami!\u00bb. Ed egli rispose: \u00abNon \u00e8 bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini\u00bb. \u00ab\u00c8 vero, Signore \u2013 disse la donna \u2013, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni\u00bb.<br \/>\nAllora Ges\u00f9 le replic\u00f2: \u00abDonna, grande \u00e8 la tua fede! Avvenga per te come desideri\u00bb. E da quell\u2019istante sua figlia fu guarita.<br \/>\n(dal Vangelo di Matteo 15,21-28)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non possiamo non rimanere colpiti dal comportamento di Ges\u00f9 nei confronti di questa donna che lo supplica per la figlia malata. Prima la ignora; poi, senza rivolgersi direttamente a lei, afferma di non essere venuto per salvare tutti, ma solo il popolo d\u2019Israele; infine le rivolge la parola in modo offensivo soltanto per ribadire la distanza da mantenere. Usa infatti l\u2019espressione &#8220;cagnolini&#8221;, perch\u00e9 nella mentalit\u00e0 ebraica dell&#8217;epoca chi non apparteneva al popolo d\u2019Israele veniva chiamato &#8220;cane&#8221;, e tutti i pagani e gli stranieri erano considerati tali.<\/p>\n<p>\u00c8 un Ges\u00f9 che davvero non ti aspetti. Non sembra affatto colui che in altri contesti si apre all\u2019ascolto di chiunque e che, da risorto, mander\u00e0 i suoi discepoli a testimoniare il Vangelo a tutte le genti, ben oltre i confini d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora si comporta in modo cos\u00ec antipatico e chiuso? Sembra quasi ricordare quei cartelli affissi sulle porte di tanti locali pubblici, e persino di alcune chiese, con l&#8217;immagine di un cagnolino e la scritta &#8220;io qui non posso entrare&#8221;. Non voglio aprire qui una discussione sulla presenza degli animali, quelli veri, in chiesa durante le celebrazioni; ma quel cartello mi fa domandare se non sia lo stesso atteggiamento che viviamo, come comunit\u00e0 e come singoli, di fronte a persone che per un motivo o per l\u2019altro non vogliamo vicine. Poveri, persone di altre culture o religioni, persone con orientamenti sessuali e scelte di vita che non condividiamo&#8230; a volte sembra che incontrino nei nostri atteggiamenti proprio quel cartello &#8220;io qui non posso entrare&#8221;, stampato sulla nostra faccia e nelle nostre parole.<\/p>\n<p>E per giustificare il nostro rifiuto riusciamo sempre a trovare qualche scusa, qualche paura o pericolo che in fondo non ha una reale consistenza, ma ci permette di continuare a rimanere chiusi. Diciamo che i migranti portano il rischio del terrorismo, che i poveri possono rubare e fregarci, che le persone omosessuali vogliono distruggere la famiglia, che gli stranieri di altre religioni (non i turisti) vogliono cambiare le nostre tradizioni, e cos\u00ec via. E spesso sentiamo che, proprio per difendere la nostra tradizione cristiana, dovremmo selezionare e limitare il pi\u00f9 possibile il contatto con chi non \u00e8 cristiano e non la pensa come noi.<\/p>\n<p>Come cristiano e come prete, sono rimasto molto colpito da una parola che, grazie a un leader politico emergente, sta davvero interrogando le nostre coscienze civili: remigrazione. Partendo dalla volont\u00e0 di garantire anzitutto sicurezza e benessere per noi italiani, essa vede nei migranti stranieri e poveri solo un problema da risolvere in modo deciso e drastico, dimenticando le persone con le loro storie. &#8220;Tu qui non puoi entrare&#8221; e, &#8220;se sei entrato, torna a casa tua&#8221;.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 sembra fare proprio cos\u00ec con questa donna straniera e pagana che gli sta rivolgendo la parola: non c\u2019\u00e8 posto per te nel mio gruppo di discepoli, remigra nella tua terra tra i tuoi!<\/p>\n<p>Ma Ges\u00f9 qui \u00e8 ancora una volta Maestro, dai metodi sempre provocatori che usano la sfida per farci imparare la lezione. Infatti il suo atteggiamento \u00e8 un\u2019imitazione di quello che i discepoli stessi sono portati a fare. Mette davanti ai loro occhi quello che loro farebbero e fanno con gli stranieri e i pagani. Ges\u00f9 \u00e8 duro con la donna per dare occasione ai suoi discepoli di imparare da lei che cosa sia la vera fede, e come persino dentro la persona che consideriamo pi\u00f9 distante, inutile o da rifiutare, in realt\u00e0 si celino valori ed esempi di vita che non possiamo respingere. Questa donna cananea, che Ges\u00f9 non chiama a convertirsi alla fede ebraica (non lo potrebbe nemmeno, non essendo di sangue ebraico), mostra una fiducia in lui che arriva persino a smuoverlo e a fargli cambiare atteggiamento. E alla fine Ges\u00f9 non solo la esaudisce, e non certo per togliersela dalle scatole come vorrebbero i discepoli, ma la indica come modello di fede e di umanit\u00e0: \u00abDonna, grande \u00e8 la tua fede!\u00bb.<\/p>\n<p>Quelle briciole di aiuto delle quali era pronta ad accontentarsi diventano briciole di umanit\u00e0 che nutrono e salvano anche i discepoli dalle loro chiusure. Dentro la nostra societ\u00e0, cos\u00ec come dentro il nostro cuore, sembra davvero che rimangano solo briciole di umanit\u00e0 e di vera fede; ma siamo chiamati a non dimenticarle n\u00e9 a buttarle via. Con Ges\u00f9 esse possono tornare a essere pane abbondante di amore e di accoglienza per tutti, senza barriere e senza paure.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio il Vangelo che ci insegna a far remigrare solo la disumanit\u00e0, la quale non fa parte del popolo dei cristiani, e a salvare ogni briciola di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alla donna cananea, Ges\u00f9 sembra assumere la chiusura del nostro cuore. Ma \u00e8 una provocazione: ci mostra i nostri pregiudizi per svelare una fede immensa. Non sono i migranti a dover \u00abremigrare\u00bb, ma la nostra disumanit\u00e0, per fare spazio a un\u2019accoglienza vera che vince ogni paura e riapre le porte a tutti noi. 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