{"id":4976,"date":"2026-09-19T15:53:33","date_gmt":"2026-09-19T13:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/?p=4976"},"modified":"2026-09-19T15:53:33","modified_gmt":"2026-09-19T13:53:33","slug":"da-dio-bonus-a-dio-buono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2026\/09\/19\/da-dio-bonus-a-dio-buono\/","title":{"rendered":"da Dio bonus a Dio buono"},"content":{"rendered":"<p><em>Il Vangelo ci invita a riscoprire una fede che non \u00e8 un freddo calcolo di crediti e debiti con Dio, ma la gioia di imparare la speranza. Il Signore non \u00e8 un padrone che distribuisce bonus in base ai nostri meriti, ma un Padre infinitamente buono che ci chiama tutti, a qualsiasi ora, a coltivare il Vangelo nel mondo. (DOMENICA 20 settembre 2026 &#8211;\u00a0XXV anno A)<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli questa parabola:<br \/>\n\u00abIl regno dei cieli \u00e8 simile a un padrone di casa che usc\u00ec all\u2019alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accord\u00f2 con loro per un denaro al giorno e li mand\u00f2 nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna; quello che \u00e8 giusto ve lo dar\u00f2\u201d. Ed essi andarono. Usc\u00ec di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l\u00ec e disse loro: \u201cPerch\u00e9 ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?\u201d. Gli risposero: \u201cPerch\u00e9 nessuno ci ha presi a giornata\u201d. Ed egli disse loro: \u201cAndate anche voi nella vigna\u201d.<br \/>\nQuando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: \u201cChiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi\u201d. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di pi\u00f9. Ma anch\u2019essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, per\u00f2, mormoravano contro il padrone dicendo: \u201cQuesti ultimi hanno lavorato un\u2019ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo\u201d.<br \/>\nMa il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: \u201cAmico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest\u2019ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch\u00e9 io sono buono?\u201d. Cos\u00ec gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi\u00bb.(dal Vangelo di Matteo 20,1-16)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni, un insegnante di religione di un liceo ha condiviso sui social un piccolo scambio di battute avuto con i suoi studenti alla prima lezione dell\u2019anno. &#8220;Che cosa si intende per religione?&#8221;, ha chiesto alla classe. Una ragazza del primo anno ha risposto: &#8220;Imparare ad avere speranza&#8221;. \u00c8 una risposta semplice, data da una giovane senza formazione teologica che si trova in quell&#8217;et\u00e0 in cui spesso si mette in discussione tutto ci\u00f2 che riguarda i dogmi, le tradizioni e gli insegnamenti degli adulti.<\/p>\n<p>Forse, in questa risposta spontanea, possiamo trovare ci\u00f2 che avrebbe risposto Ges\u00f9 alla medesima domanda. Egli inizia spesso le sue parabole con l\u2019espressione: &#8220;Il regno dei cieli \u00e8 simile a&#8230;&#8221;. Non sta parlando del Paradiso (quello semmai \u00e8 il Regno nei cieli), ma vuole insegnarci chi \u00e8 Dio per l\u2019uomo dentro la sua storia, rivelando il suo modo di agire nelle vicende umane. Nel contesto religioso in cui Ges\u00f9 predicava, prevaleva l\u2019idea che Dio fosse un padrone e un giudice da cui meritare benefici o evitare castighi. Si usava molto la parola &#8220;debito&#8221; per descrivere il rapporto con il Signore e, di conseguenza, anche quello tra le persone. Le relazioni sembravano ridursi a un dare e avere, a un essere in debito o in credito, dove la giustizia consisteva solo nel ripagare i debiti e riscuotere i crediti.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 conosceva bene questa mentalit\u00e0 e, pur usando la parola &#8220;debito&#8221;, la smonta dall&#8217;interno. Vuole demolire l&#8217;idea di un Dio creditore inflessibile e di un uomo perennemente debitore, un Giudice che pesa il bene e il male in modo assoluto e calcolatore. Ges\u00f9 trasforma questa immagine, perch\u00e9 da essa derivano anche le relazioni tra i suoi discepoli e all&#8217;interno della comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Ed ecco allora questa parabola, cos\u00ec incredibile e provocatoria se presa alla lettera. Raccontandola, Ges\u00f9 vuole evidenziare il comportamento &#8220;ingiusto&#8221; del padrone, che risulta tale solo se pensiamo che ogni relazione funzioni secondo l\u2019equilibrio del dare e avere. C&#8217;\u00e8 il padrone di una vigna in cerca di lavoratori, il quale rappresenta bene Dio che ha bisogno di noi, poich\u00e9 la vigna siamo noi, la nostra storia e il mondo che abitiamo. Questo padrone esce a tutte le ore per chiamare sempre nuove persone. Sembra proprio che il suo vero interesse non sia il lavoro agricolo, ma i lavoratori stessi.<\/p>\n<p>Tutti devono avere la possibilit\u00e0 di impegnarsi per Dio nella vigna della vita, della storia e del creato. C&#8217;\u00e8 chi ha lavorato fin da subito e chi \u00e8 arrivato dopo, forse per pigrizia, o magari perch\u00e9 nessuno lo aveva chiamato o perch\u00e9 chi conosceva la notizia l&#8217;aveva tenuta per s\u00e9. Ma questo padrone esce e chiama in continuazione e, a tutti, d\u00e0 la stessa ricompensa. Qui sta la svolta graffiante e quasi &#8220;antipatica&#8221; della storia. La protesta dei primi lavoratori ha senso solo se lo scopo di tutto \u00e8 il salario. Il padrone, per\u00f2, inizia intenzionalmente a pagare dagli ultimi perch\u00e9 ha un modo diverso di amministrare. Egli non \u00e8 solo giusto, \u00e8 soprattutto buono. La vera paga \u00e8 la gioia di collaborare tutti insieme per il bene della vigna.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 buono e desidera che lavoriamo con lui. La ricompensa non \u00e8 solo nell\u2019aldil\u00e0, dopo un meticoloso conteggio del bene e del male, ma \u00e8 gi\u00e0 qui, dentro la vita. \u00c8 la bellezza di costruire il Regno dei cieli nel regno umano, troppo spesso devastato da ingiustizie, divisioni e guerre. Per questo \u00e8 bello unirsi al pi\u00f9 presto ai lavoratori, rispondendo subito alla chiamata del Vangelo, senza perdere tempo chiudendoci in noi stessi e sprecando il bene che portiamo dentro.<\/p>\n<p>Forse, tra i lavoratori della prima ora, ci siamo anche noi che partecipiamo alla Messa, ci professiamo cristiani e ci sforziamo di vivere la fede. Invece di giudicare chi si aggiunge lungo il cammino e si avvicina tardi, dobbiamo solo accogliere e gioire, perch\u00e9 lavoriamo tutti per il Regno. La ricompensa pi\u00f9 grande non \u00e8 il salario alla fine della vita, dono dato liberamente da Dio a tutti, ma \u00e8 l&#8217;essere protagonisti del Vangelo fin da ora. Ecco cos\u2019\u00e8 la religione: non una gara per accumulare meriti per il Paradiso, ma &#8220;imparare la speranza&#8221;, vivendo nel mondo con la gioia di fare il bene e di collaborare insieme.<\/p>\n<p>Religione \u00e8 anche &#8220;insegnare la speranza&#8221;, invitando altri a credere nella bellezza del Vangelo capace di cambiare il mondo. Ges\u00f9 supera la logica della competizione e dei giudizi reciproci per costruire un mondo di bont\u00e0. I lavoratori della prima ora non lo capiscono e pretendono un compenso maggiore per sentirsi migliori degli altri. Anche noi rischiamo di considerare il Signore il Dio dei premi a punti. Ma il Vangelo ci insegna che Dio non \u00e8 &#8220;bonus&#8221;, ma buono, infinitamente buono.<\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo ci invita a riscoprire una fede che non \u00e8 un freddo calcolo di crediti e debiti con Dio, ma la gioia di imparare la speranza. Il Signore non \u00e8 un padrone che distribuisce bonus in base ai nostri meriti, ma un Padre infinitamente buono che ci chiama tutti, a qualsiasi ora, a coltivare il Vangelo nel mondo. (DOMENICA 20 settembre 2026 &#8211;\u00a0XXV anno A)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4977,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-4976","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-commenti-al-vangelo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4976"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4978,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976\/revisions\/4978"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}