{"id":520,"date":"2009-06-20T00:33:28","date_gmt":"2009-06-19T23:33:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gioba.it\/?p=520"},"modified":"2009-06-20T00:33:28","modified_gmt":"2009-06-19T23:33:28","slug":"gesu-presente-sulla-nostra-barca-traballante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gioba.it\/sito\/2009\/06\/20\/gesu-presente-sulla-nostra-barca-traballante\/","title":{"rendered":"Ges\u00f9 presente sulla nostra barca traballante"},"content":{"rendered":"<p><strong>domenica 21 giugno 2009<\/strong> <\/p>\n<p><a href='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/anno-sacerdotale-colored.jpg' title='anno-sacerdotale-colored.jpg'><img src='http:\/\/www.gioba.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/anno-sacerdotale-colored.miniatura.jpg' alt='anno-sacerdotale-colored.jpg' \/><\/a><\/p>\n<blockquote><p>In quel giorno, venuta la sera, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abPassiamo all&#8217;altra riva\u00bb. E, congedata la folla, lo presero con s\u00e8, cos\u00ec com&#8217;era, nella barca. C&#8217;erano anche altre barche con lui.<br \/>\nCi fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t&#8217;importa che siamo perduti?\u00bb.<br \/>\nSi dest\u00f2, minacci\u00f2 il vento e disse al mare: \u00abTaci, calmati!\u00bb. Il vento cess\u00f2 e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: \u00abPerch\u00e8 avete paura? Non avete ancora fede?\u00bb.<br \/>\nE furono presi da grande timore e si dicevano l&#8217;un l&#8217;altro: \u00abChi \u00e8 dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?\u00bb.<br \/>\n(dal Vangelo di Marco 4,35-41)<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Mi ha molto colpito una lunga lettera che in questi giorni un giovane mi ha scritto per raccontarmi la sua vita. Lo ha fatto perch\u00e8 aveva desiderio di rileggere e fare sintesi di quello che gli era capitato, di quelli che erano stati finora i rapporti con la famiglia, gli amici, gli studi, il lavoro e anche della sua vita nella parrocchia.<br \/>\nNe \u00e8 venuto fuori un racconto molto lungo e personale che \u00e8 servito a me per conoscere un po&#8217; di pi\u00f9 questo giovane, ma che forse \u00e8 servito pi\u00f9 a lui che ha scritto, perch\u00e8 ha potuto cos\u00ec rivedersi e ritrovare nelle varie vicende della vita un filo conduttore.<br \/>\nNello scritto mi racconta di eventi belli ma anche di tante difficolt\u00e0\u00a0 e sofferenze causate da vari episodi tristi e luttuosi.<br \/>\nNel raccontare fa continuamente riferimento alla presenza di Dio nei vari passaggi della sua crescita fisica e umana. La lettera infatti aveva proprio questo scopo ultimo, cio\u00e8 quello di provare a ricordare come la presenza di Dio non \u00e8 mai venuta meno, anche se in quale momento Dio \u00e8 sembrato pi\u00f9 lontano e insensibile se non addirittura ostile.<br \/>\nMentre leggevo \u00e8 venuto spontaneo anche a me di fare la stessa operazione di questo giovane, cio\u00e8 provare a ricordare, guardandomi alle spalle sia in avvenimenti lontani come in quelli pi\u00f9 recenti, come Dio \u00e8 stato con me, consolazione, forza, guida&#8230;. presenza.<br \/>\nLa barca del Vangelo pu\u00f2 benissimo rappresentare la nostra vita personale, cos\u00ec come quella della comunit\u00e0\u00a0 cristiana. Sulla mia barca personale e in quella comunitaria, \u00e8 presente Ges\u00f9.<br \/>\nIl grido disperato dei discepoli messi in difficolt\u00e0\u00a0 dal mare in burrasca e che dicono accorati &#8220;Maestro, non t&#8217;importa che siamo perduti?&#8221;, \u00e8 il grido di chi sente la propria vita in pericolo, sia nella vita interiore che in quella pi\u00f9 concreta, e sente che Dio \u00e8 quasi indifferente e &#8220;inutile&#8221;&#8230;<br \/>\nGes\u00f9 invece \u00e8 presente sulla barca, non se ne sta fuori indifferente e distaccato. Anche se sembra dormire, non \u00e8 da un&#8217;altra parte, in un luogo sicuro. Anche lui \u00e8 li nella barca che rischia di affondare. La nostra fede ci dice in continuazione che Dio ha scelto di condividere fino in fondo la nostra condizione ed esperienza umana.<br \/>\nAlla fine della lettera, il giovane conclude affermando sereno che non si \u00e8 mai sentito abbandonato da Dio. Anche se tante volte Dio gli \u00e8 sembrato addormentato, in realt\u00e0\u00a0 \u00e8 sempre stato li, a condividere i passaggi pi\u00f9 difficili e  impegnativi della sua vita. Questa \u00e8 la fede: non un sentimento immutabile e lineare, ma una continua ricerca di Dio, un dialogo aperto a volte pieno di dubbi e di grida, che segue le vicende facili e difficili della vita.<\/p>\n<ul>\nProprio in questi giorni si apre l&#8217;anno che la Chiesa dedica al Ministero Sacerdotale. E&#8217; una buona occasione per i singoli preti, cos\u00ec come per la Chiesa tutta, di ritornare a riflettere sull&#8217;identit\u00e0\u00a0 e i compiti del prete oggi. E&#8217; una buona occasione anche per me, prete, per chiedermi se con quello che faccio e con quello che dico, mostro il volto di un Dio lontano, minaccioso e comandante, oppure manifesto lo stile di Ges\u00f9, che ha scelto di condividere fino alla fine la vita dei suoi amici.<br \/>\nNella lettera, pi\u00f9 volte il giovane mi racconta di incontri con sacerdoti e religiosi che a loro modo a volte sono stati di ostacolo, altre volte invece sono stati accoglienti e fondamentali per la sua crescita spirituale.<br \/>\nHo molto di che riflettere e interrogarmi anch&#8217;io sia come prete che come discepolo. Anch&#8217;io, preso dalla paura di non farcela nella vita umana e spirituale, mi affido al Signore, e lo invoco perch\u00e8 mi aiuti ad avere fede, cio\u00e8 a non dimenticare che lui non abbandona mai la mia barca, anche quando questa \u00e8 in pericolo e fa fatica ad andare avanti.<br \/>\nLui \u00e8 li&#8230; sempre.<\/ul>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>Giovanni don<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 21 giugno 2009 In quel giorno, venuta la sera, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abPassiamo all&#8217;altra riva\u00bb. E, congedata la folla, lo presero con s\u00e8, cos\u00ec com&#8217;era, nella barca. C&#8217;erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t&#8217;importa che siamo perduti?\u00bb. Si dest\u00f2, minacci\u00f2 il vento e disse al mare: \u00abTaci, calmati!\u00bb. Il vento cess\u00f2 e ci fu grande bonaccia. 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